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contributo inviato da team_realacci il 6 ottobre 2010
«Un nuovo pozzo in acque ultra profonde sta per essere trivellato nel mare del Golfo del Messico». A dare l’annuncio è il governo di Cuba, che assegnerà l’appalto alla compagnia spagnola Repsol, che già aveva svolto gli scavi esplorativi nel 2004. Secondo gli esperti questo pozzo, i cui lavori inizieranno il prossimo anno, raggiungerà i 1700 metri, una profondità ardita, superiore allo sventurato pozzo di Macondo dove un malfunzionamento all’impianto ha causato lo scorso 20 aprile 11 morti e una delle più gravi catastrofi ambientali della storia americana.
 
Il giacimento è localizzato a 22 chilometri dalle coste dell’Havana e  a 80 km a sud delle Marquesas Keys, una delle isole più belle dell’arcipelago della Florida meridionale. Le trivelle non entreranno in funzione prima della fine del 2011, ma intanto gli ambientalisti messicani e americani sono in allarme, segno che rimane altissima la paura legata a nuovi disastri durante perforazioni ad elevate profondità. Negli Usa intanto continua fino al 30 novembre lo stop a tutte le perforazioni offshore. Lo scopo del blocco è di valutare eventuali procedure o impianti pericolosi, anche alla luce delle nuova regole sulle trivellazioni offshore, pubblicata  lo scorso 30 settembre.
 
«Queste misure ridurranno la possibilità che si ripeta un evento catastrofico», ha dichiarato in proposito il Segretario degli Interni Ken Salazar. Il testo introduce verifiche indipendenti sulle procedure e sulla sicurezza, specie sulla cementificazione dei pozzi e le valvole di emergenza Le nuove regole, secondo gli ambientalisti, non renderanno l’estrazione offshore realmente sicura. «Dobbiamo impedire le perforazioni offshore di ogni tipo. La perforazione più sicura è quella che non viene effettuata», ha dichiarato, Michael Gravitz, responsabile oceani per l’associazione ambientalista Environment America.
 
Se si verificasse, per esempio, un nuovo incidente in uno dei pozzi cubani, che secondo gli esperti sono poco regolamentati, sarebbe un colpo mortale per il golfo del Messico. «La regolamentazione è in realtà il nuovo semaforo verde alle perforazioni offshore, che si faranno ancora più audaci e che ora non si faranno fermare da nulla - afferma una fonte attendibile del settore che preferisce rimanere anonima - Le leggi garantiranno i capitali delle multinazionali che investiranno sempre di più in questa direzione, poiché essa è la vera frontiera del settore estrattivo».
 
Analizzando i dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, si evince infatti che mentre le perforazioni in acque profonde, (tra i 50 e i 1400 metri) sono in declino, i giacimenti in acque ultra profonde sono in costante crescita dal 2004. Con il giacimento immenso del Tiber prospect, Texas, la compagnia petrolifera Bp ha raggiunto la profondità record di 11 chilometri: territori inesplorati per cui intervenire in caso di emergenza sarà sempre più costoso e complicato. 

Fonte: Terra News
Autore: Emanuele Bompan
5 ottobre 2010

TAG:  CUBA  ESTRAZIONE  PETROLIO  GOLFO  MESSICO  IDROCARBURI  INQUINAMENTO 

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commento di aregolo inviato il 8 ottobre 2010
C'è un solo modo per contrastare realisticamente questa "follia" della ricerca sempre più in profondità e sempre più parossistica di petrolio e gas.Sviluppare insieme alle energie rinnovabili anche il settore nucleare civile.L'Italia ha avuto scienziati di primissimo livello nel settore della fisica e dell'ingegneria nucleare nel secolo appena trascorso . Penso a Maiorana, Fermi,Amaldi, Silvestri, Ippolito e tanti altri.Avevamo cinque centrali nucleari funzionanti fino agli anni 80. Era pronto un piano di sviluppo ulteriore del settore a cominciare dalla realizzazione della grande centrale di Montalto di Castro che avrebbe ridotto l'asservimento energetico del nostro paese dal petrolio.Tutto è stato cancellato in seguito ad un artificioso referendum sull'onda emozionale dell'incidente di Chernobil. Con gravissime perdite e conseguenze in campo culturale, scentifico, tecnologico, economico e sociale del nostro Paese.Ora si vorrebbe bloccare di nuovo l'attuale tentativo di rilancio del nucleare in territorio italiano e magari a favore delle innumerevoli trivellazioni profonde già avviate nel nostro piccolo e preziosissimo mare Mediterraneo."Errare è umano perseverare è diabolico" recita tradotto in italiano uno dei più celebri aforismi tramandatici dall'antichità.
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