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contributo inviato da team_realacci il 11 giugno 2010
Roma, 11 giugno 2010
  
“Centinaia di spadare “mascherate” ancora in uso nei nostri mari. Dai numeri delle attività di contrasto effettuate dalle Capitanerie di Porto e dalla Guardia costiera tra il 2005 e il 2009 emerge un quadro allarmante che non solo mette a rischio il nostro ecosistema marino, ma pone il nostro paese in una posizione di ulteriore criticità rispetto all’Unione Europea. Nonostante le spadare siano messe al bando nel nostro paese da una legge europea dal 2002 e che i pescatori abbiano ricevuto per la dismissione di questi attrezzi da pesca contributi pari a circa 200 milioni di euro, risulta che a tutt’oggi oltre 300 unità di pesca, continuano a usare illegalmente delle spadare “modificate” per la pesca al pescespada e che le azioni di contrasto, messe in campo dalle forze di polizia marittima hanno notevole difficoltà a combattere la diffusa illegalità in assenza di sanzioni dissuasive e efficaci”, a lanciare l’allarme è Ermete Realacci (PD) che, grazie ad una denuncia di Greenpeace e Legambiente ha presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri Prestigiacomo, Galan e La Russa.
“Ai pescatori di pesce spada”, aggiunge “venne anche offerta una nuova licenza di pesca denominata “ferrettara”, una piccola rete da posta derivante la cui lunghezza non può superare i 2.5 km, deve essere impiegata unicamente entro 10 miglia dalla costa e non può essere utilizzata per la pesca ai grandi pelagici, come il tonno o pescespada. Ma come emerge da tempo, molti pescatori utilizzano le ferrettare come spadare in barba alla legge e alle sanzioni. Un fatto grave, che ha già fatto condannare l’Italia da parte della Corte di Giustizia europee per non aver contrastato con efficacia l’illegalità con la relativa la restituzione dei fondi europei ottenuti e che nuoce non solo all’ecosistema marino ma ai tanti pescatori che operano nel rispetto delle leggi e che di mare vivono”.
 
Ufficio Stampa On. Realacci
TAG:  PESCA  SPADARE  GREENPEACE  LEGAMBIENTE  PESCESPADA  TONNO  PELAGICI  INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 

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