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contributo inviato da Politik2008 il 29 luglio 2010

Quando una casa è pericolante, o non fai nulla e aspetti che si schianti all'improvviso, da sola, col rischio di travolgere chi ci abita dentro e chi ci passa accanto, o decidi di metterla in sicurezza, smontando pezzo per pezzo le pietre pericolanti che rischiano di far crollare l'intero edificio. La casa è la democrazia italiana oggi, le pietre instabili che rischiano di farla crollare sono la cricca di affaristi cinici, egoisti, cialtroni, arroganti, ignoranti, irresponsabili incuranti delle regole democratiche dettate dalla nostra Costituzione, che, lo ricordo, è tuttora valida ed alla quale, alla fine di tutto, questa gente dovrà rispondere, fosse anche tra vent'anni. Questi signori prima hanno scippato la fiducia degli Italiani facendosi eleggere e collocare nei gangli vitali del nostro sistema di governo della cosa pubblica promettendo il paradiso in terra, poi hanno scippato proprio i soldi degli Italiani, infilando direttamente e senza pudore le mani nelle tasche dei lavoratori, usati come bancomat, (vedi l'iniqua manovra finanziaria), per riempire le casse svuotate da loro con la corruzione. L'iniziativa del mite Bersani di un governo di transizione che guidi l'Italia verso una nuova fase politica, attraverso il passaggio ineludibile della riforma elettorale, è il tentativo, forse illusorio, ma saggio, di mettere in sicurezza la democrazia italiana ed evitare che crolli tutto. Il mite e saggio Bersani è solo da sostenere in questo eroico tentativo, non da impallinare come già hanno iniziato a fare certe menti fini, ma contorte, che albergano all'interno del PD. Questa è anche l'occasione buona per mettere in discussione il fallimentare sistema maggioritario, totem e tabù intoccabile della classe politica italiana,  che garantisce sì governi stabili ma, proprio per questo, anche malgoverno stabile, come si è visto in questi ultimi anni. Meglio governi instabili ma capaci che governi stabili ma incapaci.

TAG:  GOVERNO DI TRANSIZIONE 

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commento di Anpo inviato il 30 luglio 2010
Se in Italia avessi dei politici più responsaabili non ci sarebbe bisogno nè del maggioritario nè dei premi di maggioranza. Purtroppo non è così. A poco più di due anni dall'inizio della legislatura sono aumentati i gruppi Parlamentari e i politici che hanno cambiato scheiramento. In Paese che hanno un proporzionale nemmeno molto evoluto come Germania e Israele i primi ministri (vedi l'ultimo cancelleriato di Schroder) governano con relativa tranquillita perchè questi "cambi di casacca" sono l'eccezione e non la regola.

Comunque l'importante è che si esca dal Porcellum che ha svuotato di ogni significato il voto dei cittadini alsciando la scelta degli eletti nelel mani dei leader di partito. Quindi una legge proporzionale con preferenze sarebbe già un passo in avanti. Del resto i numeri per varare una legge maggioritaria non ci sono. Ma difficilmente ci sono per un governo alternativo anche per fare una legge proporzionale.
commento di cilloider inviato il 30 luglio 2010
A 17 anni cercai di spiegare alla mia prof. di latino (impegnata nel pds) quanto fosse deleterio il maggioritario per il sistema italiano.
Non mi credette all'epoca....ora che è in pensione...mi ha confessato che le mie ragioni dell'epoca si sono rivelate corrette.
Ravvisavo il pericolo fascista .....e che la millantata governabilità fosse solo uno specchio per allodole...(c'era molta letteratura a riguardo)....e così è stato.

Sono stato bravo?????
No! purtroppo sono sempre stato in minoranza...

"Non casualmente, ma sulla base della comprensione del fatto che una società variegata come quella italiana, con larghe fasce della popolazione tendenti ad una irrazionale ed inconsapevole ammirazione per ogni forma di autoritarismo, necessitava di più centri di rappresentanza. "

questa era la mia tesi all'epoca...e lo è anche oggi.

Grazie pereiravive.
commento di pereiravive inviato il 30 luglio 2010
Sono d'accordissimo. Basta con il maggioritario e,ancora di più, con i premi di maggioranza. La costituzione ed il sistema di bilanciamento dei poteri che ne fanno uno dei testi giuridicamente più raffinati del mondo è stata disegnata sul sistema proporzionale. Non casualmente, ma sulla base della comprensione del fatto che una società variegata come quella italiana, con larghe fasce della popolazione tendenti ad una irrazionale ed inconsapevole ammirazione per ogni forma di autoritarismo, necessitava di più centri di rappresentanza.
Non possono essere gli strumenti giuridici a disegnare il quadro politico che è invece una conseguenza dei bisogni della società.
Proporzionale, dunque, e senza premi di maggioranza. Al massimo uno sbarramento che eviti la presenza in parlamento di partitini alla mastella. Ma non per punirli; solo perchè rappresentativi di fasce marginali della società italiana, in quanto tali non abbisognevoli di rappresentanza.
Con tutto il rispetto verso una persona perbene: dopo l'idea del risanamento in un anno a danno dei propri elettori, spogliamoci dell'ultima eredità prodiana. E riacquistiamo una identità definita.
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8 febbraio 2008
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