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contributo inviato da Antonio Armenante il 17 giugno 2010
La prima risposta che azzarderei è la seguente: nessuno sente il bisogno di un altro partito di centro. Ma mi rendo conto che possa esser considerata un'opinione personale, poco argomentata e pazzescamente faziosa, essa però è perfettamente esemplificativa del perchè di questo post.
Scrivo perchè sono convinto che non bisogna essere dei politologi per elaborare concetti in merito.



Il Partito Democratico nasce da un disegno lungo più di trent'anni, ideato ed impostato da Enrico Berlinguer nel 1973 in seguito al golpe che rovesciò Allende in Cile.
Il Compromesso Storico, in quegli anni, raccolse consensi tra l'area di sinistra della DC, rappresentata da Moro e Zaccagnini. Idealmente, quell'area soggetta a trasformazioni, dopo la crisi della Prima Repubblica è diventata la Margherita, in netta opposizione agli andreottiani dell'UDC.
Il percorso degli ex comunisti è noto.. PCI - PDS - DS.
L'equazione è di semplice deduzione: allorquando le forze popolari cattoliche hanno deciso di fondersi con gli ex comunisti hanno semplicemente messo da parte l'ala conservatrice andreottiana che con la complicità degli USA negli anni 70 fece saltare l'accordo "regalando" gli anni di piombo all'Italia.
Indi per cui, chiunque avesse desideri repressi di Grande Centro, potrebbe tranquillamente accomodarsi tra le fila dei casiniani, anche detti "incasinati", perchè hanno le idee poco chiare sul concetto di opposizione, o meglio, han compreso che possono affiancare all'aria da duri che si danno in parlamento, la facilità degna di una prostituta di strada con la quale si svendono localmente, in nome del dio.. ma non quello dei cattolici, bensì quello emesso dalla BCE.
Credo che l'elettorato naturale (se ancora esiste) del PD sia davvero stanco di vedere i propri dirigenti in difficoltà persino sulla scelta o meno di schierarsi col PSE a Bruxelles. Ma soprattutto, credo che da qui a perdere completamente la/le categoria/e sociale/i di riferimento il passo sia breve. E' questo un periodo chiave per la sinistra italiana. L'IDV tende a ritagliarsi uno spazio tutto suo, che somiglia più ad un buco nero che assorbe voti per non ricacciarli mai più, non nel senso che questi consensi rimarranno a Di Pietro, che nonostante tutto resta un fenomeno temporaneo, ma nel senso che sono consensi che si allontanano dalla sinistra per non ritornarvi mai più. Già la vedo l'alleanza Fini - Di Pietro, basta solo aspettare che il tiranno di Arcore tiri le cuoia. Rifondazione è defunta ed intendo rispettarne in silenzio la dipartita.
SEL, non appena Vendola sarà capace di dotarsi un buon gruppo dirigente, potrebbe rappresentare la svolta per la sinistra italiana. Il pugliese piace ed un aumento di consensi su base nazionale potrebbe spianargli la strada per palazzo Chigi.
In questo contesto, se il PD commette il grave errore di spostare ancor più il proprio baricentro verso destra, avrà la colpa storica di abbandonare irreversibilmente il suo popolo di riferimento e di aver affossato l'Italia, riconsegnandola per l'ennesima volta a piduisti, fascisti e mafiosi che ben conosciamo.

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