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contributo inviato da Marianna Madia il 18 giugno 2010

 Signor Presidente, sinteticamente la vicenda è molto oscura e complessa, non starò qui a ripeterla, anche perché ormai è sui giornali, se ne parla da diversi mesi e tutti abbiamo sentito parlare dell'azienda Eutelia, di Agile, di Omega che ha comprato Agile, che è il ramo information technology di Eutelia.
Vorrei soltanto citare alcuni nomi di società coinvolte in questa vicenda, anche per capirne proprio la complessità: Phonemedia, Libeccio, Olivetti, Edisontel, Bull, Getronics. Insomma, noi qui siamo di fronte al risultato di una serie di fusioni e acquisizioni varie, di aziende che è difficile vedere dentro una realtà industriale chiara, e in questo caotico gioco di scatole cinesi di aziende cedute a un euro, ci troviamo da una parte con la magistratura che giustamente, con i suoi tempi, fa luce su quelli che sono stati gli scopi speculativi - cioè quantomeno fa luce su come, quanto e con quali modalità si sono avuti scopi speculativi che però nella natura mi sembrano ovvi - e, dall'altra parte, con l'assenza totale di un piano industriale.
In mezzo a tutto questo, però - questa è la ragione della nostra interpellanza urgente - vi sono i lavoratori: si tratta di persone con professionalità molto qualificate, che hanno passato diversi mesi con dei contratti oggi cosiddetti garantiti (eppure non hanno percepito stipendi), che, ancora oggi, pur essendo in cassa integrazione, non hanno ricevuto tutte le spettanze, né hanno ben chiaro quale sarà il loro futuro.
Tutto questo oggi avviene nel momento in cui i tribunali fallimentari hanno svolto il loro compito: infatti, sia il tribunale di Arezzo (per quanto riguarda Eutelia), sia il tribunale di Roma (per quanto riguarda Agile), hanno decretato il fallimento ed hanno rifiutato i concordati preventivi richiesti.
A questo punto, ancora di più - ed è questa la ragione per cui svolgiamo l'interpellanza urgente proprio oggi che i lavoratori sono qui fuori a manifestare - la responsabilità della politica c'è tutta. Pertanto, richiamo il Governo e la sua responsabilità semplicemente a mantenere la parola data. Infatti Gianni Letta, il 26 novembre 2009 - vi sono le sue dichiarazioni - si era impegnato per il mantenimento delle commesse pubbliche. Queste commesse, dal 26 novembre 2009, stanno scomparendo.
Inoltre, il sottosegretario Letta si era impegnato anche a convocare i due tavoli già istituiti presso la Presidenza del Consiglio - uno proprio per le commesse, l'altro per lo sviluppo strategico dell'azienda Agile - non appena vi fossero state da parte dei tribunali fallimentari le sentenze di commissariamento. Ebbene, le sentenze sono state emesse - l'ultima il 20 aprile, cioè due mesi fa - e, come gruppo del Partito Democratico, chiediamo al Governo, in questa sede, di indicare una data certa di convocazione dei citati tavoli. In altri termini, chiediamo al Governo di mantenere la parola data per bocca di uno dei suoi più autorevoli esponenti, come il sottosegretario Letta.

TAG:  LAVORO  CRISI  OMEGA  EUTELIA 

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