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contributo inviato da Idolo il 19 luglio 2010

L'era del garibaldino Crispi si chiude con Adua. quella di Giolitti si apre con La Libia. Avevamo solo cambiato obbiettivo.L'Etiopia si era rivelata troppo lontana e troppo rischiosa. Ora il binomio era tutto piemontese: Sciaboletta e il suo primo ministro. La preparazione questa volta fu accurata, l'intervento come sempre ai limiti del colpo di stato. Chi voleva quella guerra? Ma è ovvio, l'industria parassitaria che stava a nord e si pasceva delle rapine commesse al sud e si sa, l'appetito vien mangiando, poi...e poi..,Il Banco di Roma.che voleva rientrare dei soldi investiti in Libia e il Banco di Roma era il Vaticano. E i cattolici? e i cristiani? Niente paura. La gabula si trova sempre. Diremo che è la nuova crociata contro gli infedeli  e messa così tutto filerà per il migliore dei mondi possibili.  Come nella migliore tradizione piemontese la cosa finì a schifio, con massacri rapine ruberie e chi più ne ha più ne metta. Tutto il mondo civile espresse il suo disgusto e sì che non  era fatto propriamente di santi. Ma la Libia fu mai nostra? Lì si espresse poi l'homme à poing.Un generale criminale di guerra. Come sempre, gli italiani avevano sbagliato i loro calcoli. Pensavano di essere accolti come liberatori e invece....Ma su quale base e fonti basavano questo loro convincimento?Mistero che pagarono le misere popolazioni locali che nessuno ci dice quante perdite accusarono per razioni di guerriglia e, di vere e proprie campagne di annientamento. Italiani brava gente.Ma come mai tutte le occupazioni piemontesi finivano così? Io conosco i nomi di tre grandi guerriglieri che difesero le loro terre contro gli invasori. Il primo fu Abd-el-Kader, il secondo Carmine Donatelli Crocco. il terzo Omar Al-Mukhtar. Il più fortunato fu il primo che si riconciliò con i  francesi,Carmine Donatelli Crocco morì invece nell'Inferno di Ventotene, ma la fine più pietosa fu quella di Omar, un settantenne, un vecchio combattente di cui un generale arrogante non seppe apprezzare la grandezza e lo fece impiccare sulla pubblica piazza come un ladrone, dinnanzi ad una folla muta portata  lì di forza.E non tutti sanno quanto sia umiliante l'impiccagione per un musulmano, sorte riservata ai giorni nostri a Saddam Hussein che di tutto mancava fuor che di coraggio. Gli si riservò una morte infamante per far piacere all'amico....tanto un servetto si trova sempre. E tutto questo per uno scatolone di sabbia, perché i conquistadores, i migliori che l'Italia poteva espremere, non si accorsero del petrolio che trasudava da tutti i pori della sabbia. 

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