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contributo inviato da xpress il 21 agosto 2010

Tre giorni di Cossiga sui Tg. Tre giorni per celebrare un uomo che del potere politico aveva fatto la propria ragione di vita. Tre giorni su tutti i Tg per onorare chi mandava in giro tra le manifestazioni delinquenti in borghese e armati. Lui stesso lo dichiarò in una delle sue interviste nel 2008 rilasciata alla testata QN e qui sotto riportata. Ne abbiamo visto i risultati, con la morte di Lo Russo a Bologna o di Giorgiana Masi a Roma, pacifista scomoda solo nel nominarla. Tre giorni per ricordare chi invece sarebbe meglio non aver mai avuto nella giostra dei poteri di palazzo. E mi vengono i brividi a pensare che aveva anche un rimpianto. Quello di non aver avuto tempo per fare il professore universitario. Cossiga è meglio dimenticarlo in fretta. Riposi in pace e amen, ma non sono da scordare le sue aberrazioni. E se questi sono i servitori fedeli dello Stato, allora è meglio cambiare. O si cambiano questi personaggi e chi li celebra per giorni, o non potremo mai cambiare lo Stato Italia democraticamente. Perchè se "Gladio" era una struttura segreta ma regolare, come ebbe a dire l'ex senatore a vita Pdl, dopo essere stato Ministro dell'Interno e Presidente della Repubblica, allora dobbiamo interrogarci a fondo sul significato di Repubblica democratica e dobbiamo capire come e perchè, Cossiga e altri come lui, arrivino ai massimi livelli dello Stato e poi ne vengano anche onorati. Dobbiamo vigilare con la massima attenzione. Questo tipo di persone, che ancora sono ai vertici politici, considerano patrioti, e lo fanno pubblicamente, gli appartenenti alla P2, ora impunemente rinominata P3. L’ex generale dei servizi segreti dell’epoca, Gianadelio Maletti, disse, alludendo a Cossiga, che: «la verità su quegli anni si saprà, ma solo dopo la morte di qualcuno». Gli anni cui si riferisce sono gli anni delle stragi e della"strategia della tensione". Da Piazza Fontana in poi, ricordiamo una sola scia di sangue che ancora non conosce i responsabili. Ricordiamo che solo pochi giorni fa sono stati commemorati 30 anni dalla strage alla stazione di Bologna. Se Maletti, dopo la morte di Cossiga, ha qualcosa da dire, ora lo dica. E decada il segreto di Stato, perchè di questi segreti nessun italiano ne vuole essere, anche involontariamente, complice.


Cossiga:


Moro? Sapevo di averlo condannato a morte



Infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto


I consigli di Cossiga alla Polizia. "Prima una vittima, poi mano dura"
TAG:  VIOLENZA  COSSIGA  STRAGI  STRATEGIA DELLA TENSIONE 
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