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contributo inviato da pierluigi bersani il 4 settembre 2010
L'alternativa è il Nuovo Ulivo: ci rivolgiamo a tutti quelli che non accettano la deriva plebiscitaria per una riforma delle regole democratiche. Quello che c'è di mezzo, cioé l'ipotesi di voto anticipato, si vedrà; la situazione è incerta e noi siamo flessibili.

Con l'Udc pensiamo ad una collaborazione sia per le regole del gioco sia per il governo. Noi siamo rispettosi di tutti e sappiamo che l'Udc non è di centrosinistra, ma io ho proposto uno schema perché siamo in una situazione di emergenza per la situazione economica e per la democrazia che si sta deformando. Gli altri ci dicano che cosa vogliono fare.

Ognuno fa le sue scelte. Ricordo che in Italia siamo profondamente legati al bipolarismo anche se questo sistema ha bisogno di flessibilità altrimenti diventa plebiscitario: un nome, un cognome e 'ghe pensi mi'. Non so se ci sarà un terzo polo. Se ci fosse noi riconosciamo l'esigenza di un dialogo sulla possibilità di un'alleanza con noi, che è assolutamente possibile.

Non è la prima volta che sento dire che la nomina del ministro dello Sviluppo Economico ci sarà 'la prossima settimana'. Di che anno? Spero che sia di quest'anno.
Già due mesi fa avevo proposto di fare una mozione di sfiducia per il ministro ad interim, perché è il ministro più inconcludente che si sia mai visto.

Silvio Berlusconi venga in Parlamento a dirci cosa sta succedendo. Si rimetta alla valutazione del presidente della Repubblica. Cercheranno di tirare a campare, di traccheggiare. In ogni caso, non credo che la legislatura possa andare alla sua scadenza naturale, perché non c'è il respiro politico perché questo avvenga.
Le più grandi riforme sono state fatte in passato con iniziative parlamentari. Invece oggi non abbiamo più un luogo dove prendere decisioni di rilievo. Berlusconi infatti ci ha rubato il futuro, perché le decisioni che assume sono tutte di breve respiro.

Nel Parlamento c'è la libertà di tutti. Quando nei suoi confronti si impone un meccanismo ricattatorio a suon di decreti legge, c'è il rischio che non si discuta più di niente.

Penso ad una riforma istituzionale nel solco della nostra Costituzione e ad alleanze per la democrazia su questi temi delle regole, modificando anzitutto la legge elettorale, ed in questo senso siamo flessibili. Senza aver battezzato nessuno, forze come l'Idv, Sinistra Ecologia e Libertà o i Socialisti possono rientrare in questo percorso.

La legge elettorale deve permettere ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e ci sono tanti modi per garantirlo, per esempio attraverso i territori.
Non affezioniamoci ad etichette ma ai paletti perché arrivare a una nuova legge elettorale non sarà semplice perché Berlusconi non la vorrà fare.

Per i precari non propongo una sanatoria, ma il ministro Gelmini deve chiamarli tutti intorno a un tavolo di crisi.Tra loro c'è gente che dopo 10 anni di lavoro si trova disoccupata, con un mutuo sulle spalle da pagare.
Il centrodestra ha fatto molto male, in particolare nell'istruzione tecnica, che è stata molto indebolita con la riforma, e non ha più alcun rapporto con le imprese.
Prima di lasciare a casa tutti i precari della scuola, si può usare il cacciavite invece della scure per fare tanti tagli e risparmi meno dolorosi nei servizi e nella pubblica amministrazione: non c'e' bisogno del federalismo per standardizzare i costi.
TAG:  "NUOVO ULIVO"  UDC  BERLUSCONI  COSTITUZIONE  GELMINI  PRECARI  SEL  IDV  API  BERSANI 

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