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contributo inviato da acalisi il 31 agosto 2010

Ieri sera, a Rai News, ho sentito Dario Franceschini fare delle considerazioni che mi hanno sorpreso non poco.

Secondo Franceschini, una delle principali ragioni dell’attuale debolezza dei partiti di sinistra in Europa è che, dopo il crollo del muro di Berlino, essi hanno per lo più inseguito i temi proposti delle destre, apportandovi solo delle marginali correzioni. Non c’è stata cioè una vera elaborazione autonoma, che ponesse al centro della riflessione i bisogni principali dei cittadini, piuttosto che le esigenze di profitto del grande capitale.
Franceschini proseguiva osservando che è venuto il momento, per il PD italiano di compiere un salto di qualità, applicandosi attivamente alla costruzione di una vera alternativa alla società idealizzata dalla destra: un programma che si proponga una reale redistribuzione dei redditi in favore delle classi più deboli; che, senza essere contro l’iniziativa privata, sia capace di porre delle regole chiare per evitare gli eccessi; un programma che guardi al domani promuovendo senza demagogia l’istruzione e la ricerca, viste come componenti fondamentali dello sviluppo economico di ogni paese nello scenario mondiale attuale.
Quanto dice Franceschini mi trova pienamente d’accordo: è da tempo che ho maturato la convinzione che la perdita di consensi per il PD non è dovuta tanto alla bravura di Berlusconi nel raccontare frottole alla gente, quanto piuttosto alla mancanza di un disegno complessivo da parte del PD, capace di far capire ai cittadini come affronterebbe i diversi problemi nel caso andasse al governo. Un po’ come ha fatto Obama negli Stati Uniti, proponendo un programma fortemente innovativo, che ha convinto anche gli elettori più indecisi...
Mi domando, a questo punto, quanti nel PD attuale condividano le considerazioni di Franceschini: quanti sarebbero disponibili a impegnarsi nella costruzione di un programma di governo che sia facilmente riconoscibile come “di sinistra”?
Immagino, invece, alcuni importanti dirigenti del partito, posti di fronte a tale questione, assumere un’aria seria e pensosa per esordire con un “Quello che dice Franceschini è importante. Ma il vero problema è un altro...”. E giù con una serie di elucubrazioni astratte, lontane mille miglia dagli argomenti su cui dovrebbero invece concentrarsi i politici, vale a dire quelli legati ai bisogni dei cittadini.
Ecco, io penso che il PD dovrebbe liberarsi al più presto da queste zavorre che impediscono un reale cambiamento al suo interno. E’ una condizione indispensabile per riacquistare i consensi perduti e porsi come forza politica aggregante in un futuro governo di centro-sinistra.

Astro Calisi

TAG:  FRANCESCHINI  ALTERNATIVA  PROGRAMMA  GOVERNO DI SINISTRA 

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commenti a questo articolo 0
commento di F.Rosso inviato il 1 settembre 2010
Perfettamente d'accordo con Franceschini.
Queste cose si dicono (sommessamente) da anni e anni, ma la via fallimentare perseguita non cambia: inseguire la destra sul loro terreno. Ovvio poi che seguano batoste elettorali su batoste.
Lo dico da sempre: chi non è di sinistra nei fatti (non nelle autocelebrazioni), ovvero, chi non ha a cuore gli interessi dei più deboli (al limite fregandosene di quelli dei ricchi) vada altrove a cercarsi le seggiole.
Invece, per decenni si siamo dovuti sorbire lezioni di liberismo, che manco la Tatcher, da parte di gente che, senza vergogna, continuava a proclamarsi "di sinistra..."
Gente che al poveretto che reclamava lavoro gli diceva, in sostanza: "arrangiati da te stesso", mentre al banchiere e all'industriale offriva miliardi di aiuti. E questa stessa gente poi, alle feste dell'Unità, si spacciava, addirittura, per erede di Berlinguer!!
Ma ci facciano il piacere. Un democristiano (di origine) come Franceschini li batte dieci a zero.
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