.
contributo inviato da salvatore1 il 10 luglio 2010

 Noi del Network siamo rappresentativi del popolo PD? Siamo un campione casuale dei militanti e/o degli elettori?  Mi faccio da tempo questa domanda e oggi la mia risposta sarebbe NO. Ho militato per qualche tempo negli  anni 60 nel PSI (prima dell'era craxiana), con un bagaglio culturale ibridamente marxista e liberale. C'era grande complicità e condivisione nella corrente lombardiana in cui stavo con la maggior parte dei giovani (ci stava anche Cicchitto, pensa un po'). Lo stesso spirito era presente nella corrente nenniana. Sono uscito dal partito insofferente per la vita di un partito in cui il dialogo avveniva solo entro le correnti mentre gli altri erano nemici.  Sono tornato a far politica entro il PCI. Lì il clima era diverso. La militanza attiva. La comunicazione, il dialogo, lo scambio culturale, mi appaiono ancor oggi esemplari. La vita di sezione intensa e l'amicizia "vera".  Sono uscito dal PCI dopo la bolognina quando i compagni di sezione presero strade diverse, incapace di scegliere fra il nuovo partito e i nostalgici della falce e martello cui non contestavo il comunismo ma una politica retorica e ridotta a testimonianza. Dopo una lunga pausa in cui ho creduto di trovare nel lavoro la mia dimensione politico-sociale, da un paio d'anni eccomi nel PD, dopo aver votato Bindi alle prime primarie e - da iscritto - Marino. Mi sento in un partito aperto e dal tasso culturale sufficientemente elevato (nettamente più che altrove). Frequento moderatamente il circolo cui sono iscritto, soprattutto in occasione delle iniziative del nucleo giovanile che mi fa sperare. E conservo il mio impasto di radicalismo marxista e di moderazione.

Nel network è difficile il dialogo. Per me sicuramente. La mia impressione è che esistano tanti PD quanti iscritti. E francamente quasi mai trovo uno sforzo di condivisione, l'idea che l'altro possa insegnarti qualcosa. Con eccezioni certo. Ho apprezzato la fatica di capire esercitata da Cristina (non casualmente donna, come Bindi, come Bonino) nelle sue sintesi. Egualmente il linguaggio e la moderazione di Anpo o di  Andrea Esausto (dove sei?)  e  di diversi altri perché, al di là delle tesi di ognuno, il linguaggio e la capacità di ascolto a mio avviso possono far crescere il network e il partito. Non è un fatto di "educazione" o di galateo. Si tratta di capire se siamo qui ognuno a sfoggiare una verità assoluta e intangibile, irritandoci se non è subito compresa. Oppure se siamo qui per proporre ipotesi e tesi, magari provocatoriamente per stimolare il dibattito, e poi capire le tesi altrui e metabolizzarle - quando possibile - per farle diventare cibo per la nostra mente. Con torquemada - impegnato in un botta e risposta senza fine  con cilloider -  mi sono trovato assolutamente d'accordo su varie cose, a partire dalla priorità della questione morale. Poi scopro un assoluto disaccordo sulla questione flexsecurity. Va bene così. Sono sicuro che non litigheremo. Magari poi alcuni scambi di idee potrebbero avvenire per via privata, per email. Tempo fa mi sono beccato due  VERGOGNATI!!!!!!! fra l'altro frutto di un assoluto fraintendimento, essendo le mie tesi opposte a come erano state interpretate. Me ne sono fatta una ragione, in un esercizio di modestia: devo migliorare la chiarezza e l'efficacia comunicativa del mio linguaggio.  E mi faccio una ragione anche della malizia che ho colta - se non sono paranoico, cosa che nella mia prudenza non escludo - per il mio post "Perché stiamo nel PD?"  troppo tempo in evidenza. Perché, forse, nel network è impopolare essere graditi alla redazione o alla dirigenza. Che strana comunità!  Il massimo denominatore comune è essere comunque contro tutti. Soprattutto contro i dirigenti, compreso il segretario eletto alle primarie con il 53% dei votanti, come qualcuno opportunamente ha ricordato. No, il network non è rappresentativo degli iscritti e degli elettori PD. Non ci sarebbe nessun partito se lo fosse. Nondimeno qualche utile funzione può  svolgere, come sfogatoio, prezioso per i pensionati come me, o come luogo di produzione di idee eterodosse e impopolari.  Un saluto a tutti e un grazie a chi nel network sta cercando di costruire qualcosa.

salvatore.venuleo@gmail.com

http://www.rossodemocratico.ilcannocchiale.it/

TAG:  PCI  PD  BINDI  BONINO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di versoest inviato il 12 luglio 2010
Caro Salvatore, correttamente hai premesso il tuo percorso personale nel campo delle idee politiche.

Il percorso personale di ognuno di noi è importante per capire certe posizioni e, a mio avviso, per accertarne la consapevolezza reale. Naturalmente non mi riferisco alla cultura personale che è conseguenza di varie causalità, mi riferisco alla consapevolezza meditata di scelte personali maturate dal confronto tra la propria visione dei rapporti umani e la realtà quotidiana vissuta sulla nostra pelle.

Tralasciando le posizioni rappresentative di stereotipi dogmatici, pertanto più vicine al misticismo che alla consapevolezza, rimane l'insieme di tutte le esperienze e gli interessi individuali che, come tali, possono essere anche opposti.

In un movimento politico che si identifica con il pensiero unico del Leader che si esprime per slogan non c'è bisogno di consapevolezza, anzi, è pericolosissima perchè permette di vedere il re nudo.

Il Network rappresenta la necessaria vitalità confusa della democrazia è il suo ruolo, spetta a chi è stato scelto allo scopo la necessaria sintesi che individua l'azione politica.

L'azione politica, come mi insegni, è la conseguenza di necessità contingenti o presupposto per progetti futuri che necessitano di programmazione, il gradimento della base è necessario per dare forza e consenso all'azione, ma, a volte, richiede uno sforzo di comunicazione non sempre ottenibile con successo. Sono i limiti o il talento dei Leader.
commento di torquemada58 inviato il 11 luglio 2010
x salvatore1

Caro salvatore1, ho letto adesso il tuo post e condivido molte delle tue osservazioni. Riguardo alla frase "Con torquemada - impegnato in un botta e risposta senza fine con cilloider - mi sono trovato assolutamente d'accordo su varie cose, a partire dalla priorità della questione morale. Poi scopro un assoluto disaccordo sulla questione flexsecurity" volevo solo precisare che la mia posizione non è in assoluto contraria all'idea in sè, dico solo che nella situazione italiana per come è ora, l'impatto della flexsecurity potrebbe avere effetti del tutto imprevedibili e molti aspetti cosiddetti tecnici non sono stati studiati in modo approfondito.

Temo che alla tua domanda, noi del Network siamo rappresentativi del popolo PD? si debba rispondere di sì, anche qui si riflette il disorientamento di fondo che purtroppo attraversa in lungo e in largo il partito, una truppa senza generali alla fine finisce per perdersi, i colonelli non sanno che fare e i sergenti ancora meno, le discussioni spesso si spengono senza motivo, temi interessanti vengono abbandonati e non si trova mai un momento di sintesi.
Questo succede anche per il totale scollamento che ormai esiste tra la base del partito e la dirigenza, senza vigili alla fine il traffico va in tilt.
commento di cristinasemino inviato il 11 luglio 2010
Caro Salvatore, hai ragione. Ma siamo un net LIBERO e dobbiamo sopportare, non rispondendo MAI a chi ci sbeffeggia. Noi qui sopra cerchiamo, con buona volontà e nei limiti delle nostre possibilità, di COSTRUIRE qualcosa: per questo é nato il PD e per questo noi siamo qui.
Ciao:-))
commento di F.Rosso inviato il 11 luglio 2010
Carissimo, dal mio punto di vista, come ho detto più volte, non capisco l'utilità di un Partito, di centro, di destra o di sinistra, all'interno del quale ci siano persone che, legittimamente, su temi cruciali la pensano in modo opposto, o quasi.
Non capisco.... a cosa serve?
Penso al lavoro, al welfare, ai diritti civili, scuola, sanità, ecc...
Sono cose basilari, il punto di partenza, per un partito o movimento politico, sulle quali bisogna avere una visione comune, magari con piccole sfumature di diversità, ma fondamentalmente uguale.
Non può essere che, dentro al PD (in questo caso), ci siano persone che approvano la flessibilità selvaggia, non è logico, a meno che il PD non sia di centro sinistra. Ma allora, che si faccia chiarezza, che si mettano i paletti.
Non può esistere che qualcuno sia per dare i soldi pubblici alle scuole private, o che sia favorevole alla privatizzazione dell'acqua, è un controsenso, secondo il mio modesto parere.
SI faccia un congresso straordinario per fissare, finalmente, non chi ha il comando (che mi interessa relativamente), ma quella visione di società che è indispensabile che un partito serio debba avere.
Se la maggioranza stabilisce che è giusto che le azienda abbiano mano libera con i lavoratori, gli altri ne preneranno atto e sceglieranno se rimanere o andarsene, e viceversa. Ma ci vuole chiarezza, non mille voci discordanti.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
21 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork