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contributo inviato da magnagrecia il 22 ottobre 2010

 

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento.
 
Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.
 
LA CLASSIFICA DEI RICCHISSIMI (2009)
Vorrei riprendere, riportando l'annuale pubblicazione della lista dei più ricchi al mondo da parte della rivista Forbes 2010, una citazione di Adam Smith, forse il massimo rappresentante della scienza economica liberale, che scrive, nel suo famoso libro La ricchezza delle Nazioni: “Ovunque c'è grande proprietà, c'è grande diseguaglianza. Per ogni uomo molto ricco ce ne devono essere per lo meno cinquecento poveri, e l'opulenza di pochi presuppone l'indigenza di molti”.
 
CLASSIFICA
Forbes, Slim supera Bill Gates, è messicano il più ricco
Per la prima volta in testa alla graduatoria non c'è uno statunitense.
Raddoppia Ferrero, scende Berlusconi. Il ritorno di Scaglia. In Europa il più facoltoso è Bernard Arnault, il re francese di Louis Vuitton
dal nostro inviato Angelo Aquaro
"(...). Alla faccia della crisi, la lista segnala un incremento nella ricchezza dei soliti pochi: 3.600 miliardi rispetto ai 2.400 dell'anno precedente. Crescono anche il numero dei paperoni, 1001 da 793, e il guadagno medio, da 3 a 3,5 miliardi. (...).
E gli italiani? Il primo si conferma Michele Ferrero che dal 40esimo balza al 28esimo posto, quasi raddoppiando (da 9,5 a 17 miliardi) mentre Leonardo del Vecchio (dal 71esmo al 59esimo posto, da 6,3 a 10,5) supera Berlusconi, sceso dal 70esimo al 74esimo posto, anche se la discesa è solo di posizione: i miliardi sono aumentati da 6,5 a 9".
 
 
Aggiungo:
- una semplice domanda (doppia): se il PIL mondiale, nello stesso periodo (2009), ha registrato un decremento pari al –1,3% e la ricchezza dei ricchissimi invece un incremento pari a ben 1.200 miliardi $ (3.600 - 2.400, + 50%), questi 1.200 miliardi a chi li avranno presi? E se il PIL italiano, sempre nel 2009, ha accusato un calo del -5,1%, questi suoi 2,5 miliardi (9 – 6,5) in più, Berlusconi a quali e quanti Italiani li avrà presi?;
- una smentita: più volte Berlusconi - sapendo di mentire - ha definito la manovra correttiva 2010 "necessaria ed equa". Per smentirlo circa l'equità, basti dire che essa addossa il peso del risanamento dei conti pubblici su categorie di cittadini deboli o debolissime, come i precari (licenziati a decine di migliaia) ed i pensionandi inattivi (varie decine di migliaia), che perderanno in un solo anno introiti di migliaia o decine di migliaia di €, mentre né un miliardario come lui, né un milionario come Tremonti, né un abbiente come Sacconi, che ne sono gli ideatori e i realizzatori, pagheranno - letteralmente - un solo centesimo. Ecco un modo spudorato e scandaloso e del tutto legale di impoverire i poveri ed arricchire (almeno in termini relativi) i ricchi;
- il link ad un articolo di uno scritto di commento del libro L’età dell’odio - I RISULTATI DISASTROSI DI UN’ECONOMIA SENZA REGOLE E DI UN POTERE SENZA CONTROLLO, di Amy Chua, una cinese che insegna alla Law School della Yale University

 
TAG:  RICCHEZZA RICCHISSIMI INIQUITÀ ETÀ DELL'ODIO 

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commenti a questo articolo 0
commento di magnagrecia inviato il 27 ottobre 2010
Sempre per elevare il livello di questo forum e contrastare la DISINFORMAZIONE e L'ANALFABETISMO di qualche suo frequentatore, in particolare uno, che, prima lamentando ch'io non abbia scritto nel suo thread e poi (come la volpe con l'uva) mi chiede di astenermi, mi ha fatto ricordare, quando ero piccolo, la “signora pazza”, che quando i terribili ragazzini la ignoravano, mentre, coperta dal solito, lacero vestito nero, passava per la strada, diceva (in dialetto napoletano): “Ecco i figli di puttana, stamattina non ci sono”.

L'aliquota minima del 23% fu introdotta dal governo Berlusconi-Tremonti nell'ambito della Legge delega sulla riforma fiscale del 7 aprile 2003, n. 80.
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03080l.htm

Il fiscalista milionario Tremonti sostituì anche, al sistema delle detrazioni, quello delle deduzioni. Perché:
“Dal punto di vista dell'equità, la deduzione - per certi versi [eufemismo, ndr] - risulta più conveniente per i redditi alti (che hanno le aliquote marginali più alte).”
http://www.europaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=873&Itemid=0

Il governo Prodi, con la legge finanziaria 2007, in armonia con la sua politica di maggiore giustizia sociale (che avrebbe continuato, se non si fosse dovuto dimettere), reintrodusse il criterio delle detrazioni.
http://www.agraria.org/estimo%20economia/irpef.htm
commento di magnagrecia inviato il 27 ottobre 2010
A me sembra che il livello di questo forum sia influenzato troppo dall'ignoranza e quasi da un analfabetismo – peraltro autolesionistico - delle norme basilari, ad opera di persone che, sembra, manco lo votano, il PD. Io sto portando avanti da tempo una piccola battaglia personale contro la DISINFORMAZIONE del centrodestra; ho frequentato per 6 mesi, l'anno scorso, un forum di “destri” e “sinistri” e lo stravolgimento dei dati e dei fatti da parte di quelli di destra era una pratica costante, che mieteva qualche vittima anche tra i “sinistri”. Ma, francamente, non pensavo potesse avvenire anche nel forum del PD.

COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul LAVORO.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il DIRITTO al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
commento di frapem inviato il 26 ottobre 2010
Ho sentito Landini affermare che il lavoro è un diritto..
E chi ce lo dà questo diritto? la provvidenza?
Ma io credo che dietro questa affermazione stupida e cialtrona, ci sia dell'altro.
E' infatti più facile reclamare il lavoro come diritto, che uno stato sociale come diritto. Perchè uno stato sociale richiederebbe un passo indietro dell'affollato mondo politico, un passo indietro di coloro che guadagnano stipendi favolisi, richiederebbe tassare i patrimoni, abolire il parassitismo ecc. ecc..
Quindi meglio mettere sulla bocca dei soliti salamellari ingenui queste fregnacce che scalgiare la loro rabbia contro il sistema feudale in cui siamo piombati. E i piccoli parassiti della base, coloro che grazie ai sindacati e ai partiti si sono guadagnati il loro posticino, spesso inutile.. sono qui a fare i galoppini.
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2010
Ecco un esempio tipico della situazione italiana e dell'ingordigia delle imprese: le scelte di delocalizzazione non sono dettate dall'assottigliamento o azzeramento delle vendite, della produttività e dei margini, ma: a) dalla propensione dell'imprenditore a massimizzare il suo profitto (e gli utili degli azionisti), fregandosene degli effetti sociali; b) dall'assenza del soggetto pubblico come calmieratore delle pulsioni egoistiche dell'imprenditore; c) dalla possibilità di vendere in Italia i prodotti fatti all'estero, con lo stesso marchio e presumibilmente agli stessi prezzi di prima, incamerando tutto l'extramargine.
Conclusione: a) lavoratori italiani a spasso, a spese della collettività, e poi forse alla fame; b) lavoratori dei Paesi in via di sviluppo sottopagati, senza tutele sindacali e ad orari di lavoro settecenteschi, ma contenti; c) exstraprofitti nelle tasche di pochi ricchi. Ad alimentare la loro età dell'oro.

“Manifatture tabacco. La BAT lascia Lecce, le Ms in Romania
La British American Tobacco chiude l’ultimo sito italiano
nonostante gli alti margini di guadagno. 500 posti a rischio”
http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&site=cesaredamiano.wordpress.com&url=http%3A%2F%2Fcesaredamiano.files.wordpress.com%2F2010%2F10%2Fdamianoi_bellanova.pdf&sref=http%3A%2F%2Fcesaredamiano.wordpress.com%2F2010%2F10%2F25%2Fsu-lunita-un-articolo-di-cesare-damiano-e-teresa-bellanova%2F
commento di salvatore1 inviato il 26 ottobre 2010
Due parole per esprimere apprezzamento per i due ultimi commenti, condivisibili, "moderati" e quindi controcorrente di claudio fondelli.
commento di frapem inviato il 26 ottobre 2010
Copio e incollo da internet.. sparita la non tax area.. sparita l'aliquota del 18% percento fino a 15000.. questa è la verità.. questa stangato non fu compensata nè dall'abbassamento dell'aliquota dal 29 al 27 dei redditi superiori, nè dal sistema di detrazioni mai viste.

ALIQUOTE IRPEF 2007
FINO A
15.000 23% 23%
sull’intero
importo
Qunidi caro mg.. non so chi dichara il falso. (clicchi chi è interessato..su google tabella irpef 2007.
La mia riforma la faranno le nuove generazioni, perchè sarà necessaria, ma prima affonderemo grazie anche alla gente come te.
Vedo anche che commenti solo quello che ti fa comodo questo dimostra che sei in malafede.. e la gente che si dice di sinistra, in mala fede, mi ripugna..per cui evitami.
commento di claudio fondelli inviato il 26 ottobre 2010
Personalmente sono molto critico e trovo eticamente inaccettabile lo status privilegiato di cui godono i nostri rappresentanti parlamentari, tuttavia trovo altrettanto sopra le righe le reazioni scomposte che spesso provocano, le invettive e le scomuniche che vengono lanciate al punto da sospettare che dietro a tanta enfasi non sia più facilmente distinguibile quanta sia l'indignazione e quanta l'invidia. Un maggiore rigore e più precisi limiti ai benefici di cui una carica pubblica elettiva può godere sono indubbiamente necessari, com'è necessario - su questo specifico aspetto concordo abbastanza con frapem - una significativa riduzione della loro quantità, come delle istituzioni presenti sul territorio. Ciò detto però se davvero vogliamo portare un - per quanto modesto - contributo in direzione di una maggiore qualificazione dell'azione politica (e dunque della classe dirigente che la promuove) dovremmo - a mio avviso - focalizzare l'attenzione più che sui privilegi sulla quasi assenza di ricambio della stessa, promuovendo azioni ed iniziative a favore dell'introduzione di criteri selettivi e di automatismi di ricambio azichè pretendere quasi esclusivamente un ritorno improbabile ad un francescanesimo che è sempre appartenuto più al'iconografia che alla realtà.
commento di claudio fondelli inviato il 26 ottobre 2010
Ricordo di aver letto da qualche parte una definizione salace ed al contempo - nella sua estrema sinteticità - profondamente lucida: la democrazia è una festa costosa.
L'accettare come principio che ciascun individuo possa esercitare le medesime prerogative indipendentemente dal livello culturale, sociale, di razza o religione (ed ancor più - trattandosi di qualità non pubbliche e/o pubblicizzate - del suo livello di onestà/disonestà, moralità/immoralità, altruismo/egoismo)comporta appunto un alto prezzo da sostenere in termini di entropia e dispersione/asimettria. Ed allora? Qualcuno conosce un sistema migliore? Le condizioni di vita erano forse migliori in regimi dittatoriali o castali? Si viveva meglio quando lo status di cittadini (specie se non lo si era) era ereditario per appartenenza familiare e non un diritto connesso alla nascita su di un determinato suolo? Allora forse è meglio se almeno una parte delle energie che disperdiamo per criticare le utiliziamo in modo più produttivo, sforzandosi di non indulgere alla comoda tentazione di mettere tutto e tutti sullo stesso identico piano.
commento di magnagrecia inviato il 26 ottobre 2010
Che l'Italia sia un Paese corrotto, almeno dal tempo di Roma antica, non è una novità.
Che la classe dirigente italiana sia corrotta, inefficiente ed egoista, anche, poiché rispecchia il popolo ed il suo codice etico. Perciò può succedere che vada a capo del governo, e venga addirittura riconfermato, un amorale, egoista, incompetente, bulimico e con elevata propensione a delinquere.
Occorre quindi scegliere tra i meno peggio. E, nello stesso tempo, lottare per un cambiamento, etico e anagrafico insieme, perché – è inutile girarci attorno - solo una nuova generazione può attuarlo.
commento di rebyjaco inviato il 26 ottobre 2010
L'ETA' DELL'ORO è anche per i NOSTRI DIRIGENTI. Siamo sprofondati al 67° posto fra i Paesi meno corrotti, siamo considerati il PAESE più corrotto fra tutti i PAESI CIVILI. VOI, nel frattempo, cambiate discorso, fingete di non vedere quello che rappresenta questa classe politica nel SUO INSIEME. Puo' un Paese CIVILE progradire e affrontare le sfide di questi momenti critici con QUESTA CLASSE DIRIGENTE'. O AFFRONTIAMO QUESTA REALTA' o periremo, ma STATENE CERTI: Periremo NOI, i più deboli, non quelli che dirigono il Partito e che si premiano abbondantemente con stipendi e pensioni D'ORO. L'altro giorno i ""Mascalzoni, hanno bocciato la proposta di abolire quella ignobile misura che fa si che con un solo giorno di Parlamentare, si ha diritto a un vitalizio. TUTTI, salvo una manciata di "estraterrestri", hanno votato per mantenere questo ignobile PRIVILEGIO. Ma dove volete che ci conducano questi ""rappresentanti"" se non alla fame?
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2010
Bizzarro che tu, caro Frapem, accusi me di provocazione, proprio tu che, all'inizio della mia frequentazione di questo forum, qualche settimana fa, hai fatto scappare un iscritto, perché l'hai sommerso di parolacce. Proprio tu che, contro ogni evidenza, ti ostini ad attribuire a Prodi e Padoa-Schioppa l'aumento dell'aliquota dal 19 al 23%, e, sfidato da me da 10 giorni a provarlo, non sei in grado di farlo e fai lo gnorri. Non so che preparazione tu abbia, ma credo tu sappia almeno che qualunque imposta può essere decisa sola per legge; allora t'invito, invece di continuare con questa stancante buffonata, a riportare il numero e la data della legge. E lo faccio chiaramente non solo per te, ma perché ho visto che migliaia, forse milioni di persone, anche di centrosinistra (incluso qualche docente universitario, non so se in buona o cattiva fede, cfr. il 'post' di stasera sul mio blog), sono disinformati come te sul 2° governo Prodi.
Credo, anche, tu abbia letto che io, nel proporre il reddito minimo garantito a carattere universalistico, ho sostenuto più volte la necessità, stante le difficoltà del nostro bilancio pubblico,
e la platea enorme di potenziali beneficiari (ho riportato i dati su “Oltre il lavoro e i combustibili fossili”), del contestuale licenziamento degli impiegati pubblici in esubero e l'eliminazione della miriade di privilegi, a partire dai parlamentari. Quindi, queste tue polemiche falle con qualche altro. Altra cosa, comunque, è la tua strampalata, irrealistica “riforma”. Capisco che sei ostinato e piuttosto incline ai ragionamenti poco razionali, ma forse sarebbe meglio se non perdessimo tempo con queste sciocchezze e ci provocassi e stupissi con proposte razionali, ragionevoli, fattibili.
commento di frapem inviato il 25 ottobre 2010
Un certo Padoa schioppa, che stimo, nonostante mi abbia portato le aliquote dal 19 al 23 per cento, in un editoriale del corriere della sera del settembre dello scorso anno ha affermato che lo stato italiano in termini di organizzazione istituzionale è fermo all'ottocento e che nei meandri caoitici di queste istituzioni ci sono ingenti risorse. Se tu caro mg credi di portarmi sul piano della provocazione personale hai sbagliato indirizzo. Che ci siano comuni da 46 abitanti e altri da un milione di abitante a me sembra un abominio..
Che ci sia uno ospizio dorato come il quirinale, mentre nelle scuole manca la carta igienica mi sambra disgustoso. Che ci sia palazzo chigi e palazzo grazioli come sede del governo, è schifoso, mentre non ci sono soldi per pagare gli inseganti di sostegno.. e potrei continuare.. a te sta bene tutto questo bene, non voglio nemmeno sapere il perchè.. ma a me no.
Bersani prende per il culo i democratici e i cittadini, come del resto ha fatto berlusconi, e come farà chiunque dice di volerci raccontare un'altra storia ma non parte dalla riforma radicale del sistema. Ho amici consiglieri comunali del pd che mi spiegano come il pubblico denaro sia fuori controllo grazie all'aborto dell'articolo quinto. Io ho smesso di fare il tifoso da anni.. ora sono un libero cittadino che ragiona senza paraocchi.
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2010
@ Claudio F.
1. Ogni 'post' può contenere fino a 22 righe, tu ti fermi al massimo a 10: perché?
2. Sono d'accordo con te sulla nostra corresponsabilità dovuta al nostro disimpegno. D'altra parte, però, l'attività politica richiede dei requisiti che non tutti hanno.
3. Altro discorso, invece, sono le valutazioni politiche o le motivazioni delle scelte di voto, che non sono sempre frutto di un giudizio ragionato, suffragato da una valutazione delle scelte e perfino dei dati oggettivi. Spesso fan premio il pregiudizio o l'ignoranza. Qui faccio un esempio concreto emblematico: Frapem, il quale ha confidato che alle elezioni si astiene e mi viene il sospetto che lo fa: 1. perché è bastian contrario per carattere; 2. perché nessuno vuole attuare la “sua grande riforma”, che praticamente prevede il taglio di due terzi o più degli organi; 3. perché Prodi gli ha aumentato l'aliquota dal 19 al 23%, il che non è vero, perché lo fece Tremonti nel 2003. Gli ho allegato un articolo del “Corriere” che lo dimostra, ma lui, invece di prenderne atto e scusarsi, si ostina a negarlo. Ecco, io mi chiedo se uno così (e bada che come lui ragionano in milioni di elettori, ma che almeno sono scusati perché non usano Internet e s'informano solo alla tv) possa impancarsi a giudice dell'ottimo Bersani, definendolo compulsivamente o un mezzo rimbabito o un amministratore di condominio, oppure a discettare di qualunque argomento pretendendo di avere sempre ragione e per giunta riempire di improperi chi non è d'accordo con lui. Ed è uno che scrive in un forum del PD. Figuriamoci gli altri.
commento di claudio fondelli inviato il 25 ottobre 2010
Ci lamentiamo dell'immutabilità della nostra classe dirigente ma noi, ciascuno per le occasioni che ha avuto o ha, è sicuro di aver fatto la sua parte, anche se piccola? Ha accettato la sfida di assumersi una responsabilità - scegleindo - anche quando questa comportava più oneri che onori? O lo scarso ricambio dirigenziale è anche e soprattutto figlio (in generale) del nostro disimpegno, del nostro sottrarsi dalle responsabilità per rifugiarsi in una consolatoria e sterile critica? Perchè se è vero che è la classe dirigente dei partiti ad aver accompagnato (direi spinto) alla porta gli attivisti politici per escluderli dalle scelte ed assicurarsi così una sempre maggiore autoreferenzialità (sia chiaro la responsabilità è soprattutto loro e non hanno scusanti per ciò) è altrettanto vero che - con ogni probabilità - non abbiamo fatto la resistenza necessaria, lasciandoci accampagnare all'uscita non così mal volentieri, non così scontenti di essere esonerati da un ruolo che non era certamente da primedonne.
commento di claudio fondelli inviato il 25 ottobre 2010
Perchè non è sottraendosi alla scelta che si evita il peggio, quasi mai è così. Come non sarà il sottratti dalla responsabilità che scegliere comporta che ci renderà meno corresponsabili dello stato delle cose, casomai il contrario.
Bersani è poco più che un bravo amministartore o Vendola un paroliere poetico. O il secondo governo Prodi un pachiderma quasi inerte. Forse. Ma il prendere le distanze da queste persone e dalle loro esperienze di governo nazionale ci ha permesso - oggi, qui ed adesso - di vivere in una società migliore o peggiore. Abbiamo fatto un passo avandi o dieci indietro? L'attuale centrosinistra, indubbia armata brancaleonica, è migliore o peggiore dell'attuale governo di centrodestra? Vogliamo una società migliore ed ancora non siamo neanche - nell'insieme - capaci di evitare l'autolesionismo.
commento di claudio fondelli inviato il 25 ottobre 2010
Tuttavia la rassegnazione sarebbe altrettanto sterile (forse solamente meno ridicola) di un ottimismo davvero fuori luogo.
Lo scivolamento verso il basso della qualità della classe dirigente/politica non è necessariamente inarrestabile e per quanto sia davvero marginale l'apporto che ciascuno - individualmente - può dare non è escluso che sia possibile invertire questa tendenza, se riusciremo (ciascuno per la sua piccola parte) a concretizzare lo spirito critico maturato in strumento di scelta e selezione. Non è facile (anche perchè i fattori e le variabili in gioco sono davvero tanti) ma neanche impossibile, a condizione però di accettare di scegliere oggi, come in ogni occasione che si presenti, tra le possibilità effettive di scelta presenti a quel momento avendo sì come riferimento il modello a cui aspiriamo ma evitando di tirarsi indietro ogni qualvolta che nessuna delle opzioni possibili risponde ragionevolmente ad esso.
commento di claudio fondelli inviato il 25 ottobre 2010
Ragioni per essere sia disincantati che pessimisti ce ne sono davvero tante. La sproporzione (a favore delle prime) tra incompetenza e competenza, tra onestà e disonestà, tra senso civico ed individualismo è oramai arrivata ad un livello così alto da rendere difficoltoso lo sperare in un qualsivoglia cambiamento che non sia poco più che di facciata (a destra come a sinistra). Come del resto l'interazione sempre più complessa e globalizzata delle relazioni (siano esse economiche, politiche o sociali) rappresenta un ulteriore fattore (probabilmente determninate) che impedisce - a prescindere dalle volontà - cambiamenti radicali rispetto allo stato delle cose presenti (o prossime future). Tuttavia.
commento di magnagrecia inviato il 25 ottobre 2010
@ Frapem
1. Strano (si fa per dire) che tu non ti fidi del “Corriere”, ma basta fare una veloce ricerca in Internet per verificare che hai detto – ripetendomi - “una balla sesquipedale”.
2. Il 2° governo Prodi, non per simpatia, ma sulla base dei risultati, secondo me è stato uno dei migliori governi degli ultimi 30 anni. Risultati ottimi, oscurati – per i milioni di cittadini che si fermano alla superficie e s'informano alla tv – a) dalla litigiosità dei ministri primedonne di estrema sinistra, i soliti intelligentoni autolesionisti; b) dallo iato tra le aspettative - esagerate - degli elettori di centrosinistra e quanto ottenuto (emblematica fu l'incredibile reazione negativa delle operatrici di un call center pugliese, che dichiararono (a Ballarò o a Report, adesso non ricordo) la loro insoddisfazione verso il governo, dopo che l'ottimo ministro Damiano ne aveva ottenuto... la stabilizzazione!); e c) da un deficit terribile di comunicazione.
3. Un abisso, tra il governo dei galantuomini Prodi, Padoa-Schioppa e Bersani e quello attuale dei mediocri, incompetenti, inaffidabili Berlusconi-Bossi-Tremonti-Sacconi. Ci vuole pochissimo per trovare di meglio.
commento di frapem inviato il 24 ottobre 2010
L'esperienza disastrosa dell'unione ha lasciato il segno.
Solo il PD di Veltroni poteva essere l'alternativa, ma è stato assassinato dalla fragilità del leader.. e dalla vecchia guardia poltronara, ora la vedo nera.
Non c'è una classe dirigente all'altezza del compito.
Vendola è un comiziante. Non capisco come gente intelligente di sinistra possa accettare che gli si parli con tanta enfasi baroccara e vuota... mi sembrava di sentire berlusconi quando parla al suo popolo. Bersani invece è un amministratore di condominio.
C'è bisogno di rompere con il sistema e di parlare al paese, nella speranza che gli italiani onesti e perbene siano la maggioranza, ma ci credo poco.
commento di no-rating inviato il 24 ottobre 2010
La classe dirigente rispecchia piu' o meno la qualita' degli elettori. La democrazia funziona cosi'. Fino a che vi saranno milioni di (finti) idealisti con la pancia piena che al momento del voto preferiscono starsene a casa a sparare a zero contro tutto e tutti la nostra parte potra' immaginare solo di pareggiare.
A volte sembra ci siano due veri e proprio mondi in contrapposizione: quello dei lavoratori dipendendi a tempo indeterminato che (fino ad ora) dai risultati delle elezioni hanno avuto poco da temere e quello delle partite iva che, invece, al momento del voto sanno che una scelta non vale l'altra per il proprio interesse/futuro.
So di essere fuori tema, ma come magnagrecia anch'io credo di aver individuato quale sia stata la migliore tra le due esperienze di governo degli ultimi 15 anni e quando mi viene chiesto di scegliere non ho dubbi ed il mio cruccio e' solo il cercare di farlo capire ai pochi elettori di centro destra che accettano un confronto.
commento di frapem inviato il 24 ottobre 2010
No, non ci siamo, me lo ricordo benissimo, è stato ribadito più volte in tv.. e ricordo che mi incazzai molto..comunque mi informerò meglio.. il femminile è stato un refuso trainato da magna grecia che è femminile..
commento di magnagrecia inviato il 24 ottobre 2010
Cara Frappé (ricambio il vezzo di storpiare il nome, ed ora anche il sesso), vedo che non hai completato la frase.
Per la questione fiscale, dovresti essere più informato quando lanci delle accuse gravi. Ti avevo pure messo sull'avviso... L'aliquota al 23% - che è la più bassa – ovviamente non l'ha introdotta Prodi, ci mancherebbe, ma Berlusconi-Tremonti, nel 2003.
Allego questo articolo del “Corriere”, che fa il riepilogo 1994-2010 e dal quale si deduce anche ciò che ti ho già scritto: Prodi, nel 2006-07 (oltre alla riduzione del cuneo fiscale, incamerato dagli imprenditori senza manco dire grazie) rimodulò le aliquote a sfavore dei redditi alti. Voleva continuare ma fu mandato a casa.
Http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_11/rizzo_466424de-fe7d-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml
commento di frapem inviato il 24 ottobre 2010
Ti ricordo cara mg, che il salto dall'irpef dal 19 al 23 per cento che ha colpito pensionati e lavoratori, in cambio di detrazioni mai viste, è stato il primo passo del governo Prodi, ma la delusione per me è venuta al momento dell'insediamento..103 membri di governo, sic..
Sì io penso con entusiasmo alle opprtunità che ci offre la globalizzazione, mi deprime invece questa classe dirigente di destra e di sinistra che difende l'esistente, e qui rispondo anche a te ritrovato amico Salvatore.. Ci sono nelle pieghe, ma anche voragini, del sistema politico di potere sacche di lavoro inutile che andrebbero capitalizzate e reinvestite. Ad esempio: un lavoratore della provincia in regola ci costa quattromila euro al mese, tra contributi, fisco e stipendio. Con questi quattro mila euro possiamo dare un salario di mille euro esentasse per progetti produttivi, oppure otto salari partime per impegnare giovani in altrettanti proggetti virtuosi.
Ecco difendere quei lavori inutili è amorale.
Come difendere categorie privilegiati dove un usciere o un fattorino quadagnano più di un insegnate..è amorale.

commento di magnagrecia inviato il 23 ottobre 2010
@ Frapem
1. Un incontinente verbale come te che lascia la frase a metà? Non ti riconosco. Non mi lasciare la curiosità, completala.
2. Ti avevo invitato a dimostrare la tua accusa a Prodi di aver aumentato le tasse sui redditi bassi, sei sparito.
3. Ma vengo alla questione della globalizzazione. Fino a poco tempo fa, quando ne ho discusso nei forum, mi sono schierato a favore, considerandola un'opportunità. Poi, sia per effetto delle obiezioni avanzate da qualche economista, ad esempio Loretta Napoleoni che valuta il bilancio vantaggi/svantaggi, sia sotto la pressione della chiusura di tante imprese a causa dell'asimmetria delle condizioni operative (costi e tutele giuridico-sindacali), sia per l'inadeguatezza della classe dirigente (soprattutto i politici, ma non solo) di governarne gli effetti, che dureranno a lungo (almeno una quindicina d'anni), ho cominciato a cambiare idea.
4. Sostenere, come fai tu, con entusiasmo delle tesi troppo nette, senza porsi il problema della loro effettiva praticabilità, tenendo conto del livello di efficienza della nostra classe dirigente e della nostra pubblica amministrazione, contrasta semplicemente col principio di realtà. Qui non siamo capaci nemmeno di gestire la spazzatura.
5.Che fare? Io do sempre la priorità alla qualità delle persone, per cui, finché ci sono al comando persone incompetenti, mediocri ed inaffidabili come Berlusconi, Tremonti e Sacconi, io sono molto preoccupato e scettico; esprimo perciò la speranza che prima possibile sgombrino il campo e sia possibile quella cooperazione tra le forze migliori del Paese - penso ovviamente ai tre attori principali: classe politica, classe imprenditoriale e sindacati -, ma anche, vista la posta in gioco, con la partecipazione ed il controllo dell'opinione pubblica più informata, per far fronte comune.
commento di salvatore1 inviato il 23 ottobre 2010
@frapem Accetto le scuse. Probabilmente ti lasci trascinare dalla passione e non ti rendi conto di quanto inutilmente offensivo sia (sia stato, perché spero non si ripeta) il tuo linguaggio. Avendo fatta pace, ti ricordo che non è la prima volta. Eppure, seguimi se puoi, io il più delle volte sono d'accordo con le tue tesi. Qualche volta no. Allora davvero ho il dubbio di non essere chiaro. Ti chiedo quindi per favore di spiegarmi con chiarezza in che modo io avrei difeso "privilegi contrabbandati per diritti" così da meritarmi quel tuo giudizio "severo". Te ne sarei grato, ma se non puoi o non hai tempo, dimmi almeno quali sono le parole che non ti sono piaciute. Con la chiarezza che ti chiedo consiglio a te un linguaggio più rispettoso verso tutti. Non hai il dubbio che il linguaggio che spesso usi non sia adatto a convincere? Tieni conto che io sono una eccezione (modestamente) e sono capace di accorgermi se il mio peggiore nemico sta dicendo una cosa giusta. Le persone normali però no.
Un saluto.
Chiedo scusa all'amico magnagrecia per l'invasione del suo spazio. Altro saluto.
commento di frapem inviato il 23 ottobre 2010
Scusa, Salvatore se l'ha presa sul piano personale, me ne guardferei bene.. Quando parlo di miseria morale mi riferisco sempre all'ambito politico. Perchè a mio avviso è amorale difendere certi privilegi contrabbandati per diritti, o peggio per democrazia.. e poi lamentarsi della miseria in vistosa espansione, come ci documenta l'ottimo post di magna grecia più..vabbè lasciamo perdere qui la prmalosia regna sovrana.
commento di salvatore1 inviato il 23 ottobre 2010
All'epoca del massimo rischio terroristico, da insegnante, discutevo con i miei studenti il rapporto fra eguaglianza formale ed eguaglianza di fatto, alla luce dell'art. 3 della nostra Costituzione. Mi capitò di lasciare scritto sulla lavagna:"E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli..." Era il secondo comma dell'art. 3. Ero allora rappresentante sindacale della CGIL. Un avversario, grazie al mix esplosivo di pregiudizio ed ignoranza, volle e poté credere che si trattasse di un proclama delle brigate rosse. Propose il mio licenziamento e la mia espulsione dal sindacato. Non avvenne naturalmente né l'una né l'altra cosa. Da allora però persone come il sig. frapem non possono più sorprendermi. La cosa buffa è che io credo di condividere sostanzialmente quello che lui scrive (tranne l'ultimo rigo, naturalmente)e non è neanche la prima volta. Allora delle due l'una: o io non capisco lui o lui non capisce me ovvero ci hanno insegnato un italiano diverso. Ma ancora, poiché sono persona ragionevole, capisco che il mio commento era troppo "dialettico": cercava di leggere la globalizzazione insieme come rischio ed opportunità. In questo spirito Roberto Vacca scrisse a suo tempo "Il medioevo prossimo venturo" e subito dopo "Il rinascimento prossimo venturo". Però, come diceva la mia bisnonna toscana:"Al villano ad andare in carrozza gira la testa". Sotto la vernice "classista" il proverbio semplicemente irride a chi è in difficoltà nel comprendere realtà complesse. Insomma, io, da persona cauta e modesta, prima di tacciare uno di "miseria morale", proverei a dirgli: "forse non ho capito; puoi riformulare quello che hai detto?" Ok. Pazienza. Non credo che lascerò il pdnetwork per questo.
commento di frapem inviato il 23 ottobre 2010
Ha ragione Vendola torniamo al braciere.. ma possibile che voi salamellari della sinistra non partorite che demagoghi stupidi e logorreici?
commento di frapem inviato il 23 ottobre 2010
Siamo un paese Manufatturiero di qualità, tecnologicamente avanzato, siamo un paese bellissimo. Questa è la nostra ricchezza e abbiamo bisogno di mercato per i nostri prodotti, e abbiamo bisogno di mettere a servizio dei paesi che vogliono svilupparsi la nostra tecnologia, e abbiamo bisogno che la gente sita abbastanza bene per poterci venire a visitare.
Mi sembrano tre buoni motivi per vevere in positivo la globalizzazione cioè l'omologazione del tenore di vita di quattromiliardi di persone al nostro occidentale. Ma naturalenete avremmo bisogno di una classe politica e dirigente a tutti i livelli in grado di cogliere questa immensa opportunità.
E la miseria d'animo di certi salamellari alla salvatore è davvero sconcertante.
commento di salvatore1 inviato il 23 ottobre 2010
Credo che la globalizzazione sia un processo terrificante e però alla fine potrebbe essere positivo per il pianeta (se non esplode prima per il saccheggio ambientale provocato dall'immane produzione di merci per lo più inutili). Mette in circolazione capitali e mette in concorrenza i lavoratori. La concorrenza dei lavoratori per aggiudicarsi al ribasso il lavoro (v. Polonia/Pomigliano o Fiat/Serbia) appare inevitabile, come inevitabile è l'incremento dei profitti. Si realizzano processi osmotici di redistribuzione continentale della ricchezza a spese del vecchio occidente, insieme al contenimento dei costi (come potrei comprare se no i miei jeans a 10 euro?). I lavoratori però dovranno e potranno (anche grazie alle nuove tecnologie della comunicazione)reinventare un nuovo internazionalismo senza il quale saranno sempre ricattati. La lettera di qualche mese fa dei lavoratori di Tichy (Polonia) ai colleghi di Pomigliano è stato un segnale. Andremo in quella direzione o si affermeranno reazioni nazionalistiche (dazi contro dazi, ogni paese a difendere il suo lavoro, con risultati di impoverimento generale)? Al mio paese suggerirei di sottrarsi un po' al delirio della competizione internazionale e dedicarsi un po' più alla manutenzione delle sue intelligenze (scuola, ricerca), del suo ambiente e del suo immenso patrimonio culturale.
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15 ottobre 2009
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