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contributo inviato da carlogrezio il 2 agosto 2010

 

"la grande truffa”
Ragionando in una prospettiva storica che si potrà mai dire del primo decennio del 2000, rileggendo le vicende della politica italiana ?
Allo scadere del 31.12.2010 il decennio si concluderà – politicamente forse si è già concluso - dopo essere stato governato per l’80 % del tempo da Berlusconi e dai suoi alleati.
Un decennio intero, caratterizzato da maggioranze politiche mai viste prima, e quindi dalla prima vera possibilità di cambiare le cose, di riformare effettivamente un sistema ingessato ed inefficiente, completamente buttato via e dilapidato nell’incapacità di fare politica, dall’assoluta mancanza di progetti, dall’incompetenza assoluta, e soprattutto dall’aver portato al potere un enorme gruppo di inetti e corrotti.
Solo due le vere linee guida : una assolutamente concreta e perseguita : salvare Cesare dalle tante malefatte precedenti, – del resto unico vero scopo della “discesa in politica” di Cesare come spiegò tante volte il Fidel - l’altra , solo di schermo, basata sulla “grande e stordita balla inventata da Bossi” della necessità di una riforma federalista dello stato, senza alcun riferimento culturale, politico, geografico, storico, minimamente accettabile.
Bossi, uno che non avendo un lavoro, si è inventato un incredibile progetto politico, che gli ha permesso di sopravvivere ed arricchire sulla credulità di una imprevedibile massa di acquiescenti imbecilli.
La maggioranza silenziosa di italiani smemorati disinformati, evasori, mafiosi, protagonisti infiniti del “chiagni e fotti” nazionale, non si è ancora rivoltata, nemmeno sfiorata dal sospetto che un così gran numero di personaggi equivoci abbia gravitato e graviti intorno al Cavaliere, che nulla di concreto sia stato fatto, che le balle e le promesse siano sempre le stesse : abbasserò le tasse…non posso governare…i comunisti mangiano i bambini…. i magistrati di sinistra…..sommersi da una valanga di sciocchezze per anni, con tanti rispettabili pensatori a sostenere, giustificare, spiegare…che disgusto.
Di volta in volta al potenziale nocciolo duro dei Berluscones, statisticamente consistente se si considera la stabile stima di un 20/25 % di evasori fiscali, si sono associati tutti coloro che pensavano di poter ottenere vantaggi da un alleanza scellerata : le anime belle della Lega dura e pura ( eppure Bossi nella seconda parte degli anni 90 qualcosa sembrava aver capito di Cesare…), gli onesti (ex) fascisti di Fini, opportunamente sdoganati, i cattolici imbiancati di Casini e Cuffaro, i disinteressati ciellini di Formigoni : i migliori sono forse quelli che si sono venduti volentieri vista la grande generosità, la vera grande caratteristica di Berlusconi, : in realtà un gran numero di assolute nullità, incompetenti e riciclati vari che non vanno citati ma nemmeno dimenticati.
Se dopo un decennio buttato , davvero stesse esaurendosi questa lunga “ricreazione” , che cosa ci riserverà il futuro ? dove si rifugerà la squallida ignorante maggioranza silenziosa di questo paese che sceglie inevitabilmente il peggio? E poi rinnega e dimentica velocemente le sue scelte : una capacità di perdonarsi e autoassolversi così cattolica e papalina da essere veramente l’anima profonda dello spirito nazionale : nel 1945 non vi era più un fascista, dopo che tutti lo erano stati; nel 94 erano spariti tutti i democristiani dopo cinquant’anni di governo ininterrotto, diffuso e capillare; forse, con un po’ di fortuna nel 2011 non si troverà più nessuno che ricordi di esser stato berlusconiano ?
Oggi i giornali titolano, citando Fini, “Berlusconi illiberale” ! Ma che bella scimmietta è stata il buon Fini negli ultimi quindici anni : non vedo- non sento – non parlo….e se possibile nemmeno penso; e con lui la stragrande maggioranza degli italiani.
Non va nemmeno dimenticato che se ad una nullità è stato permesso di far tutto questo, di ottenere questo successo, ovviamente l’opposizione non doveva essere dotato di materiale umano sostanzialmente migliore, anche se va considerato che chi tenta di rivolgersi al cervello degli italiani invece che alla loro pancia, di fatto parte con un handicap politico sostanzialmente irrecuperabile.
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