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contributo inviato da Marco.Bonfico il 30 settembre 2010

L'IMMIGRAZIONE E I GIOVANI NEL LAVORO

Come rimanere una nazione


Il richiamo all'immigrazione extracomunitaria non è causale in quanto al Senato nella giornata di ieri che ha determinato un passaggio importante della vita politica e della crescita socio economica non attuata, nel collegato lavoro vengono riproposti temi scottanti per il diritto legittimo di contrasto nei confronti del datore di lavoro.


Tutto viene a ridursi al contenimento di una norma che veniva incontro ai medesimi nella scelta di arbitrati diversi dall'obbligo imposto con la clausola di sottomissione al momento dell'instaurazione del rapporto medesimo.


Il perché sono legati in modo indissolubile anche i giovani viene da previsioni in atto in merito all'invecchiamento della popolazione come già precisato in altri post che sta portando ad un abbandono del lavoro (salvo obblighi diversi pensionistici) entro il 2015 di oltre 8 milioni di lavoratori con la sostituzione conseguente.


Comunque bisogna pure prevedere un ingresso minimo di almeno 300 mila extracomunitari, questo nonostante l'aumento significativo della perdita di lavoro pari a circa 190 mila entro fine anno sul 2009 pari al 8,7%, i disoccupati attuali sono circa 2,2 milioni di cui un terzo giovani.


Aver messo fuori gioco un numero elevato di 50enni la cui copertura pensionistica e retributiva non permetterà ai medesimi una pensione adeguata ha obbligato lo Stato in attuazione della legge n. 191/09 ad emanare un D.M. che favorisce le aziende che li assumono ad un contributo ridotto al 10% apprendisti, in un D.M. vengono erogati alla Regioni 31 milioni di euro per la formazione.


Ora viene al pettine in quanto la Lega sta producendo un danno socio economico taglieggiando tutti i lavoratori extracomunitari, questi come viene evidenziato in un rapporto ABI – CESPI in cui 3,891 milioni di immigrati alla fine del 2009 apportano al benessere economico e facenti parte con piccoli imprenditori 1/8 pertanto contendere spazi socio economici porta al disavanzo economico.


Il federalismo spinto sta producendo una diminuzione del gettito di circa 13 miliardi con ritorno di aumenti consistenti di prelievi locali non quantificabili.


Siamo in mezzo alla palude in quanto da questo governo verrà abolito il fondo delle politiche sociali dei comuni che dopo la diminuzione di 800 milioni nel 2008, 580 milioni nel 2009 e 380 milioni nel 2010 non avrà i 400 milioni per la no autosufficienza, salvo correzioni in corso per salvaguardare un minimo di dignità politica.


Il significato del voto di fiducia obbliga noi tutti a farci ulteriore carico dei gridi di dolore della popolazione nei confronti di un governo che al primo posto mette la salvezza milionaria (modifica della somma dovuta) del premier e noi tutti a mangiare solo fagioli.


Basiano 30 settembre 2010


Marco Bonfico

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