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contributo inviato da gatto.f il 17 settembre 2010

E' vero che si sta facendo cassa con il taglio dei precari della scuola, ma è anche vero che il nostro sistema scolastico-universitario e post universitario è troppo lungo, farragginoso e, cosa ancora piu grave, senza prospettive.

A 30 anni posso guardarmi intorno e vedere i tanti miei coetani con diploma, laurea, master, dottorati etc senza alcuno sbocco professionale nonstanti la loro assoluta preparazione.

Mi piacerebbe allora sottoporre una domanda: ha senso tutto questo? ha senso che migliaia di giovani (e le loro famiglie) investano anni e sacrifici per poi trovarsi iperspecializzati senza una prospettiva?

Negli ultimi anni il percorso di formazione universitario è stato frammentato in una miriade di corsi universitari con percorsi formativi di 5 anni al posto dei 4 precedenti (con la laurea triennale ti prendi il titolo di dottore e poi stai casa), corsi post universitari di specializzazione portati da 4 a 5 anni per allungare un po di piu il brodo e alla fine si esce dal mondo della formazione senza una prospettiva?

Cosa ci aspetta dopo tutto questo? borse di formazione contratti cococo e quant'altro

quando potremo considerarci adulti ?

 

TAG:  GIOVANI  30  UNIVERSITA  FORMAZIONE 

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commenti a questo articolo 0
commento di Anpo inviato il 19 settembre 2010
Condivido l'analisi di Rosso.
In Italia abbiamo un basso numero di laureati che però non riescono a trovare alcuno sbocco professionale per via di un sistema di economico giurassico e gestito da imprenditori che più che il computer usano la clava.
commento di F.Rosso inviato il 19 settembre 2010
L'Italia è un Paese che ha rinunciato ad essere moderno, al passo con Germania, Svezia, ecc..., e che invece ha "scelto" di andarsene insieme agli stati in via di sviluppo, come sistema industriale e come tipologia di produzioni.
Quindi è ovvio che i laureati, specie se specializzati in materie tecnico scientifiche, siano inutili in un simile panorama desolante.
Se si producono scarpe, vino, formaggi e similari, a chi interessano ggli esperti informatici, fisici, elettronici, biologi, ecc...? A nessuno... E' come spiegare Einstein ad una tribù primitiva che vive di caccia e di pesca.
Si è scelto, grazie a una classe imprenditoriali ridicola e ignorante, e a politici interessati solo ad arraffare piuttosto che a far crescere il Paese, di tornare nel 1800, in tutti i sensi, anche come diritti.
Dico sempre ai giovani: scappate, andate via se potete...
commento di nello63 inviato il 18 settembre 2010
@seamsubl
Non mi sono perso mi sono solo rotto di commentare veltroni
non invito perché sono amico di qualcuno, ma solo perché ritengo interessante la discussione, anche se essere amico di gatto non mi creerebbe nessun problema..anzi.
Sono contento che anche tu hai trovato, come tanti le cause di tutti i mali del mondo, sinceramente trovo invidia per le tue certezze, ma soprattutto invidio i tuoi incoraggiamenti, avessi anch'io le tue caratteristiche non starei qui a perder tempo.
commento di seamusbl inviato il 18 settembre 2010
gatto il tuo amico nello dopo essersi perso ha tanto insistito per commentare le tue elocubrazioni che mi ha convinto a vergare il tuo post con un'opinione.

Prima cosa quel potremo non mi piace tanto, non so se parli per te o anche per me senza neppure avermi avvisato.

Diventerai adulto quando comprenderai il mondo in cui vivi, ed effettivamente non ci sei ancora arrivato. In molti non ci arrivano mai, ma tu non desistere.

La disoccupazione rappresenta un problema immane e se non te ne fossi reso conto da un paio di anni vi e' una certa crisi mondiale soprattutto in occidente che si protrarra' a lungo.

Risolvere la disoccupazione non e' assolutamente una priorita' chi ha il potere oggi si preoccupa di banche e altre cosette tra cui la delocalizzazione per dare lavoro agli schiavi disoccupati di altre terre.

La domanda che potresti farti, ma non so se sei abbastanza adulto per potertela permettere e' come mai il due per cento della popolazione mondiale si e' impadronita del potere e il resto della popolazione ha lasciato fare.
La risposta ha a che fare con la politica.



commento di nello63 inviato il 18 settembre 2010
Sono contento di commentare un post serio e giustamente preoccupato, ammetto di essermi perso nel leggere i commenti e i post in merito alle divisioni del partito. Caro Gatto.f hai ragione in merito ai problemi della formazione scolastica ed universitaria, permettimi di esprimere un mio semplice pensiero:
questo nostro povero Paese da anni ha perso il senso del futuro, di fronte ad una società che si evolve alla velocità della luce, ad una globalizzazione che chiede una seria competizione, manda allo sfascio tutti gli strumenti che possono servire primi fra tutti la scuola e l'università, questi dovrebbero correre di più ed anticipare gli eventi; quindi la mancanza di lavoro è dovuta secondo me anche a questo, le nostre industrie sono vecchie e a parte rare eccezioni riescono a competere, ancora per poco credo, solo tagliando diritti e stipendi ai lavoratori e ancora peggio utilizzando contratti definiti in modo scorretto "flessibili", con l'unico scopo di risparmiare sul costo del lavoro; non voglio essere un cattivo profeta, ma le prospettive sono nere, credo che se da parte del sindacato, dalla politica e quindi noi tutti, non vengono attivate le giuste iniziative il problema diventerà sempre più pesante e difficile da risolvere.
Permettimi un'ultima considerazione: credo che da parte di quelli della mia generazione (40/50 anni), che hanno giovato dei frutti delle lotte di chi ci ha preceduto ed egoisticamente non si sono preoccupati del problema nella giusta maniera, ma hanno guardato soprattutto alla soluzioni dei problemi del quotidiano, siano dovute a VOI le nostre scuse, se qualcuno si ritiene ingiustamente chiamato in causa dimostri cosa ha fatto per le generazioni future.
commento di salvatore1 inviato il 18 settembre 2010
Carissimo gatto.f, purtroppo la condizione occupazionale dei giovani è drammatica. Non direi però che sia peggiore per i laureati. Almeno tutte le statistiche che conosco dicono il contrario. Secondo Almalaurea, ad esempio, i laureati hanno un tasso di occupazione maggiore di oltre 10 punti rispetto ai diplomati (78%. contro 67%). I laureati di primo livello poi stanno un po' peggio dei laureati di secondo livello sia per occupazione che per reddito, ma comunque meglio dei diplomati. Nondimeno capisco il tuo pessimismo. I dati infatti segnalano una situazione in peggioramento e sono naturalmente diversi per territorio e per laurea. Laurearsi a Trento è molto meglio che laurearsi a Palermo e laurearsi in ingegneria è molto meglio che laurearsi in lettere. Fra poco posterò un mio contributo, prima sul Pdnetwork che sul circolo Pd online. Vieni a discutere, se vuoi. Ti abbraccio.
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