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contributo inviato da team_realacci il 9 giugno 2010

Interrogazione scritta
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
 

Per sapere premesso che

    il progetto di raccordo autostradale Porto di Cremona - A21 “Torino - Piacenza – Brescia” a Castelvetro piacentino (PC), realizzato dalle società Autostrade Centropadane S.p.A., consta  di 12 km e collegherà le province di Cremona e Piacenza. Esso prevede un nuovo ponte di 200 metri sul Po, l’attraversamento di una zona golenale e di Zone di Protezione Speciale individuate dall’Unione Europea dedicate alla conservazione dell'avifauna, un tratto di circa 9 km previsto nel territorio rurale di Castelvetro piacentino;  

    il tracciato della futura tangenziale presuppone poi il taglio di un bellissimo esemplare di quercia secolare, detta "Nonna quercia", conosciuta come “Nonna Mina”, in onore della famosa cantante cremonese, di 4 metri di circonferenza del tronco, 20 metri di altezza e 35 metri di diametro della chioma. Nonna Quercia rappresenta uno dei pochi esemplari che l’uomo ha lasciato in vita rispetto alla foresta planiziale esistita fino a poche centinaia di anni fa nella Pianura Padana;

  la Regione Emilia Romagna ha espresso, tramite la delibera di Giunta GPG/2009/821 del 25/05/09, alcune osservazioni al parere VIA contrarie al progetto proposto dalla società Autostrade Centropadane, in particolare si legge: “Dovrà essere dimostrata in maniera circostanziata e oggettiva la superiorità del progetto proposto rispetto alle soluzioni esaminate. In particolare, si chiede di giustificare la preferenza accordata rispetto all’ipotesi della Gronda Nord, che ad un primo esame appare meno impattante”;

   detto progetto di tangenziale cita  solo parzialmente l’alternativa “Bretella Spinadesco - Casello autostradale Cremona, detta “Gronda nord”, opzione preferita anche dalla Regione Emilia-Romagna, che non prevede alcun ponte sul fiume Po, un impatto ambientale ed  un costo complessivo minori, sfruttando la viabilità già esistente; 

   il progetto definitivo del 31/03/10 non cita inoltre alcuno studio aggiornato sui flussi di traffico. A questo proposito è opportuno ricordare che il progetto preliminare del 2005, elaborato da Autostrade Centropadane, prevedeva un traffico al 2020 di 12.000 veicoli/giorno, una successiva stima del 2008 ha però spostato al 2033 tali volumi di traffico, aumentando il flusso a 43.000 veicoli/giorno, spalmando così a lunghissimo termine la crescita di traffico veicolare;

   il futuro socio-economico dell’area, in cui insistono numerose microaziende agricole tradizionali e a coltura biologica, vocato quindi all’agricoltura di qualità, all’agriturismo, al turismo lacustre  e campestre, verrebbe seriamente compromesso dagli espropri e dalle emissioni inquinanti della nuova autostrada nell’impossibilità di garantire ambiente e prodotti rispettosi degli standard minimi richiesta per un agricoltura sostenibile;

    è in corso una civile protesta promossa da un numeroso comitato di cittadini, associazioni ambientaliste, opinion-makers e botanici per ottenere una radicale revisione del progetto che possa salvare questo esemplare di flora preziosissimo. A questo proposito Tessa Gelisio, esperta di ecologia e comunicazione ambientale, conduttrice di Pianeta Mare e presidente dell’associazione For Planet, ha dato vita al primo “Sleeping Help Nature” della storia, una vera e propria veglia organizzata con un cospicuo numero di tende intorno a Mina per la  salvaguardia del territorio e latu sensu delle radici storiche dell’ambiente padano; 
 
 
  quali iniziative intendano intraprendere i Ministri interrogati, affinché venga scongiurato il taglio di questo importante esemplare di specie arborea di alto interesse ambientale e culturale;  se non si ritenga opportuna una revisione del tracciato del sopraccitato raccordo autostradale anche aggiornando le reali previsioni di traffico  e considerando nuovamente le osservazioni della regione Emilia Romagna e se non utile inserire “Nonna Mina” all’interno dell’elenco per la tutela degli “Alberi Monumentali” censiti dal Corpo Forestale dello Stato.


Roma, 8 giugno 2010
Ermete Realacci
Alessandro Bratti

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