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contributo inviato da verduccifrancesco il 7 giugno 2010

Secondo Calderoli, i sacrifici devono essere fatti da tutti, inclusi i giocatori di calcio; lanazionale, dice, dovrebbe ridurre i compensi ai giocatori. Bene, fosse per me, con la crisi in corso, annullerei la partecipazione ai mondiali o, addirittura, annullerei i mondiali; e non solo di calcio. Se pensiamo ai soldi spesi dalle società per sport come: motociclismo, automobili, vela, ecc., vien da pensare che la crisi, per le società, è come non esistesse; però esiste! o, almeno cosi ci dicono. pertanto, parto dal presupposto che ci sia.
Detto questo, le affermazioni del ministro rientrano nel quadro generale che vuole, come mezzo, quasi principale, di soluzione dei problemi attuali, l’intervento sui costi della pubblica amministrazione come se fosse l’unica spesa alla base del problema. Il continuo richiamo agli stipendi (che per altro dovrebbero, in certi ambiti come: la politica, la dirigenza dell’amministrazione pubblica, l’impianto organizzativo e tutto ciò che vi sta intorno, essere ridotti drasticamente, e non un misero 5-10%, e rivisti anche per il futuro) indica una volontà di nascondere quale è il vero obiettivo della manovra:

1)  raccogliere soldi ridimensionando lo stato sociale, idea non nuova ma che prende forma proprio con la crisi.

2) ridurre i finanziamenti agli enti locali in nome di un presunto federalismo che, di fatto, si riduce a una semplice operazione di spostamento di responsabilità dal centro verso la periferia senza intaccare il potere centrale, con conseguente aumento delle tasse locali senza diminuire quelle statali.

3) condono ai grandi evasori che sono la causa prima del debito (secondo Draghi, in Italia si evade l’iva per 30 miliardi l’anno. Cifra che corrisponde alla manovra finanziaria.).

 4) lasciare che la grande finanza continui a speculare sui soldi dei contribuenti.

È ovvio che parlare di riduzione degli stipendi alti ha un maggior impatto positivo, a livello emotivo, sulla popolazione, cosi come è altrettanto ovvio che parlare apertamente di riduzione dello stato sociale ha un maggior  impatto negativo. Meglio perciò dare l’impressione che i “sacrifici” li fanno tutti (al riguardo, va   detto che la riduzione degli stipendi alti è ininfluente sul tenore di vita degli interessati), che anche i “signori” contribuiscono al superamento della crisi.

 È in questo contesto che vanno interpretate le “sparate” dei  vari ministri e non come metodi di risanamento; quelli risiedono altrove; ad esempio, la tassa sulle rendite finanziarie. Smettere di tassare le rendite da lavoro (tassa sulla persona fisica) o, al massimo, tassare i redditi oltre un certo livello di retribuzione.  

i compensi di alcuni calciatori sono, di sicuro, altissimi, ciò non toglie che non centrano nulla con la finanziaria, anzi, a dire il vero, dato che si suppone paghino le tasse, sono entrate per lo stato. Casomai il problema è la provenienza; è noto che le squadre di calcio sono sostenute dalle attività produttive o commerciali, ne consegue che, detti soldi, potrebbero essere usati per elevare, ad esempio, gli stipendi o ridurre il costo dei prodotti. Ma questo vale anche per altri sport e per la pubblicità.

 

 

TAG:  FINANZIARIA  CALDEROLI  TASSE  STIPENDI 

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commento di rossilaura inviato il 20 giugno 2010
c'è il problema degli amministratori di condominio che trasformano il condominio in un cantiere continuo che non finisce mai. E alle assemblee non c'è un controllo serio sui chi sono quelli che votano. I verbali scritti spesso dallo stesso amministratore non sempre riproducono le vere votazioni. I singoli condomini e anche gli affitturari in realtà non hanno alcun potere di decidere se spendere oppure no per i lavori inventati dall'amministratore. E' urgente cambiare la legge e ridare la scelta ai condomini.
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