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contributo inviato da team_realacci il 13 settembre 2010
In tutta la provincia di Salerno continua a piovere da giorni. Un miglioramento delle condizioni meteorologiche avverrà soltanto domenica. E così torna il fango e la paura. In Costiera amalfitana, ad Atrani, secondo Comune più piccolo d’Italia per estensione territoriale, si cerca ancora la barista 27enne dispersa giovedì sera in seguito all’esondazione del fiume Dragone. Erano da poco passate le 23 quando Francesca Mansi è stata trascinata via dall’acqua e dai detriti che hanno invaso il borgo di Atrani, vicino ad Amalfi, che conta meno di mille anime.
 
All’improvviso l’acqua ha spazzato via auto, segnaletica, secchi dell’immondizia, motorini e biciclette portando tutto a valle. I locali che si trovavano al piano terra o sotto il livello stradale, come il bar «La Risacca» dove la ragazza stava lavorando, sono stati colpiti dalla furia delle acque. Per il vicesindaco di Atrani, Emidio Proto, «la colpa non è solo delle piogge ma dei detriti e dei rifiuti che a monte ostruiscono il deflusso delle acque e che con la piena di queste ore hanno causato il disastro».
 
Nella parte cittadina il fiume era stato ispezionato durante l’estate dal nucleo sommozzatori dei carabinieri di Napoli che cercavano eventuali allacci abusivi alle condotte fognarie. Ma l’alveo era libero da ostruzioni. Il Comune di Atrani sostiene di aver chiesto «più volte di ripulire il fiume a monte mai non è mai stato fatto». La costa campana è da sempre ritenuta a rischio per la presenza di numerosi torrenti cittadini, di un’attività antropica elevata e di un abusivismo diffuso.
 
Spesso questi corsi d’acqua vengono coperti per costruirci sopra, provocando vere e proprie esplosioni del sottosuolo in caso di “piogge scatenanti” che in un breve lasso di tempo portano al suolo tra 200 e 500 millimetri di acqua. E in questi giorni sono caduti 130 millimetri di pioggia. Tanto che in seguito al sopralluogo svolto ad Atrani dai tecnici della Regione, dell’Autorità di bacino destra Sele e dei vigili del fuoco, l’assessore alla Protezione civile e ai Lavori pubblici della Campania, Edoardo Cosenza, imputa l’alluvione proprio al «sollevamento della soletta in cemento armato di copertura del canale».
 
A partire dal 1531, secondo i geologi, in Campania si sono verificati 106 eventi calamitosi, molti dei quali disastrosi. In queste ore le fogne sono andate in tilt, provocando allagamenti, il blocco del traffico e la chiusura di alcune strade, in tanti altri comuni salernitani. Momenti di paura anche a Scafati e San Marzano, invase dal fango per lo straripamento del fiume Sarno. Un episodio che ha immediatamente messo in allarme la popolazione colpita nel 1998 da una tragica alluvione che provocò 159 morti. Situazione critica anche nel napoletano.
 
A Castellamare di Stabia è esondato il fiume Rivo San Marco allagando case, negozi e strade e causando un black out elettrico che ha lasciato al buio migliaia di persone. Sempre nel vesuviano, a Gragnano è franato il letto del fiume Vernotico mentre per tutta la giornata di ieri tutta la viabilità verso Napoli è stata critica la, con svincoli della tangenziale chiusi e autostrade allagate.   

Fonte: Terra News
Autore: Alessandro De Pascale
11 settembre 2010
TAG:  CAMPANIA  MALTEMPO  FRANA  ATRANI  SALERNO  ESONDAZIONE  DRAGONE  FANGO  COSTIERA  AMALFITANA  SCOMPARSA  FRANCESCA MANSI 

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