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contributo inviato da PoliticaMente il 29 agosto 2010

 

Una proposta di legge elettorale che al contempo: a) restituisca al cittadino la capacità di scegliere i propri rappresentanti; b) salvaguardi lo schema bipolare, consentendo al cittadino di scegliere la maggioranza di governo; c) consenta una rappresentanza autenticamente proporzionale delle forze politiche, scaturendo risultati non dissimili dal modello tedesco in termini di seggi.
 
Nel dibattito politico agostano si è fatto un gran parlare della necessità di un nuovo governo per fare, con una maggioranza più ampia o comunque diversa dall’attuale, una serie di riforme: tra queste quella della legge elettorale. Si è discusso ampiamente del tema se tale governo debba o possa essere tecnico o politico, ma ben poco spazio si è dato al contenuto delle riforme: questione non da poco, soprattutto quando si parla di legge elettorale, perché le regole del gioco dovrebbero scriversi insieme, ma ciascuno preferirebbe quelle a sé più convenienti.
 
L’analisi può partire da tre punti fermi. Il primo: l’attuale legge è antidemocratica e inefficace; antidemocratica perché svilisce la funzione di rappresentanza privando i cittadini di ogni potere di scelta dei parlamentari e forzando in nome della governabilità l’esito del voto con l’assegnazione del premio di maggioranza; inefficace perché per due volte ha dato pessima prova di sé, producendo maggioranze incoerenti e instabili che sono entrate in fibrillazione entro due anni dalle elezioni. Il secondo: da più parti è avvertita un’esigenza di salvaguardare il bipolarismo, o meglio la natura di democrazia maggioritaria, secondo la definizione di Lijphart, acquisita dal sistema italiano nell’ultimo ventennio, in quanto spetta ai cittadini col loro voto di assegnare alle forze politiche le funzioni di maggioranza e opposizione: il mattarellum assolveva bene tale compito e ha garantito peraltro un buon grado di governabilità, consentendo il completamento di due legislature, deprimendo tuttavia in una certa misura la rappresentanza delle forze irriducibili allo schema bipolare. Il terzo punto è del tutto conseguente: c’è l’esigenza di garantire adeguata rappresentanza a forze terze rispetto allo schema bipolare, e questo è stato il motivo principale del ritorno ad un sistema ad impianto proporzionale prima, e della proposizione del modello tedesco ora.
 
Una risposta a questi tre punti critici potrebbe venire da un modello tedesco corretto, ovvero un mattarellum alla tedesca. Come nel modello tedesco il territorio nazionale dovrebbe essere ripartito in un numero di collegi pari alla metà dei parlamentari da eleggere per ciascuna Camera, ed in ciascun collegio dovrebbe essere eletto, per la quota maggioritaria, il candidato più votato; l’attribuzione della rimanente metà dei seggi verrebbe effettuata tra le liste che abbiano superato la quota di sbarramento del 5%, sottraendo alle forze politiche i seggi già assegnati nella quota maggioritaria in modo da rispecchiare fedelmente, su base proporzionale, il numero di suffragi ottenuto da ciascuna lista.
 
La differenza rispetto al modello tedesco sarebbe nell’espressione dello zweitenstimmen, il voto valevole per la quota proporzionale: ciascun candidato per il maggioritario di collegio dovrebbe essere sostenuto da una o più liste, ciascuna con il proprio simbolo; l’elettore avrebbe la facoltà di votare, oltre al candidato, una delle liste ad esse collegate: il voto ad una delle liste si dovrebbe considerare automaticamente dato anche al candidato appoggiato da tale lista, mentre il voto “disgiunto” dovrebbe essere assegnato solo al candidato per il collegio uninominale, annullando la preferenza per una lista di una coalizione differente. Di conseguenza, ai fini dell’attribuzione dei seggi della quota proporzionale dovrebbe tenersi conto non già delle singole liste, ma delle coalizioni: a ciascuna coalizione dovrebbe cioè spettare un numero di seggi complessivo proporzionale ai voti ottenuti, una volta sottratti al totale dei voti espressi, ovviamente, quelli raccolti da liste e coalizioni che non abbiano superato la soglia di sbarramento. Per la ripartizione dei seggi all’interno di ciascuna coalizione si dovrebbe quindi procedere sottraendo al numero complessivo dei seggi spettanti quelli già ottenuti nei singoli collegi nella quota maggioritaria, e quindi procedere all’assegnazione dei seggi rimanenti alle liste della coalizione che abbiano superato la soglia di sbarramento in proporzione dei voti ottenuti.
 
In aggiunta a quanto detto finora si dovrebbe prevedere che ogni lista esprima un candidato per la quota proporzionale in ogni collegio, e che l’elezione dei singoli candidati dipenda dal risultato della lista, ovvero del suo candidato, all’interno del singolo collegio relativamente a quello conseguito dagli altri candidati della stessa lista nei propri collegi, come succede oggi nelle elezioni provinciali; ciascuna lista dovrebbe inoltre rispettare l’eguaglianza di genere garantendo almeno il 40% dei candidati per la quota proporzionale in ogni circoscrizione a ciascuno dei due generi.
 
I vantaggi di tale sistema sono evidenti. In primo luogo sarebbe trasferita nuovamente all’elettore la capacità di scegliere i propri eletti, restituendo centralità al rapporto tra il rappresentate e il suo territorio attraverso i collegi; tali considerazioni varrebbero anche per la quota proporzionale in quanto l’elettore avrebbe ben chiaro per quale candidato esprime la propria preferenza. In secondo luogo sarebbe garantita la natura di democrazia maggioritaria del sistema: ma per via politica e non attraverso il ricorso ad artifici legislativi. Presentandosi raggruppate in coalizioni, le singole liste sarebbero tenute politicamente a rispettare tale vincolo dinanzi agli elettori: in altre parole gli elettori continuerebbero a scegliere insieme alla propria lista la propria maggioranza preferita, e le forze politiche avrebbero un disincentivo a tradire il mandato ricevuto, onde evitare una perdita di credibilità in vista della prossime competizioni. D’altra parte, la subordinazione del voto per la quota proporzionale a quello per la quota maggioritaria fornirebbe all’elettore un incentivo al voto utile, ovvero a privilegiare quelle forze ritenute avere più possibilità di eleggere il proprio candidato, disincentivando il voto a quelle liste che, non essendo sufficientemente rappresentative, o non essendo parte di coalizioni che lo siano, si auto-releghino al di fuori dell’agone per la conquista della funzione di maggioranza parlamentare. Peraltro la stessa subordinazione del voto per la quota proporzionale a quello per la quota maggioritaria elimina pure alla radice il problema delle “liste civetta” cui si faceva ricorso in vigenza del mattarellum. Infine, in quanto il sistema di attribuzione dei seggi rispecchierebbe il numero di voti ottenuto da ciascuna lista o coalizione che abbia superato la soglia di sbarramento, tale sistema salvaguarderebbe la funzione di rappresentanza, garantendo in termini di seggi un esito perfettamente identico a quello che sarebbe prodotto dal sistema tedesco classico.

Questa proposta non ha la pretesa di presentarsi come la migliore possibile, ma potrebbe efficacemente rispondere alle esigenze emergenti dal sistema politico italiano nelle circostanze storiche attuali, per come analizzate nei tre punti citati in premessa. A chiusura di tale intervento di riforma sarebbe consigliabile per una maggiore coerenza del sistema apportare anche due modifiche alla costituzione, semplici, ma non per questo meno necessarie: la prima, l’introduzione della sfiducia costruttiva, per evitare il rischio di crisi al buio che si presenta ancora, e ricorrente, nella nostra storia parlamentare recente; la seconda, l’introduzione di una maggioranza rafforzata, per esempio dei due terzi, per la modifica della legge elettorale, onde evitare nuovamente lo scempio di una maggioranza che in prossimità della conclusione della legislatura adotti una legge elettorale funzionale esclusivamente alle proprie immediate necessità elettoralistiche. 

TAG:  MATTARELLUM; MODELLO TEDESCO; PROPORZIONALE; UNINOMINALE; COLLEGIO; MAGGIORITARIO; PORCELLUM: RIFORMA ELETTORALE; LEGGE ELETTORALE 

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commento di PoliticaMente inviato il 14 settembre 2010
http://politicamente.ilcannocchiale.it/2010/09/14/perche_lo_scambio_lodo_costitu.html
commento di PoliticaMente inviato il 14 settembre 2010
(per esempio in Australia) si è cercato di risolvere con il sistema del voto alternativo.

(A questo proposito è interessante leggere il contributo di Ruggero Paladini proprio sul sistema usato per le primarie nel PD: http://www.nens.it/_public-file/Come%20rispecchiare%20al%20meglio%20la%20volont__%20del%20corpo%20votan%20te%20[1][1].pdf )

Fatta questa premessa, faccio mia l'obiezione sollevata da colapesce: il sistema nazionale non è un comune, e per quanto la legge elettorale a livello municipale abbia dato buona prova di sé, la nostra è una Repubblica Parlamentare che necessita una legittimazione autonoma per le Camere, salvo volerne fare (o lo sono già?) dei passacarte del governo. A volerla dire tutta, la legge attuale assomiglia molto a quella dei Comuni, mancano solo le preferenze: può piacere, ma personalmente sento di dovere sollevare più di un dubbio sul fatto che l'elezione di un membro del Parlamento debba o possa dipendere più dalla popolarità del proprio leader che dalla propria credibilità personale.

Infine, sulla possibilità di cambiare la legge elettorale, io torno credere che si possa professare un certo ottimismo. Non è nell'interesse di Fini tornare a votare con questa legge elettorale, e se fini si aggiunge alle altre opposizioni una maggioranza per un'altra legge elettorale c'è: basta decidere quale. Il mio personale pronostico è che ad un certo punto (non prima di marzo) ci sarà una crisi seguita dalla costituzione di un governo ponte che durerà qualche mese, appena il tempo di fare la legge elettorale e magari la finanziaria.

Comunque, sempre a proposito di legge elettorale, vi segnalo il mio contributo di oggi, perché credo che di fronte ad una possibilità di scambio si debba dire si, perché il mattarellum è comunque meglio dell'attuale, ma si debbano comunque fissare delle precauzioni per evitare che in futuro una maggioranza parlamentare possa nuovamente cambiare le regole da sola.
http://politicamente.ilcann
commento di PoliticaMente inviato il 14 settembre 2010
Innanzitutto grazie a quanti hanno apprezzato questa proposta. E grazie anche a quanti invece hanno impiegato del tempo per leggerla, dissentire e criticarla: il confronto è il sale della democrazia e la discussione è sempre benvenuta.

A questo proposito vorrei riprendere delle annotazioni fatte da Cristina 1950 e Anpo: ammetto di non essere tanto bravo con il web, esiste forse una funzione per avere quantomeno una segnalazione dei commenti ai propri contributi? Avendone scritto più di uno mi è capitato di intervenire tardi nella discussione perché non mi arriva alcuna segnalazione del dibattito in corso, e credo che questo sia un grave limite alle nostre possibilità di interazione. Se esiste un modo per risolverlo vi sarei grato se poteste spiegarmi come fare...

Per tornare al merito della questione: forse la proposta è un po' cervellotica, ma quale non lo è? I sistemi puri, certamente: ma lo sono perché privilegiano uno dei due corni del problema (la governabilità nel caso del maggioritario puro, come in USA o GB, e la rappresentanza nel proporzionale puro, come in Italia fino al 1993), sacrificando del tutto l'altro: scelta rispettabilissima, ma allora il problema è discutere e capire se vogliamo sacrificare la rappresentanza, e adottare il maggioriario secco all'inglese, oppure sacrificare la governabilità, e tornare al sistema vigente durante la prima repubblica.

Se l'obiettivo invece non è quello di tagliare la realtà con l'accetta allora iniziano le complicazioni: perché la realtà è complicata. Intendiamoci, al momento di scrivere questo contributo non pensavo certo che fosse la migliore legge elettorale del mondo, ma una buona legge elettorale raggiungibile (forse ottimisticamente) nelle condizioni date: in materia esistono contributi ben più interessanti dal punto di vista accademico che risalgono almeno alla Rivoluzione francese, quando venne ampiamente discusso il c.d. "paradosso di Condorcet", che in alcuni sistemi (per esempio in A
commento di Gian74 inviato il 5 settembre 2010
Ero scettico, ma devo dire che questa proposta ha una serie di pregi.
Potrebbe essere un buon punto di incontro tra le forze politiche.
- si torna ai collegi, dove vince il migliore e resta legato al territorio
- ogni territorio ha (almeno) un parlamentare
- accanto al voto maggioritario si può scegliere un partito e l'unico suo candidato in quel collegio per il proporzionale
- anche questo è un nome eletto sia per il partito, sia per chi è costui
- anche lui è legato al collegio in cui è eletto
- ogni partito ha i suoi voti, senza assurdi premi di maggioranza.
Spero che i politici sappiano convergere su una soluzione ragionevole come questa.
La legge attuale fa schifo, non voglio più votare col porcellum.
commento di jass77 inviato il 4 settembre 2010
il mattarello in testa a tutti i politicanti corrotti.
che cazzo di paese , qualunque cosa dicano questi collioniiiiiiii, la gente applaude, la tv uccide il cervello dei cittadini,ci vogliono persone oneste per tirare fuori dalla merda il paese.

ABBASSO LA POLITICA ITALIANA(CORROTTA)
commento di nello63 inviato il 2 settembre 2010
Non per essere pedante ma visto che il varo di una nuova legge elettorale interessa molti, credo che sia utile fare alcuni chiarimenti, se sono sbagliati corregetemi, fermo restando che secondo me una nuova legge sarà possibile solo con una nuova legislatura e tutto sommato non lo trovo nemmeno sbagliato, in quanto l'attuale composizione della maggioranza non ha interesse a cambiarla, è importante evidenziare a mio avviso a chi ritiene applicabile una semplificazione seguendo gli schemi dei sindaci, dei presidenti di provincia e regione, che ciò non è costituzionalmente possibile, in quanto le elezioni di camera e senato, riguardano la forma di governo prevista nella nostra amata Costituzione, di tipo parlamentare, in netto contrasto se si adottasse la metodologia dell'elezione del sindaco, ad esempio, in quanto bisognerebbe prevedere una repubblica di tipo presidenziale o semi, qualcuno, con i personaggi che abbiamo in Italia e che in futuro non è escluso rivederne di simili, ritiene utile che si approvasse una simile riforma costituzionale, per quanto mi riguarda dico:"no grazie", ripeto, preoccupiamoci, come sostiene Horakhty(un nome più semplice no he?), di digerire una coalizione pesante, con un unico scopo, vincere ed attuare le riforme necessarie soprattutto a risolvere i problemi della scuola, lavoro, welfare e infine elettorale.
commento di Horakhty inviato il 2 settembre 2010
Un ottimo contributo, che apprezzo molto. Peccato che, come ricorda Nello63, alle prossime elezioni andremo con il porcellum. Dai titoli di Repubblica di oggi sembra che Berlusconi miri ad andarci a marzo. Il che è comprensibile: una possibile riappacificazione con i finiani è ormai esclusa e il maggior pericolo per B., più passa il tempo, è di ritrovarsi ancora una volta esposto ai processi pendenti. Come al solito, il suo solo interesse è non finire in galera. Quindi elezioni subito, sperando di non avere ancora totalmante dilapidato il consenso che aveva e contando sul fatto che l'opposizione non sia ancora pronta. Alle anime pure della sinistra consiglio di essere veramente responsabili, perchè l'unica speranza oggi di abbattere B. è una coalizione larga che comprenda, purtroppo, anche l'UDC (e Bersani sembra averlo capito). Le prossime elezioni devono avere il solo scopo di liberarsi di Berlusconi; la coalizione vincente dovrebbe portare a termine pochi punti: alcune manovre urgenti, di buon senso, in campo economico, una legge sul conflitto di interessi e una nuova legge elettorale, per poi portarci a nuove elezioni in un paese più normale, dove la destra non sia più rappresentata da B. Bisogna avere pazienza e mandare giù rospi, è vero, ma, realisticamente, perdere le prossime elezioni significherebbe veramente la catastrofe e porterebbe il paese a una dittatura di fatto (Berlusconi e leghisti che regnano incontrastati...non voglio neanche pensarci!).
commento di Robertinio inviato il 1 settembre 2010
senza offesa e niente di personale PoliticaMente ma la tua proposta mi pare cervellotica e complicherebbe ancora di piu' le cose e le persone farebbero fatica a capirlo.Concordo sulla semplificazione delle leggi elettorali ai vari livelli,adottando la stessa legge elettorale per tutti i livelli di governo:o un maggioritario a turno unico o a doppio turno.
commento di nello63 inviato il 1 settembre 2010
Ammirevoli tutti coloro che si impegnano per studiare nuove idee e soluzioni, ma sommessamente consiglio di tenere in frigo queste idee quando saremo al governo, cerchiamo di vincere anche con una coalizione da turarci il naso e anche con questa legge porco-elettorale.
Anche perché se qualcuno di voi si illude di poter cambiare la legge elettorale in questa legislatura, credo rimarrebbe molto deluso:

prossimo evento in calendario:
la corte costituzionale entro dicembre deciderà sul "legittimo impedimento"
la conseguenza sarà, che è chiara la bocciatura, di conseguenza a gennaio potrebbe finalmente iniziare il processo Mills, pensate veramente che la corte berlusconiana accetti di discutere altri temi, al di fuori di quelli riguardanti la tutela del loro "datore di lavoro"; sarò pessimista e mi piacerebbe essere smentito, passeremo 3 mesi infernali (settembre, ottobre e novembre) a discutere di processo breve=cancellazione dei processi di gheddafi 2 la vendetta.
A meno che Fini e la sua truppa non decidano di mettere in campo la loro coerenza (ho dei seri dubbi), forse Granata riesce a essere rieletto in un altro partito e tutto sommato se lo meriterebbe pure, ma per Bocchino, Urso, Briguglio ecc. la possibilità di essere trombati nella prossima tornata elettorale è molto alta
commento di max bianco inviato il 1 settembre 2010
Il maggioritario è una merda perchè non rispetta il volere dei cittadini. Il proporzionale con premio di coalizione e scelta del candidato è l'unica via plausibile per garantire la democrazia e il desiderio dei cittadini. Il resto sono cazzate. I fautori del bipartitimo stanno a un passo dal partito unico quindi sono tutti fascisti. Gran Bretagna e Stati Uniti non sono esempi di democrazia ma schifezze ignobili che favoriscono la palude centrista e populista. Svegliatevi coglioni.
commento di iociprovo inviato il 1 settembre 2010
Se la maggioranza non permetterà di modificare il porcellum penso che l'opposizione deve chiedere al presidente della Repubblica il tempo di effettuare delle elezioni primarie che permettano di formare le liste ed il loro ordine di presentazione alle elezioni.
Un partito che si chiama democratico non può accettare di presentarsi alle elezioni nominando verticisticamente i suoi candidati.
le primarie possono inoltre costituire un momento di partecipazione e di mobilitazione dei cittadini che può dare un contributo a rendere più vere e più atenticamente democratiche queste elezioni.
commento di car me lo inviato il 1 settembre 2010
continua:
........ il linguaggio della politica dev'essere altro così come il confronto, non solo tra di noi ma anche con l'opposizione, deve essere tale da portare acqua al mulino paese e non finalizzato al puro esercizio di potere.
Per questo il confronto con le altre forze politiche quali esse siano, soprattutto quelle che hanno abbandonato o che stanno abbandonando berluscolandia, deve essere portato avanti con un approccio costruttivo differente e non solo di contrapposizione allora il sistema elettorale, quale esso sia, forse funzionerà.
La tua proposta di legge elettorale è valida ma per far si che questo meccanismo funzioni, non si può prescindere dalla qualità della politica e della qualità delle idee che in essa circolano, ma anche dalla qualità degli uomini e dalla loro caratura morale e culturale.
commento di car me lo inviato il 1 settembre 2010
Questa cosa che chiamano seconda repubblica non è altro che un ammucchiata di sistemi di poteri, di feudi, di orti creati per occupare spazi sempre più ampi di comando.
Non si parla più di politica, non ci si confronta più sulle idee, su come risolvere i problemi del paese, e questo è vero perchè basta vedere come siamo ridotti. Alla fine il risultato è che i problemi la politica il confronto dialettico non esiste più.
La maggioranza diventa padrona mentre l'opposizione diventa un ostacolo alla governabilità. Secondo, poi, questa maggioranza il popolo sovrano demanda senza ostacoli di sorta ogni potere alla stessa e tutto il resto è ostacolo così questa parte e cioè il centrodestra cerca in ogni modo di ridimensionare i diversi contrappesi.
Da questo punto di vista il problema non è più, quale sistema adottare in quanto sia il maggioritario, sia il proporzionale se adottati in maniera sostanziale sono sistemi funzionali alla governabilità, semmai sono questi soggetti politici e questa mentalità che sono la metastasi, in più con questa legge elettorale poi che è ciliegina sulla torta non ne verremmo fuori mai.
Da questo punto di vista la sfilata di ieri dei due, uno dittatore (gheddaffi) l'altro aspirante (berlusconi) è emblematica.
La politica deve tornare a volare alto in questo paese e purtroppo il linguaggio della politica oggi ha le ali spezzate.
E' su questo che il Partito Democratico in questa fase deve lavorare, a far ricrescere le piume alle ali oggi spezzate da questo deleterio berlusconismo.
Il confronto, nello stesso partito, viene interpretato come un fatto negativo ed a volte è anche vero, perchè siamo oramai abituati ed assuefatti al fatto che il pensiero deve essere unico e così non ci soffermiamo più sulla concretezza delle idee ma interpretiamo questo confronto negativamente. Invece il linguaggio della politica dev'essere altro così come il confronto, non solo tra di noi ma anche con l'opposizione, deve essere tale da portare ac
commento di colapesce inviato il 31 agosto 2010
Interessante nello stesso sito anche l'articolo "Benvenuti nella Disneyland di Gheddafi".
commento di cristinasemino inviato il 31 agosto 2010
Vorrei farvi sapere cosa pensano di noi:

http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=7927&Cat=1&I=immagini/Foto R-T/sinistrainterrogativa_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=NEWS%20FfMagazine&Codi_Cate_Arti=7
commento di rondòtorretta inviato il 31 agosto 2010
Tutti concordano sul fatto che questa legge elettorale è una porcata.
Allora dico solo una cosa: mi raccomando adesso ricominciamo a litigare su che tipo di legge elettorale è meglio scegliere.
E non mi riferisco a noi iscritti, ma ai leader del nostro Partito.
commento di colapesce inviato il 31 agosto 2010
Eh no. Per le elezioni politiche bisogna salvaguardare un principio sostanziale: quello della separazione dei poteri, legislativo ed esecutivo. Non è possibile eleggere il cosiddetto premier con la sua maggioranza (o il suo listino) come si fa con i sindaci e i governatori delle regioni; questo a livello di governo centrale e parlamento sarebbe il maggioritario delle repubbliche delle banane.
Se si vuole un sistema presidenziale l'elezione del parlamento deve essere separata da quella del premier o presidente.
Ricordo che Obama l'anno prossimo potrebbe non avere più la maggioranza in parlamento e in ogni caso anche adesso che ce l'ha i parlamentari non sono ai suoi ordini (e si è già visto) perché ognuno di essi è stato eletto direttamente dal popolo con sistema maggioritario dopo aver superato le primarie interne.
Una proposta: diemntichiamoci tutte le stgronzate che abbiamo fatto in questi anni a livello di istituzioni democratiche e ripartiamo con serietà da zero.

commento di gpetrus inviato il 31 agosto 2010
Il sistema elettorale di cui discutiamo è quello per le elezioni politiche. Ma quanti sistemi elettorali abbiamo in Italia:
1) Per i comuni sotto i 1500 abitanti abbiamo il maggioritario secco con premio di maggioranza alla lista che sostiene il sindaco vincente;
2) Per i comuni sopra a 15000 abitanti abbiamo il maggioritario con il doppio turno di balottaggio ne caso che non venga superato il 50% da nessuno dei condidati;
3) per le regionali abbiamo un sistema maggioritario con un listino ed una lista collegata al candidato presidente con la possibilità di esprimere una preferenza (mi riferisco alla Toscana; in altre regioni ne hanno altri ancora);
4) per le elezioni politiche abbiamo questo schifo che i candidati vengono scelti dalle direzioni dei partiti e chi vota è un semplice notaio.
Unifomiamoli. Facciamone uno solo: quello già in vigore per i sindaci dei comuni con più di 15000 abitanti con il doppio turno, è probablmente quello che ci invoglierebbe di più a votare e ci farebbe scegliere le persone che devono rappresentarci con una migliore cognizione di causa. Facciamo chiarezza! E proponiamola.
commento di colapesce inviato il 31 agosto 2010
Ma perché aggrovigliare le cose semplici solo per mantenere in vita le coalizioni predefinite? E questo nonostante le esperienze fallimentari di questi anni? Si possono escogitare tutti i marchingegni di questo mondo ma i partiti minori utilizzaranno sempre la coalizione predefinita per ricattare o condizionare i partiti maggiori sia prima che dopo le elezioni. E i partiti maggiori non diventeranno mai abbastanza grandi da essere autonomi.
Con il sistema tedesco puro o quasi, il ricatto non è possibile perché, anche se i partiti minori presentano candidature che possono disturbare nei collegi uninominali, a ciascuna lista va comunque un numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti. Allora che si fa? Si elimina questo aspetto positivo con le coalizioni?
errare è umano, perseverare (per quasi 20 anni) è diabolico!

Analogo (quasi) ragionamento può farsi per il maggioritario a doppio turno
commento di pratese inviato il 30 agosto 2010
Ringrazio sentitamente per il chiarimento. Ho visti il TG sulla 7 stasera ed ho sentito cose che su RAI 1 di Minzolini non setirei mai. Mi ripropongo di NON ascoltare e vedere mai più i TG della RAI finchè ci saranno direttori che mi nascondono le notizie o mi danno solo quelle che piacciono al Premier. Cordiali saluti a tutti Franco.
commento di Yerle inviato il 30 agosto 2010
Italia 1 ha un tg?!?
commento di Anpo inviato il 30 agosto 2010
A questa "notizia" Bersani ha replicato come segue:

"Pier Luigi Bersani lancia un avvertimento a Umberto Bossi, rispondendo a Repubblica tv a una domanda sulle affermazioni del leader della Lega secondo cui il segretario del Pd avrebbe offerto i suoi voti in Parlamento per non far cadere il Governo, per evitare le elezioni anticipate. Bossi "non si aspetti da noi che non alziamo il tono se continua così, perché sono cose inaccettabili". "Bossi - dice Bersani - ne ha sparate di grosse nella sua vita, ma questa...", commenta. "Se riesce lui a fare l'elenco di tute le ville e di tutti i guardiani delle ville di Berlusconi che sono tanti, chieda se sono mai andato a bussare". A Bossi, dice il leader del Pd, "voglio scrivere una letterina, io sono uno che non ha mai preso in modo spocchioso la Lega. Ora Bossi è quello di chi sta attaccato al vecchio zio per prendere l'eredità, ma la sua linea è a costo del tradimento radicale delle ragioni fondative e costitutive della Lega. Non abbiamo mai avuto peggior situazione per i comuni. E leggi che favoriscono la corruzione. Bossi dice 'Roma ladrona'. No - replica Bersani - sei tu che stai coi quattro ladroni di Roma".
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/08_agosto/30/governo_bersani_io_da_premier_per_evitare_voto_balla_di_bossi,25813987.html

Ovviamente dimentichiamoci che Studio Aperto o tg similari si "sprecheranno" a dedicare 30 secondi alla replica di Bersani.
commento di pratese inviato il 30 agosto 2010
Oggi 30 Agosto al TG di Italia uno è stato detto che Bersani avrebbe offerto i suoi(?) voti a Berlusconi pur di NON fare le elezioni anticipate. Qualcuno mi dica che ho capito male o che non è vero nella maniera più assoluta. Perchè se fosse vero strappo tutte le tessere compresa quella elettorale. Saluti Franco
commento di Yerle inviato il 30 agosto 2010
Qualsiasi sistema che elimini questo forzato bipolarismo è benvenuto... a me non dispiacerebbe neppure un proporzionale puro con qualche tipo di sbarramento basso e una delle due camere elette con un sistema elettorale su base regionale...
commento di rebyjaco inviato il 30 agosto 2010
Siete commoventi, Vi capisco perfettamente, d'altronde, scrivete sul network e dovete mostrare ""fiducia"", speranza. Quì, l'unico mattarellum, andrebbe dato sulla testa di coloro che da DECENNI, spadroneggiano (contrastandosi impietosamente) nel PD. Solo così, potrebbero emergere nuove figure fra le quali selezionare la nuova classe dirigente.
Il resto, è tempo perso, e il tempo perso non si recupera più. Ogni giorno che passa, lo Psicopatico (che non per niente è PSICOPATICO), conquista e/o corrompe qualcuno con cui rimpiazzare coloro che lo lasciano. Controllando l'informazione, sempre più capillarmente, si manterrà al potere fino a che la ""Fame"" sarà talmente evidente che no crederanno più nemmeno a Lui.
Ma quanto tempo trascorrerà? Intanto nel Pd. e suoi contorni, i ""benpensanti pieni di buona volontà, continueranno a scrivere belle parole prive di senso, la Serracchiani, appagata dell'incarichino prestigioso ottenuto, si scaglierà contro i TANTI RENZI che ESIGONO SPAZIO VITALE per combattere la Dittatura Berlusconiana. Bersani, continuerà ad andare da DON Silvio a chiedergli di non andare a elezioni. (l'ha detto Bossi, e non so perchè gli do credito, se avesse detto Dalema, c'avrei creduto subito,, Bersani, l'avrà mandato Dalema). Comunque, questo dramma della Sinistra Europea, più triste in quella Italiana che resiste a morire nonostante gli SFORZI immani di Dalema,Fassino,Veltroni e bande connesse, per distruggerla, finirà in malo modo. E' inevitabile, prima o poi, anche i più CRETINI, finiremo per stancarci.
commento di versoest inviato il 30 agosto 2010
Buon tentativo di trovare un punto di compromesso tra le esigenze di distinguere gli schieramenti, maggioritario, e la sopravvivenza della rappresentatività delle minoranze, proporzionale.

Può essere un vantaggio per l'idea del nuovo Ulivo, o come si preferisca chiamarlo, perchè nel sistema maggioritario puro i cittadini che apprezzano la sinistra, ora extraparlamentare, non sono molto propensi a votare semplicemente per il centrosinistra , lo farebbero, forse, per necessità di schieramento, ma con l'opportunità di eleggere propri specifici rappresentanti a garanzia delle loro istanze. Rimane il grande dubbio che la loro frammentazione e reciproca diffidenza impedisca loro di trovare le ragioni di una riunificazione che consenta il superamento del 5%.

L'attuale "porcellum" sembra molto gradito alla Lega e al PDL date le lodi espresse dalla Gelmini, non sarà facile convincerli ad abbandonare un sistema che ha portato loro fortuna, l'unica opportunità è che dai loro calcoli risulti più difficile del previsto l'esito delle votazioni al Senato se persiste e si formalizza la fronda Finiana.
commento di Anpo inviato il 30 agosto 2010
Si lo so ma nel frattempo utilizziamo il network al meglio.
commento di cristinasemino inviato il 30 agosto 2010
Non è la stessa cosa.
commento di Anpo inviato il 30 agosto 2010
Beh cristina possiamo comunque farci parti diligenti è usare la funzione promemoria.
commento di cristinasemino inviato il 30 agosto 2010
Ecco, per esemplificare quello che intendevo per "circolo on line", un contributo come questo non dovrebbe andare disperso: se avessimo una sezione dedicata al tema "legge elettorale" potremmo conservarlo ed averlo sempre a disposizione.

Nel merito: bravo davvero!
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12 febbraio 2008
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