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contributo inviato da caminante il 11 agosto 2010

Leggo sulla Gazzetta del Sud del 3 agosto 2010: 1350 milioni di euro, proroga di sei mesi per le missioni italiane all'estero. Al Senato il via libera con pochi voti contrari.

Sono un simpatizzante del Partito Democratico e non ho sentito una voce, che sia una, che propone alternative - ridimensionamento e analisi critica delle singole missioni, o altre possibilità - al semplice rifinanziamento in blocco delle missioni.

Perché in questi tempi di crisi non utilizziamo questi fondi per sostenere servizi basici in Italia, riducendo ad esempio i tagli alla scuola, invece di inventarci un Nuovo Modello di Difesa nato principalmente per alimentare il mercato di armi mondiale e l'enorme spesa militare statunitense?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri simpatizzanti del PD. Spero che una voce di pace ci sia.

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commento di giza2 inviato il 11 ottobre 2010
Già, perchè?? Mi viene in mente che dal cielo ci sorvegliano tutti tramite "zummate" nelle zone che interessano.Bene, allora mi chiedo perchè i coordinamenti militari non "zummano" la zona dove verrà svolta una determinata azione militare programmata svolta in Afghanistan? Anche in modo molto anticipato rispetto alla missione proprio per verificare variazioni di movimenti nell'area. Altro particolare: ormai sappiamo anche noi dove si trovano i campi di papaveri.Mi chiedo perchè "democraticamente" non vengono distrutti con aerei appositi per il diserbo. Non capisco perchè la elevata tecnologia occidentale non sia utilizzabile in Afghanistan! Forse qualcuno che comanda non conosce le nuove tecnologie....oppure si però è meglio così!?Attenzione cari politici !!
commento di caminante inviato il 2 settembre 2010
Salve Carlocattorini, sono perplesso. Aggiungere un problema non toglie l'altro. Condivido la triste realtà delle morti per incidenti stradali e spero si riescano a ridurre, ma sembra che si voglia cambiare tema. Ci sono anche le guerre nel mondo, non possiamo negarlo. Se crediamo nella vita crediamo di lottare contro tutto ciò che procura morte. Potremmo ad esempio ridurre le spese militari per migliorare l'educazione stradale. Che ne pensi?

Sull'energia rinnovabile condivido in pieno. E anche contro il nucleare.

Grazie per aver contribuito.

commento di carlocattorini inviato il 2 settembre 2010
Giustamente, uno si indigna per le vittime della guerra,
ma chiunque dovrebbe indignarsi per le vittime della motocicletta molto di più (almeno in Italia)!
commento di carlocattorini inviato il 2 settembre 2010
Il valore della vita è molto grande.
Ho letto in http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/06_Giugno/05/scheda38.shtml che da novembre 2003 ad aprile 2006 sono morti là 38 italiani.
Ho letto in http://qn.quotidiano.net/cronaca/2008/11/03/130009-ruote_strage_senza_fine.shtml che in dieci anni, dal 1995 al 2004, in Italia le motociclette hanno fatto morire 1500 persone.
Non so se la guerra in Iraq sia finita... ma invece di preoccuparsi di quella strage sulle strade medio-orientali difficili da controllare sarebbe opportuno mettere fine almeno alla strage sulle nostre strade, impedendo l'uso sconsiderato di veicoli così votati a uccidere.
Il popolo ha la memoria corta, la gente preferisce chi osanna i terroristi e i dittatori... (ricordate? "l'Italia ripudia la guerra") magari inseguendo una disponibilità petrolifera quando Paesi cone la Germania dismettono gli impianti petroliferi per sfruttare l'energia rinnovabile.
Poi si possono trovare articoli come "Energia solare: l’Italia accumula ritardo mentre Germania e Usa volano." http://www.vostrisoldi.it/articolo/energia-solare-litalia-accumula-ritardo-mentre-germania-e-usa-volano/1299/
e viene da chiedersi perché c'è tanta premura in Italia di dotarsi di strumenti non certificati (perché non sicuri secondo tutti ma sicuri solo per alcuni) tipo le centrali nucleari che altrove intendono dismettere.
Forse la convivenza fra le religioni è possibile, ma la coesistenza di esseri umani e strumenti non certificati non esprime un picco d'intelligenza...
Chi non è d'accordo con me si commenta da solo.
E' vero che i morti stimati totali per tutta la guerra in Iraq variano tra 120mila e un milione, ma non si può tollerare 1500 connazionali vittime delle motociclette quando ci si indigna per 38 connazionali vittime della guerra...
Giustamente, uno si indigna per le vittime della guerra,
ma chiunque dovrebbe indignarsi per le vittime della motocicletta molto di più (almeno i
commento di caminante inviato il 13 agosto 2010
3900 militari, 1000 in più di prima, per un totale di 393 milioni di euro. E solo 18,7 milioni di euro per la cooperazione (fonte peacereporter.net). Perché?
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