.
contributo inviato da domenicodirenzo il 5 ottobre 2010

Il titolo di questo post va controcorrente, visto l’odio che gran parte degli italiani nutre verso la politica. Ma è un titolo che nasce da alcune affermazioni che ho sentito dire durante la manifestazione del Popolo Viola che si è tenuta sabato scorso a Roma.

Alcuni esponenti di quel movimento, intervistati dai giornalisti, hanno dichiarato che qualsiasi cosa decideranno di fare in futuro, sicuramente non si trasformeranno in un partito politico. Bene così, non abbiamo bisogno di ulteriori frammentazioni nel sistema partitico italiano. Tuttavia, proprio chi crede davvero in ciò che rivendica, dovrebbe partecipare con le sue idee alla vita dei partiti già esistenti, in modo da portarli verso la concretizzazione di quelle proposte.

Per quanto mi riguarda, il Partito Democratico deve guardare con attenzione alle istanze che giungono dalla società, alla spinta di energia che esse portano con sé. E deve accogliere le richieste di attenzione di quei giovani che sabato si sono riuniti a Roma. Tuttavia, a differenza di quanto pensano anche molti amici democratici, ritengo che l’oggetto sociale del movimento, sia esclusivamente la protesta contro Berlusconi. E contro il PD, l’unica forza di sinistra in grado di costruire un’alternativa politica seria al centrodestra.

Ho seguito su Sky TG24 il discorso che Pier Luigi Bersani ha tenuto domenica a Cortona, a conclusione della scuola politica del PD. Premesso che, trattandosi di una scuola politica, non sono stati usati i toni del comizio, mi piace sottolineare alcuni passaggi dell’intervento del segretario, che a mio avviso spiegano bene il titolo di questo mio articolo. Non credo che Bersani, nel suo intervento, pensasse al Popolo Viola, in alcuni passaggi ho trovato però un certo collegamento tra le parole del segretario e quel movimento. Cercherò di spiegarmi.

Bersani ha detto, tra l’altro (copio dai miei appunti):

La democrazia non è stata fatta per partecipare ma per decidere attraverso la partecipazione.

Informazione non è conoscenza

Bisogna sognare stando con i piedi per terra, altrimenti il sogna di venta una favola. Non bisogna sostituire le favole di Berlusconi con un’altra favola.

Ecco perché ritengo che le rivendicazioni del Popolo Viola non possono portare a nulla di concreto senza un salto di qualità. Senza entrare nelle istituzioni per poter decidere. Anch’io mando giù a fatica un certo modo di fare politica, però milito nel Partito Democratico proprio perché credo molto nella differenza tra questo e gli altri partiti (troppo facile dire “sono tutti uguali”!) e soprattutto nella necessità che ognuno di noi dia il proprio contributo per migliorare la politica stessa! Non sono l’unico a pensarla così, anche l’intervento di Concita De Gregorio, molto applaudito dai manifestanti, si è concluso con un richiamo in questo senso.

Del resto, anche Beppe Grillo, che urla contro i partiti, ha già creato delle liste civiche del cosiddetto Movimento 5 Stelle e con esse è entrato in alcune amministrazioni locali. Ma nel caso dei grillini il problema è diverso; spiegherò in un prossimo articolo perché la maggior parte delle proposte del loro programma siano semplicemente irrealizzzabili, facendo così perdere loro credibilità. Non basta urlare dal web, bisogna fare proposte serie, concrete e realizzabili.

Anch’io amo internet e le sue grandi potenzialità. In un sistema come quello attuale in cui la televisione è in mano al potere, è importante il passaparola via web. Tuttavia, come Bersani, credo fortemente che l’informazione non sia conoscenza. Le informazioni che ci vengono “sparate” in testa da internet hanno bisogno poi di elaborazione, di riorganizzazione, di gerarchia. Distinguere quello che è importante da ciò che lo è meno, quello che serve solo a informarsi da quello che serve a progredire culturalmente. Le due cose non sono necessariamente legate. Si può essere informati su tutto ma avere comunque una scarsa conoscenza delle cose.

Infine, il valore del sogno. Va bene sognare, ma i sogni prima o poi si devono realizzare, altrimenti si cade nello stesso errore in cui cadono gli elettori di Berlusconi: credere alle favole che lui propina ogni giorno dalle sue tv e dai suoi giornali. Questo noi democratici non possiamo permetterlo. E’ per questo che, nonostante tutto, continuiamo a non illudere gli elettori, compresi quei ragazzi che manifestano.

Certo, scegliere la strada dell’onestà di fronte ai cittadini rende più “tortuosa” la nostra ascesa alla guida del Paese; rimane fondamentale però, dare risposte alla gente senza rinunciare ai nostri ideali. Essere chiari oggi che siamo opposizione è garanzia di stabilità domani, quando governeremo.

(tratto da: www.domenicodirenzo.it)

TAG:  BERSANI  IMPEGNO POLITICO  POPOLO VIOLA 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 settembre 2009
attivita' nel PDnetwork