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contributo inviato da noni cicala il 12 giugno 2010

Questo DDL non solo limita la libertà d'espressione della stampa e la nostra di esere informati su episodi di malcostume, ma  è una legge anticostituzionale anche perchè non agevola, anzi danneggia il lavoro d'inchiesta delle forze dell'ordine e dei magistrati, andando così a nascondere le malefatte dei solito potentato politico-economico.Contro questa legge perciò che ci danneggia tutti, ci vuole una risposta di tutti. Mai come ora è necessario organizzare una manifestazione grandiosa che faccia tremare coloro che  sostengono il DDL e che dia il senso di una grande risposta di popolo.Tutti in piazza quindi il 4 luglio.

TAG:  TUTTI INSIEME IL 4 LUGLIO 

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commento di Robertinio inviato il 13 giugno 2010
ma il PD é favorevole alla non pubblicazione delle intercettazioni fino alla fine delle indagini preliminari...a meno che non abbia cambiato idea rispetto al ddl mastella che aveva votato alla camera nel 2007 e che prevedeva anch'esso questo divieto e al suo programma del 2008 che cosi' recitava:
"b) Intercettazioni sì, violazione dei diritti individuali no
Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione.
Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.
E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati"
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22 maggio 2010
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