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contributo inviato da team_realacci il 29 settembre 2010
Il governo di centrodestra tedesco guidato da Angela Merkel (Cdu) ha approvato ieri a Berlino l'annunciato piano energetico a lunga scadenza che praticamente annulla la decisione di chiudere le 17 centrali tedesche entro il 2022, presa nel 2001 da una coalizione di centrosinistra guidata dall'allora cancelliere socialdemocratico (Spd) Gerhard Schroeder (Spd). La decisione di prolungare in media di 12 anni la produzione di energia elettrica delle 17 centrali nucleari attualmente in funzione in Germania, già approvata dai partiti della coalizione della Merkel tre settimane fa, è stata giustificata dal governo con la necessità di ammodernare prima il sistema di distribuzione dell'energia elettrica e del gas. Nel pacchetto di leggi approvato oggi dal governo è prevista la continuazione della attività delle centrali nucleari fino almeno al 2036, mentre entro il 2050 la produzione di energia da fonti rinnovabili e ecologicamente compatibili dovrà essere passata dall'attuale 16% all'80% del fabbisogno nazionale.

Secondo il ministro per l'Ambiente, Norbert Roettgen (Cdu) lo Stato incasserà oltre la metà degli ulteriori guadagni che le quattro grandi società energetiche tedesche (Eon, RWE, EnBW e Vattenfall) faranno grazie al prolungamento dell'attività nucleare, in tutto circa 30 miliardi di euro. Con quei fondi sarà ammmodernato il sistema di distribuzione tedesco. Le leggi di attuazione dell'accordo saranno presentate al Bundestag venerdì prossimo, per entrare in vigore dal primo gennaio 2011. Resta però da vedere se la Corte costituzionale tedesca approverà la scelta del governo di non presentare il pacchetto di leggi anche al Bundesrat, la Camera dei rappresentanti regionali dove la coalizione guidata da Merkel non ha più la maggioranza.

In tema di energia, la cancelliera Merkel ha annunciato anche una riduzione della forte tassa sulle imprese a maggior consumo di energia (come l'industria dell'alluminio) per costringerle a fare maggiori innovazioni. Inizialmente avrebbe dovuto fruttare 1,5 miliardi di euro all'anno. Nelle 39 pagine di progetto energetico approvato a Berlino non c'è più invece un ambizioso piano per costringere i proprietari immobiliari a risanare energeticamente gli edifici più vecchi. Secondo il ministro dell'edilizia, Peter Ramsauer (Csu), due terzi dei 18 milioni di edifici della Germania non sono in regola con le esigenza della tutela climatica, ma il loro risanamento sarà perseguito attraverso stimoli finanziari, e non con la forza delle imposizioni.

Fonte: Ansa
29 settembre 2010

TAG:  GERMANIA  MERKEL  NUCLEARE  VITA  CENTRALI  PIANO ENERGETICO 

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commenti a questo articolo 0
commento di Nuvola Nera inviato il 16 novembre 2010
Quello che dal PD non ho ancora visto è la sua posizione sul nucleare,
"il no al grogramma nucleare del governo " si traduce in no al nucleare ?
La Germania non fa un dietrofront,
in quanto non si sono nuove centrali ma solo l'allungamento
di vita di quelle vecchie e la dice lunga sui costi di smantellamento.
commento di aregolo inviato il 8 ottobre 2010
Ho avuto già modo di commentare criticamente un precedente articolo che recitava "no al nucleare ,le rinnovabili sono assai meglio".Ed ecco che dopo il progressista "Obama" in America, anche la signora tedesca di ferro "Angela Merkel" ha completamente ribaltato il piano energetico nazionale in materia nucleare.Dopo il no tedesco al nucleare dei primi anni 2000, con la sinistra ambientalista al Governo,con intenzione di chiusura delle 17 centrali nucleari tedesche, assistiamo oggi ad un dietro-front: le centrali non chiudono anzi si spenderà in Germania per prolungarne la vita fino al 2050, poi si vedrà.Insomma è rimasta solo l'Italia in questa battaglia di assoluta retroguardia nei confronti del nucleare civile.Sola in tutta Europa e in tutto il mondo.Un atteggiamento ossessivamente controproducente e autolesionistico che se dovesse perdurare non può non portare danni economici incalcolabili a carico del nostro Paese.Non sappiamo quando l'attuale Governo di Centro-Destra,nuclearista solo a parole, ormai al tramonto,cadrà. Ma se la sinistra e i suoi alleati vogliono vincere le conseguenti elezioni politiche,lascino stare le preventive e autodistruttive alchimie di Palazzo, ma facciano programmi seri e convincenti sul piano economico e dello sviluppo a cominciare proprio dal tema di un serio rilancio dell'Energia Nucleare in Italia.
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