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contributo inviato da Fabio1987 il 22 giugno 2010
Cecilia Alessandrini (l'Unità): lettera di una giovane militante del Pd in disaccordo con i 5 giovani contrari alla parola compagni!

Gentilissimi Giovani Dirigenti nativi del PD, anche io sono una giovane nativa del Pd, ma sono una semplice militante, non sono una dirigente e vivo in Emilia Romagna a Bologna per la precisione. Impiego quotidianamente una parte del mio tempo libero nell'impegno politico nella speranza che questo serva, in futuro, a sconfiggere il berlusconismo imperante nel nostro paese e a restituire un po' di dignità politica all'Italia. Non lo faccio solo per me, lo faccio soprattutto per i miei futuri figli, lo faccio perché un giorno voglio poter guardare i più giovani negli occhi e poter dire loro che io ho fatto tutto il possibile, tutto quello che le mie forze intellettuali e fisiche mi hanno permesso di fare per evitare che il mio paese, il loro paese, andasse alla rovina, esattamente come fecero molti anni fa i partigiani di tutti i colori politici che ci restituirono la libertà. Sarà per questo impegno quotidiano che non ho tempo di offendermi se qualcuno mi chiama compagna io che il Pci l'ho conosciuto solo attraverso i libri.

Sarà perché vado a servire sia alle «Feste dell'Unità» a Bologna, dove si è deciso di mantenere alla festa del partito il vecchio nome, sia alla «Festa Democratica» di Sassuolo dove invece il nome è stato cambiato ma la sostanza è rimasta la stessa. Certo, forse, andrei a servire ai tavoli con meno entusiasmo ad una Festa denominata «Democratic Party» come mi si dice si chiami la Festa del PD a Roma; onestamente sa più di «Amici di Maria De Filippi» che della Festa di un partito che ha a cuore i diritti dei più deboli. Mi piacerebbe ricordarvi l'etimologia della parola «compagno» ( cum panis), ma sarebbe inutile perché è chiaro che il problema che esprimete non è filologico, ma legato al richiamo al lessico marxista che questa parola evoca ed il rapporto del Pd con la tradizione marxista è un problema lungo e complesso che va analizzato nelle sedi adeguate e quindi vi dico solo che dopo la vostra lettera sono molto sconfortata e preoccupata per una serie di ragioni molto poco filosofiche.

1)Speravo che i giovani dirigenti del Pd fossero impegnati, come lo siamo noi militanti, in cose più serie del disquisire sulla pronunciabilità o meno di una parola che, comunque, non ha in sé nulla di offensivo.

2)Era proprio necessaria questa discussione dopo una manifestazione riuscita bene ed anche originale nel suo svolgimento? In questi giorni avevo ricevuto da diverse persone un ritorno positivo sull'evento di Sabato. Qualcuno mi aveva scritto dicendomi che «dopo il discorso di Bersani l'avevamo recuperato come elettore». Questa mattina nella prima e-mail che ho aperto qualcun altro mi diceva che questa polemica l'aveva schifato. Ottimo lavoro cari giovani dirigenti nativi del Pd! Qualcuno vi chiederà conto del danno che avete procurato al lavoro che noi militanti facciamo tutti i giorni per le strade, nei circoli ed alle innominabili Feste dell'Unità? Se fossimo in un'azienda privata avrebbero già provveduto a mandarvi a casa...

3)Se questa è la nuova classe dirigente del Pd credo che le cose, per noi, possano solo peggiorare. Concludo narrando un bellissimo episodio della vita di Sandro Pertini. Un giorno da Presidente della Repubblica incontrò una scolaresca ed uno dei bambini gli chiese «Presidente, chi è il suo migliore amico?» Pertini rispose: «Il mio migliore amico era Antonio Gramsci anche se lui era comunista ed io socialista». Chi conosce la storia sa cosa significa questa risposta e chi ha orecchi per intendere intenda.
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commento di F.Rosso inviato il 23 giugno 2010
Ritengo che ci siano problemi un attimo più urgenti di questo.
Però la discussione è sintomatica del fatto che il presunto "nuovo" piddino è peggio del "vecchio", se questi "gggiovani" presunti tali si accapigliano sulle cose da riporre in soffitta, dimenticando però che oramai le nostre cose migliori stanno tutte lì, dimenticate sotto la polvere.
Sì, perché poi questi "ggggiovani", oltre al riporre in soffitta le idee per loro "vecchie", non sanno fare altro.
Non propongono nulla di nuovo, ma di nuovo veramente, al loro posto. Nulla!
E non mi riferisco al "compagno"... per me possiamo anche chiamarci "vulcaniani", essendo appassionato di Star Trek.
Mi riferisco alle idee in campo economico, sociale, dei diritti, ecc...
Sanno, i "ggggiovani", solo accodarsi al carro della destra liberista, basti vedere la vicenda orrenda di Pomigliano, ma anche quella dell'età pensionabile.
Le idee più schifose e arcaiche, come quelle poste avanti da questo governo e da confindustria, vengono spacciate per inevitabili da questi "gggiovani". Magari la manovra andava fatta diversamente, dicono, ma sul fatto che debbano pagare sempre i poveri cristi, con i soldi e con i diritti, non hanno dubbi, questi "ggggiovani".
Beh, viva la vecchiaia, allora, se questa è la "gggggiuventù".
commento di rebyjaco inviato il 22 giugno 2010
Bellissima polemica, bellissima polemica TIPICA del PD. e in generale, dei partiti di sinistra. A questa, potrei aggiungere la ""Fondamentale"" (fondamentale per la sua importanza) richiesta della Serracchiani di cambiare nome al PD., perchè, secondo Lei, non ha abbastanza ""fascino""(?) attrattivo (?). Comunque, avrai capito il senso. Se i giovani, si perdono in ""cavolate"", logicamente, i parassiti che occupano di PREPOTENZA, la segreteria (prepotenza perchè si fanno forti con delle tessere che hanno acquisito chissà come), non li scalzerà mai nessuno, e se NESSUNO li caccia, MAI più, il PD, tornerà ad avere i voti che aveva. QUESTA è la REALTA', con questa classe Dirigente, Belusconi può portare Messina Denaro a Palazzo Chigi che comunque sia, vincerà sempre, la Lega, potrà ""sputare"" in faccia a Napolitano che troverà una massa festante ad applaudire. Ormai, è sulla base del PD: che si misura l'opposizione, quando ai buffoni che applaudono Berlusconi o Bossi, si fa presente di che soggetti trattasi, ti rispondono INESORABILMENTE nominandoti, Dalema, Fassino, Prodi, e dai a scalare. Comunque, VOI che siete il FUTURO, continuate ad impegnarvi in queste discussioni essenziali alla vita del Paese, nel frattempo, noi ultrasettantenni, ci chiediamo chi ci salverà. Vi hanno allevati così, pure Voi siete al servizio della politica che vediamo ogni giorno.
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14 maggio 2008
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