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contributo inviato da Stefano51 il 30 maggio 2010
 

Il governo del fare alla fine la frittata l’ha fatta per davvero. La mannaia cala sul reddito fisso e le pensioni dopo che un governo allegro e benevolo aveva aperto le stalle e fatto scappare tutti i buoi. L’impennata dell’evasione fiscale dal 2008 a oggi è un segnale incontrovertibile, con tanto di coccardina rappresentata dal condono tombale per i capitali portati clandestinamente all’estero e fatti rientrare quasi allo stesso modo, anonimamente e con una tassetta sopra da far ridere i polli.

Il governo del fare ha sparso la sua clientela ovunque, ha aiutato gli amici e gli amici degli amici. E le cricche che già c’erano sono prosperate in bellezza, ridendosela dei guai altrui, tanto c’era chi li copriva, chi garantiva loro denaro a fiumi e tapirulà legislativi attraverso le ordinanze.

In nome dell’emergenza l’Italia si è giocata pure le mutande, e a furia di gridare “al lupo, al lupo” l’emergenza è arrivata sul serio : i FAS sono finiti, le piccole e medie imprese prive di una guida strategica continuano a chiudere e a mettere per strada i lavoratori, l’inflazione avanza grazie ai cartelli dei poteri energetici, telefonici, etc lasciati indisturbati, gli affitti e i mutui crescono insieme ai prezzi.

Il governo lascia fare e si occupa di intercettazioni per tacitare magistrati e malelingue, e quando tutti gli indicatori segnano rosso alla fine cala la sua scure sui soliti noti. Tutto già visto.

Andando in cerca di, appunto... Verso chi girarsi per chiedere aiuto ? IL sindacato CGIL è troppo solo, anche con Di Pietro. Il PD abbaia ma non morde, dovrebbe mettere almeno un presidio sotto palazzo Chigi e tutti i municipi italiani per rappresentare fin d'ora alla gente l’allarme gravissimo che minaccia la nostra economia. La sinistra ? Semplicemente non c’è, Vendola e Bersani dovrebbero sbrigarsi e sotterrare una anacronistica ascia di guerra, per il bene della democrazia. Perfino la Chiesa non può aiutarci, da quelle parti più vai in alto e più rischi che qualcuno ti metta le mani addosso.

Pensare che servirebbe da morire, in questo momento, un po’ di sana e semplice religiosità laica, servirebbe quella legalità che Galante Garrone chiamava “il potere dei senza potere”, per riprendere il bandolo della matassa senza perdersi in chiacchiere, per trovare la forza di rialzare la testa e dare l’assalto al palazzo del re e delle sue veline.

Questa manovra è criminogena. Da una parte indebolirà ancora di più la classe lavoratrice, già impoverita e in difficoltà grave. Dall’altra, non toccando i privilegi e le vere ricchezze, scaverà un solco ancora più profondo fra le due Italie divise dal dio denaro. Non va bene, a mali estremi devono tornare utili estremi rimedi.

Questo governo se ne deve andare. Dobbiamo ripetercelo, come un mantra : questo governo se ne deve andare. Dobbiamo mettere sul tavolo le nostre proposte, la nostra fantasia e la nostra conoscenza. Esiste una strada diversa da quella indicata da un liberismo cinico e incosciente, che ha stravolto insieme all’economia anche l’etica dei comportamenti. Le regole devono tornare a governare il paese, a regolare la crescita, a premiare il vero talento sopprimendo i privilegi. Il “nuovo” portato da Berlusconi è in realtà talmente vecchio che ha dovuto camuffarsi, per non essere riconosciuto e essere accettato dagli italiani. Oggi sta abbandonando la sua bella maschera e tutto torna chiaro, così chiaro che il premier fa sempre più spesso spavaldi riferimenti al suo modello ideale, il duce dell’Italietta che fu massacrata da due guerre. Stiamo attenti che quello non scherza per niente.

Dobbiamo aiutare il paese, il nostro paese. Per esempio, la sanità. Basterebbero due semplici mosse : la prima, fare arretrare le mani, sempre pi insozzate dagli affari loschi, della politica nelle assegnazioni dei posti di responsabilità. Basta considerare i titoli di merito, quelli più ovvi, ad esempio le pubblicazioni in riviste internazionali, le ricerche effettuate e i risultati conseguiti, perché è da questo che si misura un medico.

La seconda cosa : interrompere l’assurdo magna magna delle case farmaceutiche. Come ? Ogni regione conosce i propri malati, sa quali sono le patologie – e le conseguenti medicine – più ricorrenti nel proprio territorio. E sa anche le quantità necessarie alla sua comunità. Dunque può acquistarle lei le medicine, a tir e non a confezioni, dalle case farmaceutiche, esigendo uno sconto ben superiore a quello che può ottenere una singola farmacia. E pretendendo anche – con un cliente così importante le case farmaceutiche non potrebbero dire di no – confezioni monodose che possano essere vendute singolarmente : devo prendere un antibiotico per sette giorni, mi compro sette pillole e basta, insomma. Evitando così assurdi sprechi, che diventano miliardi di euro facilmente

Questo giusto per fare un esempio, da semplice cittadino e nemmeno esperto del ramo. Ma dobbiamo tutti fare così, pensare con la voglia di trovare soluzioni, e pretendere che i nostri rappresentanti ci ascoltino e valutino. Oggi c’è la rete, queste cose si possono fare, non usiamola per giocare a cappa e spada dentro lo stesso partito, pensiamo a salvare questo paese finchè siamo in tempo.

E poi diamola davvero, questa salutare spallata a un governo che non governa più neanche sé stesso. Altrimenti non ha più senso parlare di democrazia.


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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