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contributo inviato da MarcoBorciani il 10 ottobre 2010

L'intervista di Daria Bignardi a Vittorio Feltri nella scorsa puntata delle "Invasioni barbariche" ha reso onore alla pessima persona che l'intervistato è.

Laddove qualcuno avesse ancora dubbi sulla insopportabilità, sulla fastidiosa supponenza, sull'insulsaggine di questo direttoruncolo di un quotidiano sempre più scomodo e pericoloso, in quei 30 e più minuti ha potuto notare che di quest'uomo c'è ben poco di apprezzabile. Forse, giusto per dargli qualche merito, la schiettezza con cui, almeno apparentemente, non guarda in faccia a nessuno.

Al disprezzo personale che tale intervista ha suscitato in me, aggiungo tutto il timore per un clima d'odio che si sta ingenerando nel Paese, intorno alla compagine governativa e, soprattutto, al premier. In quell'intervista ho toccato con mano quell'aria tesa che credo sia una costante dei notiziari, almeno quelli attendibili. Stiamo ritornando ai decenni passati, al clima d'odio quotidianamente diffuso a ogni strato della società. In questo clima, poi, certi quotidiani stanno giocando un ruolo di assoluto rilievo, checcè ne dicano i loro stessi direttori.

Le notizie intorno al "dossier Marcegaglia", dopo i casi Boffo e Fini, come pure l'attentato, vero o presunto, a Belpietro sono il campanello di  allarme di un Paese che sta precipitando inesorabilmente nel precipizio di una politica giocata sull'infamia, sulla diffamazione, sullo scontro forzato e mai costruttivo. Siamo in una spirale di violenza psico-sociale che dovrebbe fare paura a quanti rivestono responsabilità civili e non solo nell'Italia del 2010. La situazione sembra compromessa, il clima sembra degenerato inevitabilmente.

Il tutto, in un Paese pesantemente colpito dalla crisi, socialmente spaccato al suo interno, in cui il livello culturale è stato livellato al basso e le ambizioni delle giovani generazioni puzzano di frivolezza e superficialità, in cui le notizie di cronaca generano una stupida e insopportabile morbosità, in cui il genio che ci ha reso famosi in tutto il mondo è sempre più raro e sempre meno valorizzato. Anzichè un Governo che ci conduca fuori da questo torpore nazionale, che ci traghetti verso la ripresa, che ci rilanci come protagonisti di primo piano del mondo, abbiamo un governicchio di ectoplasmi capaci di rivendicare il loro nulla e di direttori di giornale con un potere spropositato, portato all'eccesso della infamia e della rimozione dal posto ricoperto, si basi documentali assolutamente artefatte.

Mala tempora currunt.

TAG:  FELTRI  BIGNARDI  MARCAGAGLIA  BOFFO  FINI  GIORNALI  DIRETTORI  CRISI 
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