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contributo inviato da MarcoBorciani il 25 ottobre 2010
Sbirciavo oggi il talk tra Riccardo Iacona e Gianluigi Nuzzi andato in scena all Invasioni Barbariche di venerdì scorso ( http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i350286 ).
Quello che mi ha colpito, è soprattutto un dato estrapolato da un'inchiesta di Iacona sulla scuola italiana (ebbene sì, torno sull'argomento! ... ).
La pietra dello scandalo è più o meno così fatta: in Lombardia, sulla base di una legge che non conosco esattamente, nel 2009 sono stati erogati contributi superiori ai 50 milioni di € alla scuola privata e circa 25 milioni a quella pubblica. Mi spiego, riportando il chiarimento dello stesso Iacona: in virtù di una legge dello Stato e del federalismo scolastico regionale, la Regione Lombardia ha deciso di "compensare" le erogazioni centrali (di Roma) con le cifre citate.

Il punto, secondo me, è: su cosa le attuali amministrazioni pubbliche, o parte di esse, vogliono veramente scommettere?
Sulla scuola e sul futuro delle nuove generazioni?
O su delle élites ben precise e di un certo status?
Perchè fa molta differenza.

Lo Stato e con esso le Regioni vogliono o non vogliono scommettere sulla centralità della scuola?
Vogliono o non vogliono rilanciarsi puntando sul gruppo dirigente del domani?
Vogliono o non vogliono la crescita di questo Paese?

E' ovvio che il finanziamento alla scuola è di per sè un bene.Ci mancherebbe!
Ma non riesco a tollerare in alcun modo questo genere di oltraggi alla scuola pubblica!
Perchè questo è un segno della volontà di autoconservazione delle lobby, delle élites di "alto rango". Suona tutto come il mantenimento della specie.
Per capire quanto sto dicendo, basta fermarsi un attimo e pensare a come, anche spannometricamente, la divisione tra queste erogazioni così ripartite ricada diversamente sugli studenti di scuole pubbliche o di scuole private.
E' evidente che ai secondi, presi singolarmente, spetterà una quota molto ma molto superiore che ai primi. Questa è solidarietà sociale? Questa è uguaglianza di diritti?
Certo che no! Questo è un privilegio per privilegiati.

Allora, mi chiedo: ma la scuola dove andrà a finire? Il futuro di un Paese che non sa o non vuole scommettere sulla scuola è un futuro con orizzonti stretti e bui.
Così come non può essere bello il futuro per un Paese che investe per i ricchi e non punta ad un equilibrio sociale che, se tradito nel tempo, creerà tensioni sociali e spaccature interne al Paese stesso.
Non è ammissibile tanta ciecità in chi si occupa attivamente di Amministrazione Pubblica.
Da questi segnali si percepisce, secondo me, il regresso cui ci stanno spingendo.

Salviamo la scuola! Salviamo il futuro di sta crescendo e crescerà! Salviamo il futuro del nostro Paese!
TAG:  SCUOLA  IACONA  INVASIONI BARBARICHE  SCUOLA PUBBLICA  SCUOLA PRIVATA  REGIONE LOMBARDIA 
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