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contributo inviato da Marco.Bonfico il 20 ottobre 2010

ECONOMIA DEL FARE E DEL DISFARE

Partito di governo


Prima di entrare nel merito dei problemi sul tappeto e della non applicazione di regole uniformi nazionali, bisogna chiarire due parametri contingenti e non in contrasto nella gestione attuale.


Il “Partito” di Berlusconi è un modo sbagliato di gestione pubblica in quanto trainante di logiche spartitiche e non ottimizzazione delle risorse rimaste.


Chiariamo una volta per tutte il significato di un partito di governo: la forza politica che intende riconoscersi questo ruolo non può e non deve aderire in toto sia ad un modello sindacale che industriale, ma perseguire l'obiettivo dell'incontro e superamento delle difficoltà dei contendenti e proporre modelli socio economici di breve e medio respiro che tengono in evidenza i propositi migliorativi di entrambi in un quadro nazionale ed inserimento in un sistema economico superiore.


Un modo del fare che non lascia vuoti di programmi economici è il possesso di oltre duemila miliardi di dollari di riserva monetaria e mille miliardi di investimenti negli Stati Uniti con classe politica che lascia il testimone dopo dieci anni (Cina).


L'aver dissipato più di 6 miliardi di euro per Alitalia, 20 miliardi impegnati per centrali nucleari, 6 miliardi per il Ponte sullo stretto, come si fa ad aumentare gli introiti quando persino Bankitalia conferma la diminuzione di introiti del 1,8% con tasso di disoccupazione intorno al 11%, anche la Corte dei Conti dichiara una perdita permanente di entrate per oltre 70 miliardi e di prodotto per 130 miliardi e il rapporto fra debito e prodotto è salito da 69,4% nel 2008 al 78,7% nel 2009 e nel 2011 saremo intorno al 90%.


Inoltre con la legge n. 122/2010 alle Provincie sono tolti 6 miliardi di residui passivi lasciando alle medesime circa 43 milioni, naturalmente si tagliano altri 3 miliardi con il federalismo fiscale che dovrebbero essere recuperati da imposte locali, naturalmente Tremonti dice che la cancellazione delle stesse farà risparmiare allo Stato solo 135 milioni mentre il costo globale secondo l'Istituto Bruno Leoni dopo verifiche economiche ha quantificato il risparmio di 4 miliardi e a regime di 2.


Le Regioni applicheranno maggiorazioni addizionale IRPEF con aumenti quantificati del 82,8%, attualmente le medesime incassano 8,5 miliardi di cui 7,9pagati dai dipendenti e dai pensionati.


La situazione familiare che dovrebbe sostenere il rilancio viene a mancare sia dal non riconoscimento degli stranieri residenti in Italia del 7% e quelli di seconda generazione con diritti “acquisiti” che sono al 31 dicembre 2009 4.235.059, sia come famiglia che vede il proprio futuro: 27% spende più di quello che guadagna, 52% spende il totale, 17% spende meno e solo il 5% non ha problemi, lo standard finale da molto peggio a peggio 42%, da molto meglio a meglio 14%., con queste prospettive il governo intende reperire entro fine anno 7 miliardi da erogare a Università tra 1 miliardo e 700 milioni, un miliardo per missioni internazionali etcc. .


Questo è il quadro attuale, ma in che paese viviamo che si cercano solo soluzioni salva premier.


Basiano 20 ottobre 2010


Marco Bonfico

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