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contributo inviato da team_realacci il 1 giugno 2010
Un errore incredibile che rischia di colpire pesantemente lo sviluppo delle energie pulite nel nostro Paese e la credibilità delle scelte italiane rispetto alla prospettiva di diffusione delle rinnovabili da qui al 2020. Questo il giudizio di  Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, in merito all’articolo 45 della manovra finanziaria del governo, che interviene sui certificati verdi abolendo il ritiro di quelli in eccesso da parte del Gestore servizi energetici. 

Con la conseguenza diretta, avverte l’associazione ambientalista, di far crollare il prezzo dei certificati, limitando il ritorno degli investimenti realizzati e di quelli programmati. «Le nuove regole - sottolinea Zanchini - avrebbero effetti drammatici in termini economici e occupazionali nell’unico settore che, in questi mesi, ha mostrato segnali positivi. È inoltre da sottolineare l’assurdità di questo provvedimento perché non avrebbe alcun effetto per le entrate dello Stato, visto che non sono finanziamenti pubblici ma un meccanismo di mercato che obbliga le aziende del settore energetico a produrre una quota minima da fonti rinnovabili e a muovere così i progetti da biomasse e biogas, eolici, geotermici, idroelettrici».
 
Insieme ad associazioni e aziende del settore delle rinnovabili, tra cui Aper, Anev e Fiper, Legambiente ha lanciato un appello al governo affinché faccia marcia indietro sul provvedimento e spieghi il senso di una decisione definita «assurda», che dimostra ancora una volta come il rilancio del nucleare si porti dietro l’abbandono delle fonti rinnovabili.
 
«Le energie pulite sono state lasciate in un far west normativo», prosegue l’esperto. «L’Italia deve raggiungere con le rinnovabili il 17 per cento di produzione da fonti pulite rispetto ai consumi, e se questo obiettivo non verrà conseguito dovremo pagare multe e importare dall’estero».

Fonte: Terra News
1° giugno 2010
Autore: Paolo Tosatti

TAG:  AMBIENTE  CERTIFICAZIONI  ENERGIE  RINNOVABILI  GREEN 

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