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contributo inviato da moreno bucci il 25 maggio 2010
Grande virata di 180°: dall'ottimismo di maniera al catastrofismo. Bonaiuti, portavoce di un primo ministro che non "se la sente" di metterci la faccia (perché la verità è dura a digerirsi)  e spiega al che la manovra è necessariamente dolorosa per evitare il rischio di finire come la Grecia.

Sciocchezze puerili: non tanto perché la situazione dell'italia, seppur delicata e fragile, non è quella della Grecia portata al default dal governo conservatore di Karamanlis, ma perché si crede in questo modo di far ingoiare la manovra, che pesa sui lavoratori, come solito,  e sugli enti locali e regionali, senza toccare coloro che si sono arricchiti e patrimonializzati negli ultimi dieci anni.

Avrebbe dovuto, il capo del governo, parlare direttamente in prima persona e dichiarare lo stato della nostra finanza, senza infingimenti, dando al contempo linee di riaggiustamento dei conti e di politica economica per far ripartire il trend economico. 

Non lo fa e manda Bonaiuti allo sbaraglio.

E' una strategia pericolosa, quella di annunciare possibili rischi "di finire come la Grecia", facendola transitare più volte dai telegiornali, poiché in tal modo si ingenera panico, al di fuori della corretta informazione, e il panico ritorna sui mercati, che prendono atto di quello che sentono dichiarare e agiscono di conseguenza. Certe dichiarazioni sono benzina sul fuoco della speculazione.

A meno che....la situazione non sia veramente come la Grecia; ma allora bisognerebbe vedere altre mosse, non soltanto dichiarazioni di un portavoce.

 




TAG:  GOVERNO  BONAIUTI  MANOVRA  COME LA GRECIA  SPECULAZIONE 

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