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contributo inviato da Idolo il 10 luglio 2010

Si chiamarono Cesari, Czar, i governanti dell'oriente europeo che rivendicava la sua indipendenza da Roma già delineatasi nel dissidio fra Antonio ed Augusto sfociato nella battaglia di Azio e poi nella divisione definitiva dell'Impero ai tempi di Arcadio e di Onorio. Ripudiava i caratteri greci e latini e parlava slavo. Conservava solo l'iconografia bizantina delle icone, ma aveva il suo grande patriarca ortodosso. Lo slavianski era il latino della chiesa ortodossa russa. Ma al tempo della prima guerra mondiale, i contadini, i mugiki, vedevano per la prima volta gli stivali nell'esercito che si preparava al grande conflitto.Ci fu poi Lenin, il bolscevismo, le purghe e tutto ciò che segue ed accompagna una rivoluzione.Pensiamo a quella francese che non è esente da grandi crimini. Anatole France, che non è un comunista, ne dà un quadro assai vivo nel "Les dieux ont soif". Ma ci fu anche Stakanoff. In occidente si rideva e si ironizza ancora sullo stakanovismo russo.In occidente domina l'individualismo. Andate ed arricchitevi è il primo comandamento. Ma Stakanoff ha fatto grande la Russia perché lavorava per la collettività. I piani quinquennali, varati dal governo bolscevico sono quelli contro cui si sono frantumate le legioni germaniche nella grande guerra patriottica. E' il risultato che conta. Il resto sono solo chiacchiere. I comunisti mangiavano i bambini? E'la sola cosa che abbiamo saputo contrapporre. Io ne ho conosciuti tanti. Non mi sono mai accorto che mi concupissero per farne salamini.E la battaglia di Stalingrado che, fortunatamente, io ho visto solo da lontano, da Millerowo per la precisione, ha fatto dell'esercito russo, agli occhi del mondo, un esercito di prima grandezza. Non è apologia è rispetto della verità. Del resto che male c'è se il nostro presidente del consiglio si dichiara ed è amico del capo del governo russo?Perché,molto umilmente non impariamo dagli altri? Ci siamo distinti solo nel saccheggio del sud ed abbiamo allineato nell'azione di governo ed in quelle militari, là dove ci siamo azzardati a usare la forza, soltanto mezze cartucce che ci hanno portato a grandi sconfitte e ci ritroviamo oggi, dopo tanti morti, tanti sacrifici, tanta fame,con un'Italia in "tocchi" come disse qualcuno che ci aveva messo venti anni per accorgersene. Se avessimo vinto la guerra, avremmo fatto in Europa quello che i piemontesi fecero nel sud. Sembra che quella sia la nosta vera ed unica vocazione.L'Impero romano d'oriente ci rifiuta, ci fa paura. Non sappiamo opporgli che il fascismo,il craxismo, il berlusconismo e tante altre cose in ismo di là da venire. Ma andate a cag... ..  

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