.
contributo inviato da pdLuca71 il 14 giugno 2010

 

CULTURA ADDIO!

Ed è un brutto segnale. Quando si iniziano a tagliare ore di storia, di storia dell’arte, di italiano e di lingua straniera la situazione è molto grave. Sono materie indispensabili che fanno parte della nostra cultura, delle nostre radici: ma come si fa in un Paese come l’Italia a tagliare ore di storia dell’arte?

Siamo la patria di questa disciplina, dovremmo averne una conoscenza quasi accademica solo per rispetto a tutti i grandi pittori, scultori e quant’altro, e invece si taglia?

 

Idem per la storia: siamo il prodotto di quello che è successo ieri e che ci servirà ad essere migliori domani, senza un’adeguata conoscenza della storia il presente è un insieme di avvenimenti senza senso. Per non parlare dell’italiano, ma scherziamo? Abbiamo una letteratura meravigliosa che il mondo ci invidia, e noi la buttiamo via!

 

Siamo un Paese in cui molti ragazzi a stento parlano un’altra lingua oltre l’italiano, e anche in questo ambito vengono effettuati tagli. Nel mondo globalizzato le distanze tra le nazioni si sono ridotte: in treno o in aereo in poche ore siamo in qualunque parte del mondo, ma in compenso dovremo esprimerci a gesti.

 

Cancellare materie fondamentali per la conoscenza del nostro Paese e, per contro, dare risalto ai vari dialetti regionali, trasformerà questa Italia, da sempre nota per la sua apertura e accoglienza,  in una nazione chiusa in sé e popolata da persone che non riusciranno più a capirsi.

 

 Abbiamo dato i natali a Dante, Manzoni, Leonardo e con pochi colpi di riforma tutto questo verrà cancellato: mi spaventa molto questa prospettiva, perché ho sempre avuto un’immagine dell’Italia come di un Paese in cui c’è spazio per tutti e in cui al primo posto per ogni cittadino ci sono cultura ed intelligenza. Tutto questo sta sparendo dietro alla scusa dei tagli agli sprechi: e la cultura sarebbe uno spreco?

 

La cultura sta alla base della formazione dell’individuo, togliendola che rimane? Per come la vedo io, niente. E come diceva Manzoni: “ai posteri l’ardua sentenza”.

 

 

Tania Carnasciali

 

Partito Democratico di Ponsacco

TAG:   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
29 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork