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contributo inviato da team_realacci il 25 maggio 2010
Interrogazione  

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri dell’Interno e della Giustizia

Per sapere, premesso che:

la questione dell’affondamento delle navi cariche di rifiuti tossici, continua ad essere uno dei misteri ancora irrisolti del nostro paese;  

in più occasioni, il collaboratore di giustizia Francesco Fonti, ex esponente della ‘ndrangheta, considerato tra i responsabili dell’affondamento di alcune navi contenenti rifiuti radioattivi al largo delle coste italiane, ha chiamato palesemente in causa esponenti dei servizi segreti e della politica, fra i responsabili dell’attività criminale.  

quanto sopra citato, è stato dichiarato nei mesi scorsi dal pentito Fonti, sia in interviste sulla carta stampata (Il Sole 24 ore, Quotidiano Nazionale, Espresso)  radiofoniche (Radio Anch’io – Rai 1), che nel corso delle audizioni in Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse;  

sull’Espresso in edicola questa settimana, in un articolo di Riccardo Bocca “Quei denari avvelenati”, si riportano brani del memoriale del pentito Fonti, consegnato nel 2005 al Magistrato Vincenzo Macrì della Direzione Nazionale Antimafia da cui emerge che lo Stato avrebbe inviato all’ex collaboratore di giustizia, chiamato con lo pseudonimo di Francesco Baldassari utilizzato nel periodo di protezione, centinaia di milioni di lire come consulenze professionali.  

Si legge in particolare nell’articolo “Si tratta di quattro comunicazioni che il ministero dell'Interno avrebbe inviato all'ex mafioso utilizzando il nome di copertura Francesco Baldassari. Note riservate dalle quali spuntano tracce di consulenze, versamenti da centinaia di milioni di vecchie lire e concessioni di anticipi. Il tutto partendo dal primo luglio 1999, quando il Dipartimento della pubblica sicurezza- Direzione centrale della polizia criminale scrive: "Dispaccio telegrafico, riservato "Z". Dr. Baldassari Francesco, in seguito della Sua disposizione verbale, l'ufficio ragioneria ha già provveduto alla variazione dell'appoggio bancario. Pertanto, dal prossimo semestre le Sue competenze di collaborazione con codesto Ministero pari a lire 134 milioni Le saranno accreditati presso la Rolo Banca 1473 filiale di Miramare di Rimini, nel c/c n.ro 903 intestato a suo nome. Tanto per Sua conoscenza, f.to Direttore Generale della Pubblica Sicurezza";

"Non ricordo più con esattezza quanto mi versassero in via ufficiale", dice, "però era attorno ai due milioni e mezzo di lire al mese". Piuttosto, aggiunge, i soldi riportati in questi documenti sarebbero il ringraziamento per aiuti forniti alle istituzioni. Vere e proprie "consulenze professionali", delle quali c'è inequivocabile traccia in un'altra nota riservata del Viminale-Direzione centrale della polizia criminale. È datata 26 luglio 1999. "Dr. Francesco Baldassari, unicamente per informarla che abbiamo avuto disposizione, con nota "Z" riservata della segreteria del Viminale, di accreditarLe sul conto corrente bancario acceso a Suo nome (...), la somma di lire 245 milioni specificate con nota a parte come consulenze professionali intrattenute con il Ministero dell'Interno. Tale compenso non rientra nel normale rapporto professionale intrattenuto, bensì trattasi di consulenza extra richiesta dal nostro Ministero. Pertanto, con decorrenza 15 novembre 1999, si provvederà a rendere irrevocabile la disponibilità della somma menzionata, 245 milioni (...). Tanto per Sua conoscenza. F.to Direttore Direzione Centrale della Polizia Criminale".

Non stupisce, dopo avere scorso queste righe, che il 4 settembre 1999 il direttore del Servizio centrale del Viminale invii una terza comunicazione al dottor Baldassari, per informarlo che la ragioneria ha disposto, con "nota riservata "Z" del 31 agosto 1999", l'accredito di 178 milioni da depositare entro il 10 ottobre 1999 dopo la "consulenza del 6 agosto 1999". E suona quasi normale, a questo punto, che il 6 settembre 1999 il ministero dell'Interno si rivolga per la quarta volta a Baldassari- Fonti, in quanto la Commissione centrale ha deliberato l'anticipo di 150 milioni da lui chiesto il 6 agosto 1999 (...)". "Detta somma", scrive il direttore del Servizio centrale, "sarà a Sua disposizione a partire dal 30 settembre 1999 (...)".  

Ciò premesso

si chiede ai Ministri interrogati e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri quali azioni intendano mettere in campo per accertare se quanto riportato corrisponda al vero e se nel caso gli accertamenti dovessero verificarsi positivi per quali ragioni lo Stato avrebbe versato all’ex collaboratore di giustizia tali ingenti somme di denaro.
 

Roma, 25 maggio 2010
 
On. Ermete Realacci
On. Alessandro Bratti
TAG:  NAVI  VELENI  AFFONDAMENTI  SOSPETTI  RIFIUTI  TOSSICI  RADIOATTIVI  PENTITO  FRANCESCO FONTI  INTERROGAZIONE PARLAMENTARE  REALACCI  BRATTI 

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