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contributo inviato da Marco.Bonfico il 23 settembre 2010

AMMINISTRARE IL FEDERALISMO

Dare per avere


L'evasione fiscale declamata dal presidente di Confindustria che frena l'economia e la gestione corretta della spesa pubblica è anche propugnata e definita con l'Agenzia delle Entrate come rientro degli “splafonamenti” per centinaia di migliaia di euro dal gruppo industriale a cui la medesima si riferisce.


L'ICI prima casa depennata dal governo viene rispalmata sui ceti meno abbienti degli oltre due miliardi di euro spesi per l'abolizione della medesima sono rientrati nelle nostre tasche: 23 milioni ai poveri assoluti, 132 milioni ai poveri relativi, 855 milioni (43%) classe media ed infine 725 milioni (36%) ai ricchi, per cui si vede in modo definitivo chi ci ha guadagnato effettivamente.


L'incompetenza o la negligenza degli amministratori con opere eseguite dagli avversari lasciate marcire o degradare con costo quantificato di tasse di vicinato pari a circa 6 euro giornalieri per un totale di 2364 euro annui, nella sola Lombardia sono 2697.


Passiamo ora a un debito dovuto a quanto citato nel comma precedente che riguarda le opere da eseguire o eseguite con un costo pro capite di circa 1300 euro.


Ora la Lega sta spingendo in modo preponderante allo spostamento del debito nazionale al debito locale, questo interessa in modo pregnante gli accordi di programma elettorale locale che incideranno ancora di più sulle nostre tasche.


Passiamo all'IMU che di fatto annulla quanto fatto nei confronti dell'ICI eliminando cause di salvaguardia istituite sia nei confronti dei figli che della proprietà legata alla residenza.


Spostare a livello regionale e Enti inferiori il federalismo comporta che per compensazione reciproca l'IRAP può essere azzerata scaricando sull'IRPEF il pagamento dell'imposta per un aggravio di circa 435 euro annui ai dipendenti e circa 400 euro annui ai pensionati, questo viene raggiunto aumentando l'addizionale regionale al 3% e portare al massimo la comunale.


Un ultimo passaggio viene evidenziato da Claudio Siciliotti che mostra uno spaccato delle spese e dei debiti non coperti e il tasso di prelievo fiscale raggiunto dopo una cura da cavallo imposta dai governi Berlusconiani in oltre 15 anni di scena politica (oltre altri dati):

Deficit 1980 14 miliardi – Deficit 2009 80 miliardi;

Debito pubblico 1993 115,66 del PIL;

Debito pubblico 2008 lasciato dal governo Prodi 104,00 del PIL;

Debito pubblico 2009 115,77 del PIL, attuale 118.

Nel 2008 il prelievo fiscale a carico del contribuente era di circa il 42%;

Nel 2009 del 43,19%, attuale è del 52,3% depurato dal “nero” che varia dal 17,4% al 22,3%.


Dopo questa serie di numeri cosa viene a costare il federalismo in questa situazione?

A noi che pagheremo togliendoci il pane di bocca anche la sicurezza sociale.


E questo non mettere le mani in tasca, ma se le mettono possiamo tagliargli le mani.


Pertanto se si vuole il federalismo reale bisogna anche imporre il dazio a chi governa il territorio in modo sbagliato e formare classe politica idonea.


Basiano 23 settembre 2010

Marco Bonfico

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