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contributo inviato da Marianna Madia il 21 luglio 2010

Uno dei passaggi più duri della manovra economica approvata la scorsa settimana al Senato e ora in discussione alla Camera riguarda il personale con contratti a termine della pubblica amministrazione.

L'Espresso di questa settimana fa un quadro esauriente della situazione. Si calcola che circa 250.000 persone siano impiegate, non a tempo indeterminato, nel settore pubblico. La manovra impone a ogni ufficio di ridurre del 50% le spese per il personale con contratti a termine.

Quindi la metà di questi 250.000  dovrà  andare a casa.

Scrive il settimanale: "Non solo ragazzi assunti da poco o interinali con basse qualifiche, ma uomini e donne cresciuti a pane e contrattini, personale specializzato che contribuisce a far girare la macchina pubblica del Paese (...) Il governo in pratica si prepara a licenziare una città di medie dimensioni come Bergamo o Perugia".

Ritorna in mente lo stesso discorso sollevato con i ministri Brunetta e Gelmini quando tentarono di licenziare in massa i ricercatori a contratto degli enti pubblici di ricerca?
Ma questo personale serve o non serve? E' possibile che per realizzare si imponga un taglio così massiccio e indiscriminato, senza valutazione e senza alcun criterio?

Anche la Germania di Angela Merkel taglierà posti nel pubblico impiego. Ma saranno circa 10.000 per una finanziaria quattro volte più grande di quella di Tremonti. Soltanto con i tagli alla scuola del 2008 il governo italiano ha fatto cessare circa 20.000 per insegnanti e amministrativi nelle scuole pubbliche. Ora arriva il maxi-taglio che potrebbe colpire più di 100.000 lavoratori.

Infine una riflessione sul cosiddetto risparmio. Lo Stato risparmia, sulla carta, 2 miliardi e mezzo l'anno. Ma pensiamo ai 100.000  neo-disoccupati. Nella maggior parte dei casi impiegheranno tempo a trovare un nuovo lavoro.

Alcuni godranno di indennità di disoccupazione e altri strumenti di protezione sociale. La maggioranza sarà a carico delle famiglie, di genitori e coniugi che - in un periodo così difficile - si troveranno con un importante costo aggiuntivo.

E' un proprio un risparmio, quello della manovra, di cui il Paese aveva bisogno?
 

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