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contributo inviato da luca_esse il 21 agosto 2010

Mi può andare bene l'idea della mobilitazione porta a porta in autunno: che ci piaccia o no e qualunque sia la data delle elezioni, la campagna elettorale è già iniziata.

Tuttavia, le cose sono due: o la mobilitazione porta a porta si fa per denunciare i disastri del governo E CONTEMPORANEAMENTE per presentare la lista dei candidati per quel collegio in caso di elezioni, oppure si fa la fine dei testimoni di geova, berlusconi rivince le elezioni, o le ripareggia o le perde di stretta misura, che è lo stesso, e ci ritroviamo in Colombia. Definitivamente.

Se il Pd è davvero in grado di proporre una alternativa non solo nei contenuti, ma anche nelle forme della politica, questa è l'ultima occasione per farlo prima del baratro. Se non nè è in grado, bisognerà riflettere sul senso dell'esistenza stessa di questo partito, perchè in un sistema bipolare un partito che funziona solo se dall'altra parte c'è il vuoto non ha alcuna ragione di esistere. 

 

 

TAG:  MOBILITAZIONE  PORTA  AUTUNNO  CAMPAGNA  ELETTORALE 

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commenti a questo articolo 0
commento di romanaderoma inviato il 22 agosto 2010
Ragazzi, è la prima volta che vengo qui e l'impressione non è buona.
Non ci vuole molto a capire che la situazione è cambiata e che B. è finito o ha cominciato a finire.
A qualunque basso livello siamo, da lì bisogna ricominciare. La proposta di farsi vedere più in giro non mi sembra male.
Come si inizia il discorso? Ma da quella che è la paura degli italiani: se finisce B.,che succede? Così, semplice, semplice. E noi dobbiamo essere lì e rimanerci.Già la presenza è un inizio importante.
PS
Anch'io sarei un'intellettuale, ma ora, credetemi , non è il momento.
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 21 agosto 2010


Il PD deve chiedere alle organizzazioni sindacali di ritrovare l’unità a partire da questa lotta. L’occasione è vicina : la manifestazione indetta dalla FIOM. Si chieda alla FIOM di inserire il tema del precariato nella piattaforma della manifestazione- Il PD chieda di poter partecipare al comizio finale invitando tutte le organizzazioni sindacali a costruire una piattaforma comune sulla lotta al precariato da porre subito nei confronti di qualsiasi governo .
Da parte mia ripeto quello che dovrebbe essere il punto centrale: introduzione, in sostituzione di tutte le forme di apprendistato e precariato, del Contratto unico d’ingresso ( DDL Nerozzi con la modifica di prevedere solo un anno prima che il rapporto di lavoro si trasformi a tempo indeterminato.)
E’ chiaro che inevitabilmente il punto successivo del dibattito politico sul lavoro non potrà che abbracciare gli altri problemi sul tappeto:
-produttività e premi di produzione
-flessibilità e riflessione sull’art.18 dello Statuto dei lavoratori
-evasione contributiva e lavoro nero
-lavoratori immigrati
E’ probabile che su questi punti vi possano essere posizioni anche profondamente diverse ma il PD ha il dovere di stimolare sia fra le organizzazioni sindacali che al proprio interno queste questioni per giungere ad una piattaforma del lavoro comune che dovrà essere punto caratterizzante del proprio programma politico.
Quando si parlerà del Partito Democratico si dovrà dire : è il partito della legalità e del lavoro per tutti E’ quello che si batte contro la precarietà dei ns. figli. E’ un partito moderno che utilizza tutte le risorse umane del Paese per un grande progetto di crescita economica e sociale.
commento di Giuseppe Ardizzone inviato il 21 agosto 2010
Non sono d'accordo per il porta a porta senza delle parole d'ordine forti-
Rifletterei di più sui contenuti e per esmpio sul rapporto con il sindacato e la capacità di parlare sui luoghi di lavoro.

Il Sindacato: è questo il grande assente dalla scena politica attuale!
La sua divisione non gli consente di porre con forza il punto di vista del mondo del lavoro sui problemi del Paese. Ben diverso fu il ruolo della Triplice durante la stagione della riforme e gli anni di piombo! La debolezza complessiva del sindacato non è solo evidenziata dalla sua divisione ma anche dalla incapacità di rappresentanza e quindi di proposta del mondo dei precari e degli immigrati. Su questa divisione grava inoltre il silenzio delle forze politiche ed in particolare del PD che non entrano nel merito dei problemi che hanno portato alla divisione del movimento sindacale ed alla sua perdita di rappresentanza collettiva . Perché? Provo a dare una mia versione: perché le posizioni che hanno portato alla separazione del sindacato sono tutte presenti anche all’interno del PD . Aprire un dibattito su di esse significa rischiare una possibile divisione sui temi importanti del lavoro e quindi dello stesso ruolo del partito nei confronti del sindacato, delle imprese ed in generale delle ipotesi di crescita del Paese. Non aprirlo ci porta ad una situazione di stallo , d’ incertezza di debolezza strategica.

E passiamo ad affrontare un’altra grande questione cruciale: la lotta al precariato.
Non mi stancherò di affermare che, come già lucidamente aveva detto Veltroni nel suo discorso al Lingotto, il problema del precariato è il male oscuro che uccide l’Italia e le giovani generazioni. E’ il segno del declino del ns. Paese. Il mondo del lavoro deve richiedere a qualunque governo si formi nel prossimo futuro che vengano modificate le regole contrattuali che permettono il perpetuarsi del precariato a vita.
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21 agosto 2010
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