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contributo inviato da Achille_Passoni il 14 ottobre 2010


Molto importante è il documento approvato all'Assemblea nazionale del Pd sul fisco e chiare le proposte che tutto il Partito democratico indica al Paese. Il tema del fisco è centrale per l'economia tutta, la difesa e la redistribuzione del reddito, il finanziamento del welfare. E in più è un tema sul quale nasce e prospera dal 1994 - speriamo ancora per poco - il centrodestra, con promesse mai mantenute di riduzione della pressione fiscale che viceversa loro, con i governi di questi dieci anni, hanno addirittura aumentato. Ma è anche un tema sul quale il centrosinistra non è immune da critiche. Troppo spesso è apparso diviso, oscillante, incapace di fare scelte chiare e comprensibili. Il Pd con questo documento sana questa situazione.

Il punto di partenza - vista anche l'enorme quantità di denaro che le contraddistingue - è la scelta di una sostanziale riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale, condizione necessaria per realizzare le riforme proposte. Non possiamo più sostenere livelli di tassazione europei e livelli di evasione sudamericani, dato il nostro debito pubblico. L’obiettivo di medio periodo, ossia di una legislatura, dovrebbe essere portare l’evasione italiana ai livelli medi dell’area euro. In termini quantitativi, vorrebbe dire dimezzarla e arrivare al recupero di 40-50 miliardi di euro l’anno. Per realizzare tale ambizioso ma non impossibile obiettivo, si dovrebbe procedere lungo due strade: i controlli a posteriori attraverso l’uso efficiente e sinergico delle informazioni già a disposizione delle amministrazioni pubbliche; l’innalzamento della fedeltà nel pagamento delle tasse attraverso un’azione preventiva. Ecco i punti principali del documento approvato:

Irpef 20 per cento: la prima aliquota viene tagliata dal 23 al 20% e si fa in modo che vi sia un vantaggio per i giovani e per gli ultra-settantacinquenni.

Aumento delle detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti: la cancellazione del recupero del fiscal drag da parte del governo di centrodestra ha penalizzato i lavoratori dipendenti. Oltre a prevedere il miglioramento delle detrazioni per i dipendenti, il Pd intende  reintrodurre il meccanismo che evita un aumento della pressione fiscale dovuto all’inflazione.

Bonus figli: per il sostegno alla famiglia si introduce il “bonus per i figli”, per dipendenti, parasubordinati, indipendenti (autonomi, professionisti, imprenditori).

Lavoro femminile: per incentivare il lavoro femminile e sostenere la famiglia, si introduce una consistente detrazione fiscale ad hoc per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.??

Lavoro autonomo, professionale ed impresa al 20%: si elimina gradualmente l’Irap sul costo del lavoro. Si premia chi scommette sulle sue capacità imprenditoriali e sulla propria azienda: la parte di reddito reinvestita nella propria attività non viene tassata. Il reddito ordinario percepito dal lavoratore autonomo, dall’imprenditore individuale, dalla società di persone viene tassato al 20%. Soltanto la parte eccedente va in Irpef. Per le società di capitale, la parte di profitti ordinari reinvestiti nell’azienda non viene tassata. La vigente aliquota Ires si applica solo agli extra-profitti.

Studi di settore: proponiamo una profonda riforma degli studi di settore per evitare che continuino a essere una sorta di minimum tax, iniqua nei confronti dei contribuenti minori e inefficace contro l’evasione. La riforma prevede, tra l’altro, la riduzione del numero degli Studi (oggi oltre 200), la revisione delle modalità di calcolo e un piano straordinario di formazione degli operatori dell’Agenzia delle entrate sul corretto funzionamento degli Studi e la modifica dei criteri di attribuzione della retribuzione di risultato.

Ambiente in primo piano: negli ultimi anni, grazie ai governi del centrosinistra, si sono fatti importanti passi avanti in termini di fiscalità ambientale. Il governo Berlusconi ha bloccato il cammino. Vogliamo riprendere la strada seguendo il principio della “responsabilità condivisa” e del “chi inquina paga”. L’obiettivo è comprendere nel conto il costo di risorse naturali scarse e non rinnovabili e le emissioni di agenti inquinanti, spostare il carico fiscale dal lavoro alle risorse ambientali utilizzate nei processi produttivi e dai consumi nocivi ai consumi sostenibili.
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