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contributo inviato da Pachinos il 25 luglio 2010

isabella di bartolo
Un cunicolo pieno di vasi smaltati che contenevano acqua da bere e i resti di un acquedotto

  • Sabato 24 Luglio 2010
  • Siracusa,
  • pagina 37

isabella di bartolo
Un cunicolo pieno di vasi smaltati che contenevano acqua da bere e i resti di un acquedotto. È la Siracusa medievale quella che è venuta alla luce nei meandri del lungomare di Levante. Tra le grotte del percorso ipogeico di San Domenico nascosto sotto il belvedere di Ortigia. 
La scoperta è avvenuta durante i lavori di consolidamento dei muraglioni del lungomare, all'altezza di largo Gancia. Qui, sottoterra, sono impegnati i tecnici dell'ufficio speciale a Ortigia, coordinati dall'assessore Ferdinando Messina, e gli archeologi della Soprintendenza diretti da Lorenzo Guzzardi. Ed è proprio lui che sta seguendo le delicate operazioni sotterranee che hanno rinvenuto un cunicolo, in parte naturale e in parte lavorato dall'uomo, databile all'epoca tarda, forse nello stesso periodo in cui vennero costruite le mura spagnole. 
L'ipogeo che si trova sulla fascia costiera era un luogo di accesso e una via di uscita in caso di emergenza. Per il suo consolidamento i tecnici stanno utilizzando pilastri la cui disposizione deve tutelare i resti archeologici, come sta controllando la Soprintendenza. «Nell'ambito di questi lavori - afferma Lorenzo Guzzardi - abbiamo trovato un cunicolo alto 1,80 metri, ma con ancora 30 centimetri interrati, e ampio circa 90 centimetri, pieno di decine di vasi quasi interi e contenitori smaltati in ceramica di produzione siciliana. Si tratta di ceramiche utilizzate per contenere acqua». 
Probabilmente, poichè la zona era accessibile dalla costa questo cunicolo era utilizzato dai pescatori che potevano accedervi per bere acqua potabile. Qui, infatti, è stato anche scoperto un acquedotto di adduzione della falda freatica, cosiddetto di drenaggio, per circa 50 metri che si interrompe all'improvviso per un crollo. «L'acquedotto è ubicato verso il complesso San Domenico - prosegue l'archeologo Guzzardi - e quindi occorrerà definire la pianta per capire la rete dei cunicoli di Ortigia, le caratteristiche tipologiche». Secondo i primi rilevamenti, il cunicolo appartiene all'età medievale (ultima fase del 500 o forse 600), come si evince dai confronti con luoghi per le lucerne rinvenuti in più nicchie. «Le caratteristiche - dice Guzzardi -, dunque la forma e le misure, ci riportano ai Qanat palermitani: quei cunicoli con stessa funzione che sono dislocati sotto tutta la città e risalgono all'età araba».


24/07/2010

TAG:  SIRACUSA  MEDIOVALE  ARABO  QANAT 

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