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contributo inviato da Achille_Passoni il 15 settembre 2010


Vi assicuro che ci ho pensato parecchio, ma comunque la rigiro continuo a considerare incomprensibile la volontà di Marchionne di alzare sempre di più i livelli dello scontro con la Cgil e con molti lavoratori.

Dove vuole arrivare l’ad della Fiat? I suoi ultimi strappi, dal rifiuto di reintegrare i tre operai licenziati - nonostante la richiesta in tal senso anche da parte del Presidente della Repubblica - alla disdetta del contratto dei metalmeccanici, distruggono la possibilità di un dialogo costruttivo e cercano un muro contro muro che non gioverà a nessuno.

Che interesse ha Marchionne a perseguire pervicacemente un obiettivo liquidatorio della Fiom? Sicuro che questo sia davvero l'interesse strategico dell'azienda al di là di ogni altra considerazione sui rapporti tra parti sociali? Perché Fiat sta inseguendo il radicalismo di questo Governo, ben rappresentato dal Ministro Sacconi, nel tentativo di delegittimare il maggior sindacato italiano e derogare il più possibile dagli accordi nazionali?

La verità è che stiamo entrando in un vicolo cieco, da cui è sempre più difficile uscire. Peraltro la stessa Fiom, anche con le ultime decisioni del suo comitato centrale, non vuole o non ha la forza per svincolarsi da questa spirale, portando anch'essa un tassello alla devastante escalation dello scontro in fabbrica. Badate, so bene che non è facile per un sindacato non rispondere colpo su colpo... ma qui un surplus di intelligenza politica aiuterebbe a comprendere che così il gioco rischia di essere solo a favore di Fiat.

Purtroppo Sacconi e anche la Marcegaglia – che mi pare vittima del potere Fiat - stanno soffiando da tempo sul fuoco, innescando un clima contrario agli interessi del Paese, specie in questa fase di crisi. Questo pessimo Governo ha messo da parte la concertazione, ignorato le più importanti questioni di politica economica e le crisi aziendali che ormai dilagano, puntando ad ogni costo a dividere il sindacato per indebolire le tutele ai lavoratori.

Ma non è cancellando diritti che si accresce la competitività del Paese. D’altra parte, non è questo il Governo che va avanti da più di quattro mesi senza un Ministro dello Sviluppo Economico? Marchionne non fa altro che seguire la linea Sacconi, e questi sono i risultati.
TAG:  FIAT  GOVERNO  LAVORO  ECONOMIA  SACCONI  MARCEGAGLIA  CGIL  FIOM 

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