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contributo inviato da moreno bucci il 23 agosto 2010
Federalismo, fisco, mezzogiorno, giustizia, sicurezza e immigrazione.
Sono i famosi cinque punti sui quali si dovrebbe decidere la sopravvivenza del governo Berlusconi.

Federalismo innanzi tutto, poiché è il punto che interessa la Lega. Federalismo senza criterio, poiché su questo punto Berlusconi non ha mai veramente approfondito. E' il punto che gli ha assicurato finora la completa lealtà della Lega ai punti che gli interessano per la propria difesa personale.
Peccato per lui che si è accorto solo ora che a forza di dare mano libera a Bossi (2 presidenti  di regione come il Veneto e il Piemonte) nei sondaggi di questi giorni  la Lega stia mangiandogli l'erba sotto i piedi. 

Fisco: ma davvero crede che ci sia spazio per abbassare le imposte? Ha già tosato ben bene le classi medie; sul fisco gli resta soltanto di aggredire i ricchi, ma è una scelta che non fa per lui. Sul fisco si è preoccupato soltanto di far risparmiare l'impresa editoriale di famiglia (la Mondadori).

Mezzogiorno: maldestro tentativo di coprire il "campo finiano", molto più radicato al sud. Qui rischia veramente che il suo partito non prevalga in nessuna area della penisola.

Giustizia: è un campo "ad personam". Per quanto si possa sforzare di dare a questo settore una parvenza di interesse politico si sa bene che si tratta solo di coprire le sue responsabilità.

Sicurezza e immigrazione: anche qui dà fuoco alle polveri leghiste, poiché su questo punto le Lega ha costruito  le pre-condizioni socio-culturali di carattere razzista e di imbarbarimento sociale che la portano a continui successi.

Sui cinque punti Berlusconi vorrebbe andare al voto. Ma è plausibile questa sua convinzione?
Intanto si registrano perplessità sulla tenuta elettorale e sugli equilibri della coalizione di centro-destra, ma chi può dire se Fini respingerà i cinque punti? Tutto sembrerebbe nelle mani di Berlusconi, ma è veramente così? Se costringe i finiani a non votare si espone ad una crisi di governo che può sfociare in un nuovo governo "di salute pubblica", come si sarebbe detto un tempo, che può durare fino alla primavera prossima, ma anche fino alla fine della legislatura. 
Non pare credibile che in una situazione di questo tipo si possa andare a votare con l'attuale governo in carica; quanto meno un governo tecnico che conduca il paese alle urne potrebbe sorgere dalle ceneri del centro-destra.

Ma se i finiani votano i cinque punti, può Berlusconi considerarsi al riparo? dopo lo "sputtanamento" al quale è stato sottoposto Fini ed i suoi "familiari" forse qualche vendetta c'è da spettarsela.
E poi, qual è la strategia di Fini? Far cadere il governo o far bollire Berlusconi nel suo brodo ancora per un po' prima di affondare il colpo? Approvati i cinque punti si deve poi passare all'azione di governo. Li vedete Berlusconi e Fini che trattano sul testo delle proposte di legge di iniziativa governativa?  Si aprono scenari esilaranti.

Berlusconi non è più sicuro se gli conviene andare al voto. Ma non è nemmeno sicuro che continuare a governare dopo aver incassato la fiducia sul "papello dei 5  punti"  gli sia egualmente conveniente.


TAG:  BERLUSCONI  BOSSI  FINI  I CINQUE PUNTI  MONDADORI  CRISI DI GOVERNO  GOVERNO TECNICO  ELEZIONI ANTICIPATE   

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