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contributo inviato da pierluigi bersani il 2 settembre 2010
Questa la prospettiva che abbiamo davanti: un deterioramento ulteriore della politica, del tessuto civile e del senso civico, della fiducia, della speranza. Il Paese sta scivolando ed è da tempo che scivola.

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commento di pinoaino inviato il 6 settembre 2010
Mi chiedo da che parte statie! "Il PD sceglie Schifani" Mi vengono in mente le
parole di Moretti: "con questi alla dirigenza non vinceremo mai" e poi "Dalema
dì qualcosa di sinistra".

Vi dovreste VERGOGNARE dopo le ultime parole di Fassino contro le ontestazioni a Schifani!
Sì perchè non c'entra nulla il rispetto istituzionale, uno come quello non sarebbe candidabile e non avrebbe retto un secondo in un serio Paese Democratico. Con il suo passato e presente con le sue prese di posizione politiche. LO SAPETE ANCHE VOI! E lo sanno anche loro che ne approfittano a scapito di Legalità, Giustizia e vera Libertà.

Ma voi da che parte state??? Ecco perché penso che SIETE COMPLICI, perché anzichè schierarvi pensate a spaccare il capello e fate il loro gioco.
Berlusconi LO AVETE VOLUTO VOI.

Una opposizione come la vostra è VERGOGNOSA! Non rappresentate la base!
Dico alla gente: SVEGLIATEVI, la dirigenza del PD non vi merita!!!
commento di F.Rosso inviato il 5 settembre 2010
Caro Bersani, è da quando il Cav è venuto in politica (per salvarsi dal fallimento) che la politica è degenerata. L'errore è stato considerarlo un politico, cosa che non è mai stato. Da cosa seria, la politica è diventata marketing, fiera di paese, baraccone da circo, e sempre e solo per colpa di quello lì. Allora, finché non verrà estromesso dalla politica, riportandola alla sua dimensione più alta, assisteremo sempre a questi eccessi.
E' come se, ad un congresso di eminenti scienziati che discutono di teorie serie, venisse invitato, o si autoinvitasse, un mago di quelli che ti risolvono le pene d'amore, pretendendo di essere trattato da pari a pari. Ovvio che quelli, gli scienziati, si incazzano di brutto.
commento di Enzpierp inviato il 5 settembre 2010
Premetto che non ho visto il video. Rispondo solo al "deterioramento della politica". Il PD vuole perdere a qualsiasi costo le prossime elezioni? E se fosse così non sarebbe una cosa "losca"? Alcuni giornali hanno "ventilato" l'ipotesi di contatti tra Schifani e personaggi della malavita organizzata. Personalmente sono sicuro che il tutto sarà chiarito, ma non sarebbe stato il caso che si fosse atteso che il tutto si chiarisse prima di ivitare lo stesso Schifani alla Festa del PD. Un'altra cosa: perché il PD non sospende IMMEDIATAMENTE, ripeto IMMEDIATAMENTE, ma è meglio che mi faccio capire, perché sembra di parlare a dei sordi, IMMEDIATAMENTE chi del PD è inquisito per affari loschi, in maniera da dare un segnale che non si vuole il "deterioramento della politica"? Aggiungo che io voto Di Pietro; non mi piace Di Pietro; ma perché lasciare ai soli Di Pietro e Beppe Grillo il "privilegio" di difendere la legalità? Prima o poi vi sommergeranno; e lo dico da ex votante (non necessariamente ex, ma per ora sicuramente) PD.
commento di free town inviato il 4 settembre 2010
Sono d'accordo. Anzi, ritengo che questo processo degenerativo abbia infettato non solo la politica, ma anche tutti gli altri sistemi su cui si poggia la società. Da molto tempo. E credo che il livello di denenerazione sia ad uno stadio piuttosto avanzato, e che non si possa non considerare la possibilità che la prognosi sia nefasta per il futuro a venire. Nessun fatale catastrofismo o nero pessimismo, ma una serena valutazione di quello che mi è possibile vedere e in considerazione anche della pesante situazione economica e finanziaria - certamente non ciclica ma epocale - che stiamo attraversando.
Sono convinto che ci sono le risorse e i margini per frenare la marea nera e invertire la rotta. La politica, quella vera, quella sana, deve decidersi al coraggio: il coraggio dell'analisi pragmatica della situazione, il coraggio delle scelte e quello delle alleanze. Il coraggio di confrontarsi con il popolo, il cui bisogno di tornare ad avere fiducia in questo paese è lo stesso di un neonato che chiede cibo al proprio genitore. Il coraggio di prendere consapevolezza della profonda, inquietante deriva che stiamo vivendo, coraggio che solamente con un adeguato sforzo a rimuovere gli ostacoli ideologici, egoistici e narcisistici - ma anche di mera opportunità - che restringono il campo delle scelte, potrà dotarsi di quell'intelligenza superiore che è richiesta a chi è chiamato a decidere del destino di un paese.
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27 febbraio 2008
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