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contributo inviato da Achille_Passoni il 14 ottobre 2010


Il documento che ho firmato sull’immigrazione e che abbiamo presentato all'Assemblea nazionale è stato definito “una piccola rivoluzione” per il Pd, perché affronta il delicatissimo e cruciale tema dell’immigrazione in un modo innovativo, pragmatico e tenendo insieme diritti e doveri per chi migra in questo Paese.

La premessa è che c’è un pezzo d’Italia al quale non riusciamo a parlare, e ci sono temi come l’immigrazione su cui da tempo non riusciamo a esprimere una posizione forte e convincente. Questo succede perché sinora si è verificato uno scarto fra le nostre proposte e le preoccupazioni della gente, fra le nostre idee e le soluzioni pragmatiche che le persone a contatto quotidiano con realtà difficili e tassi di immigrazione altissimi richiedono ad un grande partito riformista.

Ciò detto, la sfida è la seguente: ci piaccia o no, non possiamo accogliere tutte le persone che vorrebbero vivere nel nostro Paese, per cui si tratta di decidere pragmaticamente dei criteri per scegliere chi accogliere e come accogliere, al di là ovviamente dell’indiscutibile accoglienza umanitaria. Noi siamo convinti che la selezione non debba basarsi su criteri geografici, con le quote assegnate a questo o a quel Paese, ma sarebbe più giusto se si basasse su altri criteri, quali la capacità di assorbimento della nostra economia. A quel punto, una volta che queste persone sono entrate, lo Stato si deve prendere carico di aiutarle e accompagnarle verso la cittadinanza, finanziando progetti per l’integrazione e progettando nuovi servizi, magari attingendo anche ai contributi versati dagli stessi immigrati come già accade in Gran Bretagna.

Il metodo dei punti che abbiamo proposto non è altro che questo. Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Canada e Danimarca hanno già adottato strategie di questo tipo. Età, sesso, stato civile, istruzione, specializzazione, conoscenza della lingua, della cultura, dell'ordinamento del paese, si combinano in un punteggio, o valutazione, dell'ammissibilità dei candidati all'immigrazione. L'esito normale del processo di inclusione è l'acquisizione della cittadinanza, e questo avviene per la maggioranza degli immigrati.

Dunque, si tratta di una politica migratoria selettiva e premiante allo stesso tempo: l'ammissibilità nel nostro Paese è legata alla valutazione delle caratteristiche degli immigrati, e per chi è ammesso diventa concreta la concessione di diritti che oggi chi vive e contribuisce a creare la ricchezza nel nostro Paese non può nemmeno immaginare di ottenere.

Siamo convinti che il Pd debba parlare di immigrazione con un linguaggio nuovo e con proposte realizzabili, per non lasciare questi temi a chi, come la Lega, sfrutta le paure dei cittadini per beceri fini elettorali. Dobbiamo essere più pragmatici e meno ideologici, se non vogliamo continuare ad essere percepiti come un partito della conservazione ma piuttosto come la forza in grado di proporre un cambiamento credibile per questo Paese. Con l'assunzione da parte dell'Assemblea anche di questo nostro documento, proseguirà nel Partito il dibattito su un tema così delicato e importante. Per leggere il documento approvato dall'Assemblea clicca qui.
TAG:  PD  VARESE  ASSEMBLEA NAZIONALE  DOCUMENTI  IMMIGRAZIONE 

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