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contributo inviato da antefattoblog il 2 giugno 2010
Mancano una manciata di ore e siamo a cento. Cento giorni in carcere, lottando, cento giorni sui giornali, blog, programmi radio e televisivi. E alle spalle, quante cose… che se ci pensi ti viene quella malinconia mista a rabbia, un senso di appartenenza a qualcosa di grande e forte che si scontra col sentirsi soffocato dal potere di un Governo che ti ignora e dall'arroganza dell’Eni che ti prende in giro, che gioca sporco ormai da troppo tempo. Questi operai famosi ormai in tutta Italia, simbolo nazionale della lotta per il lavoro, si erano inventati una maniera nuova e pazza di protestare, occupando l’Asinara e dando vita all’unico reality reale: l’isola dei cassintegrati.

Grazie a questa protesta hanno scoperto di non essere soli e di poter contare sull’adesione di moltissime persone, sul sostegno, la forza e le idee di chi come loro è vittima del non-lavoro. Disoccupati, cassintegrati, precati, ma anche impiegati, studenti e artisti: tutti sembrano riconoscersi nel simbolo dei cassintegrati. Ma c’è un grande assente in questa lotta operaia rivoluzionaria. È un’assenza accecante, perchè si tratta proprio di quel nobile organismo che dovrebbe essere in prima linea a combattere per i diritti dei lavoratori. Il sindacato.

Come è stato ricordato più volte, c’è stato un grande appoggio da parte dei sindacati locali, ma i sindacati nazionali sono stati un pubblico troppo passivo durante questa vertenza. Eccezione va fatta riguardo alla visita di Susanna Camusso, numero 2 della Cgil nazionale, che andò a trovare i cassintegrati all’Asinara lo scorso 18 aprile. Fu una visita molto gradita, durante la quale la Camusso riconobbe l’errore fatto dai sindacati nel firmare il vergognoso accordo con Eni (il 19 ottobre 2009), osteggiato sia dai lavoratori che dalla stessa Cgil provinciale (che per protesta si era dimessa). “Si è agito troppo in fretta, quel pattosarebbe stato meglio non siglarlo senza la condivisione dei lavoratori”, ammise la sindacalista.

Durante quella piacevole giornata, la Camusso fece una promessa: “Se dovesse sfumare l’accordo tra Ramco ed Eni per la cessione degli stabilimenti ex Vinyls Italia, la Cgil è pronta alla mobilitazione nazionale sotto il Ministero dello Sviluppo economico”. Sono passati 45 giorni da quell’incontro. Cosa è successo nel frattempo? L’accordo con la Ramco è saltato per la pessima gestione delle trattative da parte dell’Eni e la scarsa serietà del Governo. Gli operai si trovano ancora sull’isola. Ma per quanto ancora può durare questo reality reale? Il programma di Simona Ventura è finito e persino i protagonisti di Lost, dopo sei anni di telefilm, sono riusciti a lasciare l’isola e tornare a casa! I cassintegrati della Vinyls sono dunque gli unici rimasti dietro le sbarre. Quello che chiedono ora questi operai, alla luce dei recenti avvenimenti (il fallimento dell’accordo con Ramco), è una mobilitazione a livello nazionale dei sindacati, che non può più essere rimandata. Una mobilitazione di TUTTI, compresi Cisl e Uil. Alla Camusso ricordiamo le sue parole e confidiamo che la Cgil organizzi lo sciopero nazionale che ha promesso, perchè è venuta l’ora di unirci. "Sindacato non lasciarci soli nella battaglia finale, ma lotta al nostro fianco!"

Marco Nurra


www.isoladeicassaintegrati.com
TAG:  LAVORO  ECONOMIA  SARDEGNA  CASSAINTEGRATI 

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