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contributo inviato da salvatore1 il 1 giugno 2010

PREMESSA.  Da "immigratone", residente a Roma dopo una vita lavorativa in Sicilia, scopro le risorse ambientali e culturali  del Lazio con occhi vergini "da turista" e il degrado che non vedevo più in Sicilia (per assuefazione) qui mi appare quasi una scoperta. Ho visitato recentemente a Tivoli la Villa di Adriano e poi nel Pontino il complesso monumentale del tempio di Giove Axur, la Villa di Tiberio, piccoli musei come quello del Comune di Terracina.  Ebbene,  ovunque: erbacce, immondizie sparse, segnaletica in allestimento, personale eccedente e ozioso o assolutamente carente (così a Terracina dove l'unico custode/bigliettaio/guida chiude la sua postazione per accompagnarti a visitare i mosaici poco distanti). E visitatori ovunque allo sbando per cui ci si imbatte in un giovane probabilmente esponente della cultura Ipod che orina sulla base del tempio di Giove e poi torna ad affacciarsi annoiato sulla bella terrazza.  Di fatto nessuna guida né in carne ed ossa né audio. La sensazione strana poi, quando hai vicino turisti stranieri è un senso profondo di imbarazzo. Ti senti quasi personalmente responsabile e cerchi di minimizzare o difendere l'indifendibile. Mi è capitato per esempio nell'antibagno di un locale di Piazza di Spagna per un turista giapponese che si accaniva a cercare sapone liquido in un dispensatore dove non poteva trovarlo semplicemente perché non c'era. Ed io recitavo lo stupore come per suggerire: "Che strano! Come mai capita questa cosa?".

Ora, grazie ai buoni uffici di Berlusconi e di Napolitano, Bondi, titolare del Ministero che vigila sui Beni culturali di un Paese che ha avuto in dote dalla Storia il 75% dei Beni monumentale e culturali dell'umanità, alcuni tagli sono stati evitati, quelli relativi ad Enti forse utili, forse inutili. Posso dubitare che questo recupero serva a ripulire i siti di erbacce, di dotarli di guide competenti? Oppure non bastano comunque le risorse e - come si sa - non si possono mettere le mani in tasca agli italiani? Io penso che bisognerebbe re-imparare a pensare semplice. Il pensiero semplice, che si fa beffe delle antinomie pubblico/privato mi dice che noi - quelli come me che hanno uno stipendio o una pensione - di fatto mantengono con denaro o servizi  gratuiti nell'Italia del record dell'inoccupazione:  figli che non trovano lavoro,  nipoti, lavavetri, venditori di fazzolettini, clochard, oltre che disoccupati, invalidi, semi-invalidi, piccoli e grandi criminali (scusando la mescolanza fra categorie ovviamente diverse, ma oggettivamente improduttive, se non  "distruttive"). Il pensiero semplice mi dice che spreco è far mancare risorse umane e manutenzione ai nostri Beni culturali, altrettanto che pagare pseudo lavoratori. Allora penso che, ammesso e non concesso, che la razionalizzazione e l'eliminazione di Enti e posti di (non) lavoro inutili non basti, credo che tutti ci faremmo mettere le mani in tasca e prelevare 50 o 100 euro per assicurare un lavoro vero da operatore ambientale ai lavavetri o da restauratore o da operatore dei beni culturali alle risorse umane giovanili più pregiate. Fra l'altro credo che quei prelievi ci tornerebbero moltiplicati dal turismo che oggi pone (lo sapete?) l'Italia maglia nera nei servizi turistici (compresi i servizi igienici: vedi esempi del turista giapponese o del giovane orinante sul Tempio di Giove). Non so se Bondi o la Brambilla convengono, loro così preoccupati della cattiva immagine che Draquila della Guzzanti esporta nel mondo. Ma no. Non convengono. Le mie sono considerazioni proprie del pensiero semplice.

TAG:  BERLUSCONI  BONDI  BRAMBILLA  GUZZANTI  NAPOLITANO 

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