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contributo inviato da moreno bucci il 22 luglio 2010
E' emersa negli ultimi tempi la realtà della Cricca. Quella intorno ai lavori del G8 e dintorni è la cricca per  antonomasia; quella che, per il suo modo di gestire un mondo "gelatinoso" dà conto di un modo di governare tutto particolare, basato su conventicole molto ben articolate sullo sperpero del pubblico denaro.

In linea di massima si può affermare che grandissima parte del debito pubblico nazionale sia il risultato del lavoro di queste "cricche", che fanno lievitare la spesa a parità di servizi e di opere. A dire il vero in questa opera nefasta rientrano anche i prodotti "sociali" del meridione: mafia, 'ndrangheta, sacra corona unita e così via cantando...
La "cricca" è una formidabile espressione che umanizza concetti classici dell'economia e della giustizia. Cartelli sulla determinazione del prezzo, accordi per non svenarsi su appalti, dividendosi quote dell'offerta pubblica, concertazioni per le quote di produzione di certi prodotti, sono tutti espressione del tradizionale modo capitalistico di "regolare il mercato" che, come tutti sappiamo, è libero soltanto nelle dimostrazioni di economia classica, ma nella pratica risente di queste pratiche che lo addomesticano a favore di questo e quello.

Ma il concetto di "cricca" si presta bene anche a conoscere fenomeni reputati minori, ma molto ben
distribuiti sul territorio nazionale.
Pensate a quante volte avete visto il vincitore di un appalto cedere in subappalto alla stessa azienda che aveva nel passato vinto la gara o vistosi assegnare il medesimo subappalto, così continuando per anni a seguire..
Scorrere la lista dei fornitori della pubblica amministrazione fa scoprire spesso un giro di aziende che, in pratica, si accaparrano, nel tempo, le diverse quote di lavori.
Ci sono aziende di costruzione  che godono i favori di certe amministrazioni per lungo tempo, che costruiscono su terreni acquistati a pochi soldi da cittadini che non vedono sbocchi e loro, in un battibaleno, vi costruiscono sopra.

Sugli esempi si potrebbe continuare a lungo.
Ognuno di noi può guardarsi attorno e intravedere situazioni di questo genere.
Vien fatto di pensare che siano le "cricche" a far girare il mercato.
Viene anche da pensare se questo è bene (paradossalmente) oppure se siamo tutti vittime di un sistema per niente trasparente che gira a favore di pochi sulle spalle di tutti.










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