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contributo inviato da xpress il 28 ottobre 2010
Vetro, plastica, lattine e metalli sono riutilizzabili all'infinito ma si decompongono dopo migliaia d'anni. Un barattolo di alluminio si decompone dopo 50 anni, la plastica arriva a 200 mentre per il vetro serviranno circa 4.000 anni. Per questo non devono essere abbandonati. Basta separarli e non gettarli tra i rifiuti.

La plastica è una sostanza organica, derivata soprattutto dalla lavorazione del petrolio. Infatti, anche il riutilizzo delle buste di plastica ci riconduce al risparmio energetico.
Se ognuno di noi riutilizasse una busta al giorno, in un anno sarebbero 200.000 le tonnellate di petrolio risparmiate. Tecnicamente infatti, l'unità di misura (di energia) di questo risparmio si chiama tep = tonnellate equivalente di petrolio, in inglese tonne of oil equivalent, TOE.

Il vetro riciclato impedisce lo spreco di energia e risorse. Per la fusione di una tonnellata di vetro servono 136 litri di petrolio in meno rispetto alla lavorazione della stessa quantità di materia prima. Quindi per ogni tonnellata di vetro riciclato, solo in petrolio risparmiamo più di un un barile = 158,98 litri che oggi vale 82 $ ma viste le quotazioni oscillanti e la mancanza in Italia del cosiddetto 'oro nero' è lampante che più ricicliamo e meglio è. E con qualche accortezza nella raccolta differenziata, che si traduce in una migliore lavorazione, anche la qualità è la stessa.

(Massimo storico del petrolio: 11 luglio del 2008, quando il Brent - il petrolio del Mare del Nord - sfiorò 148 $ il barile).

L'alluminio come lo conosciamo, in natura non esiste. Il materiale che lo contiene maggiormente è la bauxite di cui si stimano scorte 'solo' per un migliaio di anni. Indipendententemente dal fatto che 1.000 anni possano sembrare pochi o tanti, se non si riutilizza l'alluminio, bisogna necessariamente attingere a nuovi giacimenti di bauxite, il che può significare disboscamenti ed escavazioni nel territorio. Ma è dal punto di vista energetico che la convenienza non ha confronti. Per estrarre l'alluminio dalla bauxite serve un'energia 20 volte superiore a quella utilizzata per il riciclaggio della stessa quantità di materiale. E l'utilizzo di energia, nella maggior parte dei casi, significa ancora l'uso di petrolio o combustibili fossili che producono forti emissioni di CO2 e di altri 'gas serra'.

Una raccolta differenziata, per non diventare inutile o comunque molto costosa nel processo successivo, ha bisogno di qualche importante accortezza. I materiali devono essere sempre puliti. E' sufficiente una modesta quantità di un altro materiale per inquinare tutto il resto. Per esempio, mettere nel contenitore per il vetro un vasetto di vetro con olio all'interno - chi non ha mangiato tonno sott'olio ? - rende vana la raccolta. Un esempio per l'alluminio: i resti della nostra passata di pomodoro si spargeranno all'interno dell'intero cassonetto ungendo tutti gli altri barattoli. Il vetro, che in alcuni Paesi all'avanguardia, viene già suddiviso per colore in cassonetti diversi, sarà comunque separato tra colorato e trasparente. Poi viene triturato, depurato, lavato e mescolato col grezzo per essere fuso. Così si ottiene vetro assolutamente uguale a quello proveniente dalla lavorazione di materie prime. Anche la plastica subisce un trattamento di separazione, lavaggio e sminuzzamento. Alla fine del processo avremo nuovi prodotti. Chi ha lavorato in impianti chimici sa bene quanta differenza vi sia tra la produzione ex novo e il riciclaggio. Non è piacevole portare a spasso cloro o fluoro.
Ecco perchè si parla molto di 'riconversione' della chimica. Il ciclo di lavorazione può essere totalmente diverso, con inquinamento minimo e salute...al massimo.

Dal riciclaggio del PET, polietilene tereftalato, resina termoplastica adatta a contenere alimenti, vedi le bottiglie per l'acqua che hanno invaso il pianeta, si ottengono nuove fibre per maglieria e oggettistica varia; dal PVC, polivinilcloruro, una delle plastiche più usate al mondo, si hanno materiali per l'edilizia - tubi e profilati di diversa forma e grandezza; dal PE, polietilene, abbiamo flaconi, imballaggi e, ormai conosciutissimi, gli elementi antiurto per uso stradale. Tutto quello che non si separa si può però riciclare. Si potrà usare per l'arredo urbano: panchine, fioriere, staccionate etc. Un separatore magnetico divide l'alluminio dai materiali ferrosi. Dopo una prima pressatura, nelle fonderie, in forni predisposti, a parte viene riciclato lo stagno ma anche tutti gli altri metalli rottamati vengono recuperati separatamente per essere usati in percentuali diverse per riottenere, da fusioni diverse, una nuova produzione.

tep = quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo | convenzione usata perchè qualità di petrolio diverse hanno diverso potere calorifico.


Ecocentro: l’Ecocentro è uno spazio attrezzato dove il cittadino può portare vari materiali, tra cui anche quelli che non possono essere normalmente conferiti nei cassonetti e nelle campane stradali. Non troverete una mappa degli Ecocentri perchè non c'è e non è detto che in ogni città vi sia un Ecocentro. In Italia vi è una situazione a 'macchia di leopardo' ma, quello che è veramente sorprendente è che non vi è una normativa nazionale e il sito del Ministero dell'Ambiente non semplifica le ricerche. L'unica possibilità di digitare semplicemente Ecocentro/i e trovare quel poco che c'è si trova in OpenParlamento al Dlgs 152/2006.Verificate se nel vostro Comune vi è almeno un Ecocentro.

Atre città potrebbero trovarsi in emergenza rifiuti. L'obiettivo è rifiuti zero. In pratica spariscono i cassonetti ed al loro posto inizia una efficiente raccolta differenziata fatta porta a porta con la necessaria, convinta e fattiva collaborazione di tutti i cittadini.
TAG:  AMBIENTE  RIFIUTI  RICICLAGGIO  RACCOLTA DIFFERENZIATA 
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