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contributo inviato da eb1412 il 9 agosto 2010

Ciao a tutti, con questo blog vorrei aprire un confronto tecnico su una possibile riforma della legge elettorale, ponendo, come base di discussione e confronto la seguente proposta iniziale (si attendono commenti e contributi).

Questa proposta di riforma della legge elettorale (ovviamente ulteriormente perfettibile) ha comunque lo scopo di fornire una risposta abbastanza soddisfacente, alla duplice esigenza, tipica della realtà italiana, di assicurare, da un lato, la rappresentanza parlamentare dei diversi partiti all’effettivo consenso che gli stessi raccolgono nella società civile e, nel contempo, di consentire un’efficace azione di governo, all’interno di una logica sostanzialmente bipolare.
In concreto, l’ipotesi in esame poggia su di un meccanismo elettorale articolato su due turni, fra loro peraltro scollegati, con il primo dedicato alla misurazione del consenso nei confronti dei vari partiti e alla definizione della rispettiva rappresentanza parlamentare, mentre il secondo è riservato alla scelta della proposta di governo ritenuta più valida da parte dell’elettorato.
Tecnicamente, la cosa potrebbe funzionare così:
Al primo turno, i partiti si presentano singolarmente, ciascuno con il proprio programma e i propri candidati al parlamento (si vota con sistema proporzionale e vengono eletti i candidati che hanno ottenuto più preferenze - ogni elettore può esprimere fino a un massimo di 2 preferenze), in modo che gli elettori possano votarli, in base all’effettivo consenso, senza alcun condizionamento o vincolo derivante dalle varie alleanze. I risultati di questo primo turno consentono di definire, in prima battuta, i partiti che ottengono una rappresentanza parlamentare (per evitare un’eccessiva dispersione è auspicabile l’introduzione di una clausola di sbarramento non inferiore al 3%). Se un partito ottiene, da solo, più del 50% dei voti, accede direttamente al premio di maggioranza previsto nel secondo turno, altrimenti, in ogni caso, si deve passare al secondo turno.
A questo punto, anche in base al rispettivo consenso e alle vicinanze programmatiche, i partiti che hanno ottenuto una rappresentanza parlamentare, possono formare, coalizzandosi fra loro, le diverse proposte di governo da sottoporre al voto degli elettori nell’ambito del secondo turno. Per salvaguardare il principio bipolare le proposte di governo ammesse al secondo turno devono rappresentare, quantomeno, un numero di voti validi (calcolato sulla base della somma dei voti ottenuti dai partiti che partecipano alla coalizione e che hanno superato, al primo turno la soglia di sbarramento) non inferiore al 15% (la % potrebbe anche essere superiore ma ritengo che quella proposta sia comunque sufficiente). Va da sé che un partito che abbia superato da solo tale soglia al primo turno, può presentare una propria proposta di governo senza la necessità di coalizzarsi con altre forze politiche. Ogni coalizione, oltre al programma (frutto della mediazione tra i diversi partiti che la compongono), dovrà presentare anche il proprio candidato premier, il cui nome dovrà essere riportato sulla scheda elettorale.
Alla proposta di governo che ottiene il maggior numero di voti viene assegnato un premio di maggioranza in modo da assicurare una rappresentanza parlamentare pari ad almeno il 55% dei voti (se la proposta super autonomamente tale soglia non viene assegnato alcun premio di maggioranza.
A questo punto, il 55% (ovvero la % maggiore autonomamente raggiunta) dei parlamentari viene assegnato ai partiti che formano la coalizione vincente (sulla base del peso rispettivamente conseguito al primo turno) mentre la quota rimanente viene distribuita fra tutti gli altri partiti (anche in questo caso sulla base del rispettivo peso raccolto al primo turno), compresi quelli che, pur avendo superato la soglia di sbarramento del primo turno, hanno ritenuto di non aderire a nessuna delle proposte di governo presentate nel secondo turno.
I vantaggi di tale soluzione (che, ovviamente, può essere accompagnata anche ad eventuali riforme istituzionali della forma di governo) sono del tutto evidenti. Innanzitutto, il peso dei singoli partiti verrebbe misurato senza alcun vincolo o condizionamento del c.d. voto (in)utile, mentre le coalizioni che si candidano alla guida del paese, potrebbero formarsi sulla base di effettive convergenze programmatiche, senza dover necessariamente raccogliere, al proprio interno, forze marginali e fra loro eterogenee (oltretutto, verrebbe salvaguardato anche il principio del premio di maggioranza alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti).
Magari non sarà la legge elettorale migliore in assoluto, ma sarei interessato ad un confronto su proposte alternative, nella convinzione che trovarne una migliore, per il contesto dato, è esercizio assai arduo.

TAG:  LEGGE ELETTORALE  VOTO 

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commenti a questo articolo 0
commento di iociprovo inviato il 2 settembre 2010
Mi sembra che questa proposta abbia un senso, sostanzialmente distingue in due tempi l'elezione del parlamento e del governo. Il primo turno ha lo scopo di creare la rappresentanza parlamentare (potere legislativo) mentre il secondo turno crea la maggioranza governativa (potere esecutivo), resta il problema che essa non è congruente con la costituzione. Per attuarla sarebbero necessarie delle profonde riforme istituzionali.
In questa fase non è facile che le forze politiche riescano a trovare un accordo per affrontare queste riforme "a meno che il grande capo non rinsavisca", mentre in realtà Berlusconi si è sempre messo di traverso a qualsiasi vera riforma istituzionale.
Per questa fase bisogna solo cercare di fare una legge elettorale che corregga le assurdità del porcellum cercando di essere il più possibile coerente con la costituzione vigente.
commento di Gian74 inviato il 14 agosto 2010
LEGGE ELETTORALE:

Basta con questa storia che il governo si deve decidere prima del voto: accade solo dove il governo non riceve la fiducia del parlamento come degli USA, ma noi siamo una repubblica parlamentare. E negli USA il parlamento è eletto in tempi diversi, per evitare che il presidente si crei la sua maggioranza e governi senza limiti.
Dovunque LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE SI CREA DOPO IL VOTO, non con accordi prima del voto.
E' così in Inghilterra (maggioritario a un turno), in Francia (maggioritario a doppio turno), in Spagna (proporzionale a piccoli collegi), in Germania (proporzionale con sbarramento).
NESSUNO HA IL PREMIO DI MAGGIORANZA, che ha usato solo Mussolini nel 1924.

Modifiche minime per una nuova legge possibile in questo Parlamento:
- preferenza (unica)
- via il premio di maggioranza
Bastano queste modifiche per avere un accordo e cambiare la legge.
LE OPPOSIZIONI LA SMETTANO DI LITIGARE E SI ACCORDINO PER UNA LEGGE SERIA!
commento di eb1412 inviato il 14 agosto 2010
Considerazioni interessanti e, per certi aspetti, anche condivisibili.
Peccato però che, per far fuori B. come dite voi, occorre prima vincere le elezioni e per farlo con questa legge elettorale bisognerebbe mettere insieme un'armata brancaleone che va da casini a vendola (ammesso che riesca a raccogliere tutti i cespugli della sinistra estrema) e forse non basterebbe ancora!!!
A questo punto, anche ammesso che si vincano le elezioni, mi dite quanto potrebbe durare un governo sostenuto da questa coalizione? (sei mesi, un anno?).
Sono convinto anch'io che il problema prioritario, per il PD sia innanzitutto quello di ritrovare una propria identità, ma mi spiegate come può riuscirci in un contesto in cui, per poter sperare di vincere le elezioni occorre imbarcare di tutto e, di conseguenza, dover continuamente mediare posizioni fra loro assai distanti, senza poter mai assumere una scelta chiara e decisa sulle questioni che stanno più a cuore al paese.
Se ci pensiamo bene, questo problema dovrebbe stare a cuore anche al centro destra, in particolare a Berlusconi (vedasi la crescente influenza della Lega), per cui, assai pragmaticamente, anzichè rincorrere improbabili scenari di governi tecnici attraverso cui provare a cambiare le regole del gioco (ma quando mai?) mandando all'opposizione chi, nel bene e nel male, ha vinto le elezioni (cosa che gli elettori non gli perdonerebbero mai!), farebbe meglio ad aprire il dialogo con B. proponendogli di rivedere, assieme, alcune regole del gioco in modo tale che, alla prossima tornata elettorale, la maggioranza che uscirà dalle urne (qualunque essa sia, questo lo decideranno gli italiani) sarà in grado di esprimere una capacità di governo assai superiore a quella che hanno saputo produrre i governi che si sono succeduti negli ultimi 16 anni (dal '94 in poi).
Meditate gente, meditate!
commento di torquemada58 inviato il 12 agosto 2010
pagina 2

...nuova legge elettorale, quindi è il caso di rischiare. Il margine di rischio non si riduce con una nuova legge elettorale, ma si riduce con un'iniziativa politica efficace, con un attacco frontale a B., alla "Roba" e alla Lega.

E poi cambiare la legge elettorale non è affatto facile, non solo perché mettere d'accordo tutti è sempre un problema ma soprattutto perché il PD NON ha una posizione univoca e quindi tentare di cambiare la legge elettorale SENZA avere un progetto preciso potrebbe rivelarsi addirittura come un boomerang.

Risolvere il problema dell'IDENTIT'A' è prioritario perchè è solo sulla base di un' IDENTIT'A' e di una iniziativa politica adeguata che è possibile vincere le elezioni, anche il problema delle alleanze va commisurato in relazione alla questione dell' IDENTIT'A'.
Infine un'ultima osservazione : Il premio di maggioranza è ESSENZIALE per poter Governare BENE, in questo senso il Porcellum potrebbe tornare utile.

commento di torquemada58 inviato il 12 agosto 2010


L'analisi di rebyjaco è come al solito inesorabile, lascia lo spazio solo per un approfondimento, mi spiego meglio :

in qualunque tipo di discussione, quale che sia l'argomento in oggetto, ci deve essere un presupposto che si chiama onestà intellettuale, senza questo presupposto l'analisi non può essere obbiettiva, i problemi non vengono centrati nel modo giusto e le soluzioni nascono con dei vizi sostanziali.
La frase cruciale è : Con i POLITICI ATTUALI, e parlo solamente della Dirigenza del PD., qualsiasi legge elettorale VA MALE. Questa affermazione, per quanto pesante, mi pare incontrovertibile nel senso che il NOSTRO problema NON è questa o quella legge elettorale, il NOSTRO problema è l'ASSENZA di una politica efficace da parte del gruppo dirigente del PD. Cambiare o non cambiare il Porcellum è un fattore del tutto secondario, il fattore primario è l'IDENTITA' del PD e l'iniziativa politica che ne consegue : tutte le volte che siamo andati al governo ci siamo infilati in un labirinto di idiozie senza fare NULLA di serio per questo paese e soprattutto senza fare NULLA per togliere di mezzo la cancrena che si chiama B.
[ per chi avesse qualche amnesia su chi ha consentito a B. e alla "Roba" di fare il comodo suo, consiglio di risentire il discorso di Violante del 2003 : http://www.youtube.com/watch?v=_stxOSyxE7k ] per cui, PRIMA di arrovellarsi sulla legge elettorale più opportuna, sarebbe meglio decidere cosa si vuole fare da grandi.

Fatta questa premessa, il Porcellum è in effetti una porcata da cancellare ma a mio avviso NON è questo il momento opportuno per cambiare la legge elettorale perché il Porcellum ci potrebbe consentire di togliere di mezzo in un colpo solo B., la "Roba" e la Lega. L'idea è quella di fare delle prossime elezioni un referendum pro o contro B. E' un'operazione che presenta dei margini di rischio ma questo è un falso problema perché il rischio di perdere le elezioni ce lo avremmo comunque, anche con una
commento di rebyjaco inviato il 11 agosto 2010
Il premio di maggioranza è ESSENZIALE per poter Governare BENE. Prima considerazione: La legislatura di cinque anni, E' ESAGERATA, in particola per l'Italia, QUATTRO anni sarebbe migliore. Seconda considerazione. Con i POLITICI ATTUALI, e parlo solamente della Dirigenza del PD., qualsiasi legge elettorale VA MALE. Perchè, sono LORO i responsabili delle cose che vanno MALE, sono DECENNI che si rotolano intorno al POTERE e guardate dove siamo finiti. E NON PARLIAMO degli altri, la ""Roba"" che Berlusconi ha portato al ""Governo"" non esiste in nessun Paese Civile al Mondo. L'unica maniera di rimediare alla meno peggio, sarebbe, Cambiare la dirigenza PD. (cancellando i vecchi "trogoloni") e mettendoci persone considerate "Decenti" dalla maggioranza del >Paese, gli ""ALTRI"" vinte le elezioni, andrebbero resi inoffensivi con leggi che impediscano ai Delinquenti gia condannati e/o in via di essere processati, di presentarsi e candidarsi. E forse non basterebbe nemmeno questo. Comunque, solo se la GIUSTIZIA riprende il controllo della ""GIUSTIZIA"", si può pensare di ""levarci le gambe"", caso contrario, è tempo perso.
commento di maxo7533 inviato il 11 agosto 2010
Ma di che cosa state parlando?

legge elettorale? l'unica legge elettorale possibile che uscirà fuori dall'ammuchiata dei Partiti che comporranno il Governo è una sola. Proporzionale alla Tedesca e basta con soglia da definire.

Perchè non discutete di che colore deve vestirsi Batman nel prossimo Film, forse avrete più possibilità di influenzare il Produttore.
commento di pmarmonti inviato il 11 agosto 2010
D'accordo sul 3% (ANDREI AL 5%)e doppio turno, non sono d'accordo sul premio di maggioranza, (vuol dire avere maggioranza che non hai),non può presentarsi chi ha conflitto di interessi, qualsiasi, industriale, magistratura etc...
Se degli onorevoli o senatori hanno dei ripensamenti sulla maggiornaza, vale qunto detto nella nostra costituzione, chiedere al parlamento nuova maggioramza
commento di F.Rosso inviato il 11 agosto 2010
Personalmente, mi piacerebbe di più un sistema simil-tedesco, proporzionale con preferenza e uno sbarramento non troppo elevato: non ho mai avuto il mito della governabilità a tutti i costi, anche sacrificando la democrazia e la rappresentatività delle minoranze politiche che per me rimane essenziale, anche perché poi questa fantomatica "governabilità" non si è mai avuta, o si è tradotta in una dittatura mascherata.
Ma al limite, molto meglio tornare al precedente "mattarellum", infinitamente migliore dell'attuale porcata.

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20 aprile 2008
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