.
contributo inviato da Antonio Armenante il 23 ottobre 2010
Arriviamo a Terzigno (NA) poco dopo le sei del pomeriggio. Siamo in tre e vogliamo renderci conto di cosa stia accadendo, al di là degli scenari da guerriglia gestita dalla camorra o da non meglio identificati anarco-insurrezionalisti incappucciati che ci propongono quotidianamente i telegiornali di regime e la carta da vetri di Feltri e Belpietro.
Scendiamo da una puzzolente Circumvesuviana e cominciamo a percorrere, senza una precisa idea di dove stiamo andando, le strette stradine del centro della città. Cominciamo ad imbatterci in manifesti firmati PD che annunciano un intervento di De Luca in una piazzetta distante cento metri, di lì a tre quarti d'ora, scopriremo in seguito che la questura non l'ha autorizzato, almeno così ci dice qualche negoziante. 
Chiediamo indicazioni ad uno di essi, che ci aveva chiesto se fossimo giornalisti vedendoci armati di macchinette fotografiche. Il tabaccaio ci spiega che di lì a poco chiuderà battenti per recarsi sul luogo della rivolta, o della presunta rivolta, a circa un chilometro di distanza. Ci dice che il clima è teso e ci indica la strada. Ci incamminiamo e dopo una bella salita cominciamo ad intravedere in lontananza un nutrito gruppo di persone. Arriviamo
davanti ad un quadrivio. E' completamente bloccato. La cura e la minuzia con la quale sono state sbarrate le strade mi produce un flashback istantaneo: nella mente mi appare uno di quei cartoni animati che vedevo da piccolo, con i castori che costruivano dighe modellando il legno degli alberi.
 
 Scaccio il flashback e comincio a girovagare tra i riottosi. Ascolto qualche frase. C'è un continuo "via vai" di gente da una delle quattro barricate di rami e pneumatici costruite, quella che interrompe la strada per Boscoreale.
" Arriveranno i camion da Pompei stasera! "
" Non è vero, vengo da lì e non ho visto nulla! "
Sono padri di famiglia, alcuni con mogli e prole al seguito. Nell'immediata vicinanza delle barricate, invece, ci sono alcune decine di ragazzi, viso scuro e piglio da addetti alla sicurezza. Uno di loro ci avvicina chiedendoci ancora se siamo giornalisti e cosa stiamo fotografando.
Lo rassicuriamo dicendogli che nelle foto non sono stati ripresi volti, ma solo le barriere e qualche striscione di protesta. Abbandoniamo il posto, fermandoci alquanto interdetti davanti ad un cartello che vieta lo scarico dei rifiuti nella zona citando il d.l.g.s. 22/97. Paradossi. Ripassando davanti al tabaccaio al centro, veniamo fermati da questi, che ci chiede come è andata la passeggiata. Sia lui che sua moglie ci tengono a sottolineare la spontaneità del movimento, l'assenza di alcun manifestante esterno e l'estraneità della camorra alle proteste.Come dargli torto, del resto la camorra le vuole le discariche, per gestirle. Veniamo interrotti da colui che in seguito si presenterà come Franco Annunziata, consigliere comunale di "Oltre il Vesuvio", associazione afferente al PD locale, ex candidato sindaco e capo dell' opposizione. 

Ci parla di consigli comunali tenutisi sotto stretta sorveglianza, della DIGOS che filmava il pubblico, in borghese. Sta tornando dalla "rotonda di Boscoreale", ha una mascherina perchè "lì la puzza è insopportabile". Pare che il luogo della rivolta stasera sarà quello, non la barricata dove siamo stati noi. Intervengono ancora il tabaccaio e sua moglie.. la donna sembra piuttosto informata su ciò che accade, esprime le sue ragioni, le sembra assurdo che Terzigno che ospita già una discarica, ne debba ospitare un'altra, in pieno parco del Vesuvio.
 " Tra l'altro " - dice - " qua paghiamo il doppio di TARSU rispetto agli altri comuni."
Il marito invece continua a parlare dei soprusi delle forze dell'ordine che, a suo dire, inscenerebbero ogni giorno il ritrovamento di presunte bottiglie molotov, senza neanche benzina all'interno, quindi palesemente fasulle. Ribadisce per l'ennesima volta che la protesta è pacifica, che sono proprio quelli che abbiamo visto i famigerati manifestanti di cui parla la tv. Quando gli faccio presente che però di notte accade di tutto, annessi petardi lanciati alle forze dell'ordine e agenti di polizia in ospedale, lui mi risponde: "Sono i ragazzi ed i padri di famiglia, quelli più coraggiosi che restano a sbarrare la strada di notte, ma tu che faresti se picchiassero pure donne ed anziani pur di far sversare rifiuti sotto casa tua?"


TAG:  TERZIGNO  RIFIUTI  CAMORRA  ANARCO-INSURREZIONALISTI  DE LUCA  BARRICATE  BOSCOREALE  POMPEI  D.L.G.S. 22/97  PADRI DI FAMIGLIA  RAGAZZI  OLTRE IL VESUVIO  FRANCO ANNUNZIATA  DIGOS  TARSU  PROTESTA 

diffondi 

commenti a questo articolo 18
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 maggio 2010
attivita' nel PDnetwork