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contributo inviato da Achille_Passoni il 2 novembre 2010


Tutti i nodi stanno venendo al pettine: abbiamo di fronte un Premier sempre più disperato e alla frutta, che giorno dopo giorno naviga a vista aspettando il prossimo macigno che porti ancora più a picco la sua nave. Non mi interessa il gossip di questa torbida vicenda, non mi è piaciuto nemmeno il modo in cui molti giornali hanno sbattuto in prima pagina foto di un certo tipo - a conferma di una cultura ormai drammaticamente dominante - di una ragazzina diciassettenne finita in una vicenda più grande di lei. 

Mi interessa invece che il Presidente del Consiglio di questo Paese faccia chiamare una questura abusando del suo potere, mentendo spudoratamente, per far rilasciare la ragazza, mostrando un vergognoso sprezzo per le regole e per le istituzioni che egli stesso dovrebbe rappresentare e garantire. Un episodio gravissimo da parte di un uomo che non ha più tempo di governare, preso com’è ad aggiustare i propri comodi senza rispetto per limiti, regole e leggi cui, come cittadino e ancor più come Premier, sarebbe tenuto. 

E non è solo l’opposizione a sostenere questa tesi: anche Emma Marcegaglia, inizialmente una convinta sostenitrice di questo Governo, non ha potuto fare a meno di prendere atto della drammatica situazione che ci troviamo a fronteggiare: un Paese paralizzato, abbandonato da un Governo assente proprio in un momento così difficile per il lavoro, l'impresa, i giovani, per tutta la nostra economia e società. 

Il Presidente degli industriali non ha esitato a parlare del “senso di smarrimento” che provano gli italiani per quello che sta succedendo, per quel senso delle istituzioni e persino della dignità che i nostri governanti hanno smarrito da tempo. E questo accade quando, come in questo momento, viene a mancare lo scopo principale della politica che è quello di dare risposte ai cittadini e indicare la via da seguire per superare i problemi: se ciò non accade, la politica abdica al suo ruolo e chi in democrazia sta governando se ne deve andare, non c’è altra soluzione. 

Questo clima da caduta dell’impero, con l’imperatore sull’orlo di un baratro politico e morale, abbandonato ormai da chiunque abbia un mimino di buon senso, non è più tollerabile per un Paese alla ricerca disperata di una guida autorevole e credibile che lo porti via dalle secche in cui si è incagliato. Il Partito democratico deve perciò sviluppare al massimo la sua iniziativa politica perché la crisi  della maggioranza, ormai così evidente ed irreversibile, determini finalmente la caduta del Governo. 

A quel punto, si potranno e si dovranno creare le condizioni per un governo tecnico in grado di affrontare poche ma decisive emergenze: cambiare la legge elettorale, affrontare i nodi principali della crisi economica e occupazionale, rispondere alle scadenze europee che si pongono in modo così incalzante e serissimo per la nostra economia, incanalare il federalismo su giuste basi. In sostanza, ricreare quelle condizioni minime necessarie per affrontare un appuntamento elettorale ormai necessario, nel quale schieramenti alternativi di centrodestra e e centrosinistra possano confrontarsi legittimamente per il governo del Paese.
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