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contributo inviato da Marco.Bonfico il 9 giugno 2010

LA SCUOLA – LA CULTURA CENERENTOLE

I diritti e i pregi negati


Le motivazioni Gelmini di meritarsi la medaglia di cartone al tempio del risparmio entra nel guinnes dei primati.


Le promesse mancate di tagliare in modo virtuoso gli sprechi della gestione scuola e di ridistribuire i risparmi maturati per onorare i lavori e la qualità dei servizi erogati si scontrano con dichiarazioni al calore bianco nei confronti di Istituti che per far fronte a impegni di spesa statali e onorati con anticipi di bilancio salvo poi far pervenire le prebende all'ente superiore per i saldi contabili, si ritrovano briciole di saggezza economica per far fronte ai nuovi oneri aggiuntivi.


Il gioco vale la candela in quanto il D.L. n. 78/2010 congela tutti gli stipendi per tre anni e i risparmi ottenuti con la Legge n. 133/2008 in questo lasso di tempo pari a circa un miliardo di euro viene dirottato su un fondo ad hoc che ripianerà (condizionale governativo) i debiti accumulati negli anni dagli Istituti per anticipare e vedere passare il dovuto.


I lavoratori dipendenti e i pensionati sono e saranno in prima fila per mettere pezze al disastro annunciato mentre quelli che piangono miseria oltre i 70 mila euro annui godranno di privilegi di classe (fiscali) e benefici economici nel mandare a scuole private i propri figli.


Questo è peggio del periodo fascista (che è tutto dire) che almeno garantiva l'istruzione ai meno abbienti mentre ora si guardano i diversi con odio o rancore per il solo fatto di esistere.


Altro problema collaterale al primo è il mondo della cultura come: Biblioteche, Musei, Teatri, Enti preposti alla salvaguardia del patrimonio italiano che invece di essere valorizzati ed esternati viene lasciato alla scure del Ministro della Cultura che del titolo si fregiano per mostre e convegni e pensano al loro solo tornaconto politico di riferimento.


E noi saremmo la nazione che maggiormente dovrebbe valorizzare un capitale immenso con personale qualificato.


All'estero anche un solo libro, quadro, pinacoteca o quant'altro viene proposto e usato come qualcosa a cui non si può fare a meno.


La scuola e il mondo culturale collegato sono la cosa più preziosa e importante di cui una nazione si deve pregiare, mentre il capitalismo nostrano favorisce il bene legato al proprio interesse venale e sbanca il capitale altrui pur di restare in sella.


Il colmo è che noi viviamo con il razionare, mense, scuole, lavoratori e altro mentre la Protezione Civile per sfamare 350 persone spenderà la somma di 1,6 miliardi di euro in quattro anni e la parola d'ordine è qualità e genuinità cioè merce extra fresca, ma da chi siamo governati a noi la cintura deve stringere, stringere e loro si abbuffano.


Naturalmente non bisogna tenere conto del nostro Premier che dice che la “Costituzione gli intralcia il modo di fare leggi “ spero che sia una bufala se no non bastano i partiti occorre il popolo.


Basiano 9 giugno 2010


Marco Bonfico

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