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contributo inviato da team_realacci il 5 ottobre 2010
Circa un milione metri cubi di fango rosso corrosivo sono fuorusciti dal deposito all'aperto dell'impianto di produzione di alluminio presso Ajkai, nell'Ungheria occidentale, secondo i calcoli di esperti. La fuoriuscita ha provocato un disastro ambientale con almeno quattro morti e oltre 120 feriti. Almeno 7 i dispersi.

Il sottosegretario all'ambiente Zoltan Illes ha fatto sospendere la produzione dello stabilimento della societa' Mal, gestore del deposito, per sospette irregolarita'. Il materiale contenuto nel deposito era troppo. I lavori di riparazione dureranno mesi, il danno complessivo potrebbe aggirarsi sui dieci miliardi di fiorini (37 milioni di euro).

Il problema principale dei fanghi che hanno provocato la strage in Ungheria e' la loro basicita', che li rende fortemente corrosivi. Lo afferma Giuseppe Spagnoli, esperto di sicurezza del lavoro ed ex dirigente dell'Ispesl.

''A differenza delle sostanze acide - spiega Spagnoli - quelle molto basiche non sprigionano gas pericolosi, a meno che non siano scaldate ad alte temperature, ma sono molto pericolose per contatto, perche' sono in grado di corrodere le sostanze organiche''.

Secondo l'esperto un'esposizione eccessiva puo' portare anche alla morte:''Se il contatto e' prolungato e su una grande superficie, o se si inalano le sostanze, si puo' arrivare alla morte - continua - le ustioni da sostanze basiche si trattano con acidi organici deboli, come l'acido acetico, perche' se si usano acidi forti si da' luogo a una reazione fortemente esotermica, cioe' che produce molto calore, che a sua volta puo' essere dannosa per l'organismo''. Lo stesso sistema si deve usare anche per neutralizzare i fanghi: ''I fanghi vanno trattati con acidi deboli, e gli operatori devono trattarli con le adeguate protezioni, guanti e mascherine, per evitare il contatto''.

Fonte: Ansa
5 ottobre 2010
TAG:  UNGHERIA  DISASTRO  AMBIENTALE  FANGO  CORROSIVO  ALLUMINIO  AJKAI 

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